beppe grillo davide casaleggio luigi di maio alessandro di battista

TORNA A CASA-LEGGIO – I PARLAMENTARI 5 STELLE STANNO STUDIANDO IL MODO PER FAR FUORI UNA VOLTA PER TUTTE DAVIDE E ROUSSEAU DAL MOVIMENTO: L’IPOTESI È QUELLA DI PRESENTARE UN DOCUMENTO PER MODIFICARE LO STATUTO, MA SERVE L’INTERVENTO DI GRILLO PER EVITARE QUESTIONI LEGALI SUL SIMBOLO – I GOVERNISTI TEMONO CHE CON LA DEROGA AI DUE MANDATI CASALEGGIO VOGLIA SALVAGUARDARE LA SUA SQUADRA. CIOÈ DIBBA E LA RAGGI

 

 

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

DAVIDE CASALEGGIO HUAWEI

L'elefante nella stanza. E' l'immagine che i big' del Movimento 5stelle hanno ormai di Casaleggio. Fino a settembre non dovrebbe succedere nulla, «siamo in una fase di stallo alla messicana», il refrain. Ma la mossa che sta preparando il fronte di chi contesta il ruolo del figlio di Gianroberto e' una pistola fumante sul tavolo.

 

Riassumibile in questo concetto: «Lui minaccia di espellere parlamentari e vuole dettare la linea? E noi espelliamo Rousseau'». Come? Con una mozione, un documento per modificare lo statuto. Un atto politico insomma. Sono stati avviati contatti con Beppe Grillo, il fondatore per il momento si sarebbe detto d'accordo sulla necessità di un cambio di passo ma sarà necessario un suo intervento diretto per evitare uno scontro all'arma bianca.

 

DAVIDE CASALEGGIO LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

Grillo e' il garante del simbolo, i depositari sono Di Maio e Casaleggio «ma costituzionalmente avverte un senatore il logo e' dei gruppi parlamentari». Al momento non c'e' una contesa per vie legali ma la ferma volontà della maggior parte dei deputati e senatori di tagliar fuori quello che viene considerato un corpo esterno, un fattore destabilizzante che la tesi «non e' piu' a vantaggio del Movimento ma contro».

 

Riannodiamo i fili del braccio di ferro: l'associazione Rousseau' il 25 luglio organizza una kermesse, rilancia sulle idee ribelli, annuncia una nuova iniziativa per il 4 ottobre con l'intento di sfruttare questa la critica che viene mossa M5s a fini interni e mettere il cappello sugli Stati Generali. Due giorni fa l'invio delle e-mail ai morosi che non versano. Ma dietro le quinte lo scontro e' sulla questione dei due mandati.

 

LE VARIE ANIME

ALESSANDRO DI BATTISTA DAVIDE CASALEGGIO

Il convincimento delle anime del Movimento (tranne quella incarnata da Di Battista) è che Casaleggio voglia salvaguardare solo la sua squadra. Ovvero Dibba e, con una deroga, la Raggi. «M5s e' cambiato in questi dieci anni, la regola dei due mandati va rimossa», il piano. L'ultima accusa e' sulle liste: Casaleggio ha chiesto già da tempo i certificati penali dei candidati, gli hanno risposto che ai tempi del Covid occorre aspettare. E lui avrebbe complicato l'iter (che ora in realtà passa pure per i facilitatori regionali) burocratizzandolo ancora di più.

 

davide casaleggio rocco casalino 1

L'operazione allo studio e' quella di costituire una larga convergenza per estromettere Rousseau' dalla vita del Movimento. Dietro ci sono i governisti' che lamentano pure il fatto che la piattaforma non si mette a servizio dell'esecutivo. «Rousseau spiega un altro esponente M5s in questo momento e' un blocco, non e' funzionale». Il paradosso: «Non e' un soggetto politico ma vuole fare politica finanziata da noi politici». Per ora la battaglia è combattuta dalle seconde file.

alessandro di battista virginia raggi

 

«Dopo il 20 settembre però arriverà lo scossone», avverte un ministro. Conte qualche tempo fa incontro' Casaleggio ma e' fuori dalla partita. A metterci la faccia e' soprattutto la deputata Nesci. Ieri altra riunione alla Camera (deputati arrabbiati perché, bilancio alla mano, quest' anno si è speso 785mila 127 euro in «consulenze per la comunicazione») alla quale hanno partecipato i referenti delle aree M5s. Poi incontro al Senato.

 

DAVIDE CASALEGGIO VIRGINIA RAGGI

Le firme? Piu' di trenta a Montecitorio e molte anche a palazzo Madama. E' tuttavia soltanto il primo step'. Nel momento in cui verra' presentato il documento arriveranno tutti gli altri. Espellere Rousseau non sarebbe solo una scissione tecnologica' ovviamente. Ma la pistola fumante sul tavolo questo l'intento dei promotori e' per convincere Davide a sedersi ad un tavolo.

AULA MONTECITORIO DALILA NESCI SIBILIA

 

L''exit strategy'? «Una buonuscita a lui e Di Battista», spiega un altro che sta lavorando all'operazione. Il nodo e' la guida collegiale M5s: la richiesta e' che ci sia un capo politico con il compito di interfacciarsi con alleati e mass media ma su mandato di una segreteria. Se il problema non puo' essere rimosso allora va aggirato: niente piu' votazioni o decisioni calate dall'alto.

 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)