matteo salvini giorgia meloni enrico letta giuseppe conte

SOGNO O SONDAGGIO? – FRATELLI D’ITALIA CONTINUA A CRESCERE: LA MELONI È AL 24% E SECONDO PAGNONCELLI PREVALE DI UN SOLO PUNTO SUL PARTITO DEMOCRATICO (23) – CONTE HA RECUPERATO SU SALVINI: M5S E LEGA APPAIATI AL TERZO POSTO CON IL 13,4% - FORZA ITALIA ALL’8% E IL TERZO POLO AL 5 – LA PRECISAZIONE DEL SONDAGGISTA: “I NOSTRI SONDAGGI NON SONO 'SCOMPARSI' DALLE PAGINE DEL 'CORRIERE'. LE RILEVAZIONI VENGONO REALIZZATE E PUBBLICATE CON PERIODICITÀ MENSILE. IL CONTRATTO HA DURATA ANNUALE E NON PREVEDE VARIAZIONI DI PREZZO”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

nando pagnoncelli 4

Con riferimento al Flash! Pubblicato ieri da Dagospia  desidero precisare quanto segue:

 

I nostri sondaggi non sono “scomparsi” dalle pagine del Corriere che, infatti, oggi pubblica il consueto aggiornamento. In accordo con il direttore Fontana le rilevazioni sulle intenzioni di voto nazionali vengono realizzate e pubblicate con periodicità mensile, come si può evincere dalle date di pubblicazione degli ultimi anni.

 

Il contratto di collaborazione stipulato da Ipsos con RCS, che prevede la realizzazione di sondaggi su diversi temi riguardanti l’attualità politica e sociale, ha durata annuale e non prevede variazioni di prezzo nel corso dell’anno, pertanto l’affermazione “dicono che il sondaggista sia diventato troppo costoso per le casse di Urbano Cairo” per argomentare la mancata pubblicazione di sondaggi nel corso del mese di agosto rappresenta un’illazione ingiustificata, peraltro smentita dalla pubblicazione del nostro sondaggio odierno

 

intenzioni di voto sondaggio pagnoncelli per il corriere 1 settembre 2022

Ipsos da sempre realizza ricerche per tutte le forze politiche senza distinzione di sorta e non ha stipulato contratti “in esclusiva” con alcun partito; durante l’attuale campagna elettorale ha finora realizzato ricerche riservate per 8 partiti nazionali e diversi singoli candidati

 

Vi ringrazio molto per l’ospitalità

Un cordiale saluto

Nando Pagnoncelli

 

FDI AL 24%, PD UN PUNTO SOTTO LEGA E 5 STELLE APPAIATI

Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera”

 

nando pagnoncelli 6

L'inedita campagna elettorale agostana non sembra aver finora appassionato gli elettori, nonostante non siano mancati i motivi di potenziale interesse - dalla costituzione delle alleanze e di nuove liste, alla scelta dei candidati, alla presentazione dei programmi; il tutto accompagnato dal consueto vivace confronto tra i partiti e tra i leader che solitamente scalda la platea e mobilita gli elettorati.

 

Ebbene, ad oggi l'interesse per la campagna vede gli italiani divisi: il 51% finora l'ha seguita poco (18%) o per nulla (33%, cioè un elettore su tre!) mentre il 49% l'ha seguita molto (22%) o almeno in parte (27%). E in prospettiva la situazione non sembra destinata a migliorare in misura significativa, dato che nelle prossime settimane a fronte del 29% che ritiene di accrescere l'interesse, troviamo un 20% convinto che la sua attenzione scemerà.

 

giorgia meloni enrico letta

La mobilitazione è più elevata tra gli elettori delle due principali coalizioni mentre tra gli astensionisti l'86% è assai lontano dall'attuale competizione e ciò non fa ben sperare riguardo alla possibilità di un loro ritorno alle urne. Decisamente basso l'interesse espresso dai ceti meno abbienti, dagli operai, dai disoccupati e dai lavoratori autonomi: si tratta di segmenti sociali che più di altri si sentono poco rappresentati, quando non esclusi, e dunque meno coinvolti. A costoro si aggiungono le donne, soprattutto le casalinghe, le persone meno istruite e quelle di età compresa tra 35 e 50 anni.

 

SALVINI MELONI LETTA AL MEETING DI RIMINI

Lo scarso interesse va di pari passo con la scarsa informazione. Basti pensare che ad oggi poco più di un italiano su due (53%) dichiara di conoscere almeno in parte le coalizioni e i partiti che si presentano alle elezioni mentre il 47% conosce poco o non conosce per nulla l'offerta politica.

 

Quanto ai candidati del proprio collegio, il 37% non ne conosce nessuno, il 47% qualcuno e solo il 16% ne conosce la maggior parte. In queste settimane si è lungamente dibattuto sul tema delle candidature, in relazione sia alla legge elettorale - che non prevede il voto di preferenza e nemmeno il voto disgiunto tra maggioritario e proporzionale - sia alla riduzione del numero dei parlamentari, che ampliando il bacino elettorale dei singoli collegi attenua fortemente il legame dei candidati con il territorio, sia ai criteri di scelta delle segreterie dei partiti che non di rado per ragioni di convenienza hanno «paracadutato» candidati in collegi assai distanti dai luoghi di provenienza e dalla storia politica dei diretti interessati.

 

sondaggio pagnoncelli 1 settembre 2022

Non c'è da stupirsi, quindi, se venendo meno il radicamento territoriale e la possibilità di scelta dei candidati da parte degli elettori, la decisione di voto sarà influenzata più dal partito o dalla coalizione (77%) che non dai candidati in lista (23%).

 

La campagna

La freddezza che una larga parte degli elettori manifesta nei confronti dell'appuntamento elettorale è da attribuire ad almeno un paio di fattori, che si sommano alla crescente distanza dei cittadini dalla politica: innanzitutto il periodo estivo, solitamente dedicato alle vacanze che, mai come quest' anno per moltissimi italiani, hanno rappresentato un periodo di leggerezza e di evasione, una sorta di «liberi tutti» dopo due anni e mezzo di rinunce e restrizioni causate dalla pandemia, con il risultato di allontanare l'attenzione e i pensieri dal dibattito politico; in secondo luogo, la fine del governo Draghi che è risultata incomprensibile alla stragrande maggioranza degli italiani ed ha acuito la delusione e il disincanto tra i cittadini.

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI MEME

E, a proposito di Draghi e dell'esecutivo, si registra un dato che non ha precedenti, rappresentato dalla costante crescita del loro apprezzamento dopo le dimissioni del premier. Rispetto a fine luglio l'indice di gradimento aumenta di cinque punti per il governo e per il presidente del Consiglio, attestandosi rispettivamente a 63 e 67, valori molto vicini a quelli di inizio mandato e di poco inferiori a quelli ottenuti al termine della campagna vaccinale, nei mesi di giugno e luglio dello scorso anno.

 

Infine, le intenzioni di voto: Fratelli d'Italia con il 24% (in aumento di 0,7% rispetto a fine luglio) prevale di un punto sul Partito democratico (23%); al terzo posto sono appaiati con il 13,4% la Lega (stabile) e il Movimento 5 Stelle (in aumento di 2,1%). A seguire Forza Italia con l'8% (in calo di un punto), quindi la lista Azione/Italia viva con il 5%, l'alleanza Sinistra Italiana/Verdi con il 4,1% e Italexit con il 3%. L'area grigia dell'indecisione e dell'astensione si attesta al 38,3%.

 

il gradimento per il governo sondaggio pagnoncelli 1 settembre 2022

Dunque, a poco più di tre settimane dal voto il centrodestra prevale nettamente sul centrosinistra (46,4% a 29,9%). Le attese I pronostici degli italiani premiano il partito guidato da Giorgia Meloni, infatti il 39% prevede che Fratelli d'Italia vincerà le elezioni, contro il 13% che ritiene più probabile l'affermazione del Pd, il 7% che si aspetta il successo del M5S e di Forza Italia e il 5% che indica la Lega, mentre il 29% non è in grado di fare una previsione.

 

GIORGIA MELONI MARIO DRAGHI BY DE MARCO

Va sottolineato che l'ottimismo è più elevato tra gli elettori del centrodestra (59% indica la vittoria di FdI) rispetto a quelli del centrosinistra (42% pronostica la vittoria del Partito democratico contro il 34% che prevede la vittoria di Fratelli d'Italia).

 

Si tratta di un dato che potrebbe in prospettiva avvantaggiare Giorgia Meloni, perché solitamente la maggior parte degli elettori incerti sale sul carro dei presunti vincitori.

Altre considerazioni a margine del sondaggio odierno.

 

La campagna elettorale sta entrando nel vivo e non va sottovalutato il fatto che una parte minoritaria ma tutt' altro che trascurabile di elettori decide cosa votare nella settimana che precede il voto (nel 2018 furono il 25% degli elettori), quindi, sebbene le macrotendenze siano nette, la distanza tra i competitori potrebbe cambiare rispetto alla fotografia odierna, come pure la graduatoria dei partiti.

 

mario draghi al meeting di rimini 4

L'astensionismo rappresenta un'incognita, anche se tutto lascia pensare ad un aumento rispetto alle precedenti elezioni politiche degli elettori che diserteranno le urne, concentrati soprattutto nei segmenti sociali più in difficoltà. Da ultimo, si registra una notevole contraddizione tra l'apprezzamento espresso dagli elettori nei confronti di Draghi e gli orientamenti di voto che non sembrano penalizzare più di tanto le forze politiche che hanno determinato la fine dell'esecutivo e vedono avvantaggiato il principale partito di opposizione al governo Draghi; un'opposizione corretta, non aggressiva, quella di FdI, ma pur sempre un'opposizione che denota politiche e scelte assai diverse rispetto a quelle dell'esecutivo.

 

CONTE SALVINI

A tale proposito, come ha fatto osservare Dario Di Vico su q ueste pagine, al Meeting di Rimini è risultata stupefacente l'acclamazione tributata sia a Draghi (il cui discorso è stato interrotto ben 32 volte dagli applausi) sia a Meloni (la leader più gradita) da una platea che da sempre rappresenta un importante sensore. Il principio di non contraddizione con tutta evidenza non viene ignorato solo dagli attori politici, ma viene poco considerato da molti elettori .

mario draghi al meeting di rimini 5mario draghi con i giovani volontari del meeting di rimini

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