giuseppe conte decreto

LA VERA EMERGENZA È CONTE – IL VOLPINO DI PALAZZO CHIGI DOPO LE POLEMICHE COSTRETTO A PRECISARE: “LA PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA SARÀ UNA DECISIONE FATTA CON IL PARLAMENTO”. COME SE FOSSE UNA SUA ILLUMINATA CONCESSIONE! – MATTIA FELTRI: "SIAMO (QUASI) TUTTI TORNATI AL LAVORO, VIAGGIAMO, ANDIAMO AL RISTORANTE. SOLTANTO IL GOVERNO SI SENTE DI RESTARE IN UN REGIME ECCEZIONALE E, A ESSERE MALIZIOSI, VIEN DA PENSARE CHE SIA…” – JACOBONI: "NON SI È ANCORA CHIUSA LA GRANA SU AUTOSTRADE E LA DISCUSSIONE SUL MES CHE PALAZZO CHIGI SI TROVA A DOVER GESTIRE UN NUOVO FRONTE"

MARK RUTTE GIUSEPPE CONTE

1 – Coronavirus, Conte: Stato emergenza sarà decisione collegiale

(LaPresse) - "Lo Stato d'emergenza sarà decisione collegiale del Governo e fatta con il parlamento". Così il premier Giuseppe Conte parlando all'Aja con i gionalisti dopo l'incontro con il presidente olandese Mark Rutte.

 

2 – Il borsello e la democrazia

Mattia Feltri per “la Stampa”

 

conte casalino

Il lettore mi perdonerà, o più probabilmente mi ringrazierà, se gli risparmio i passaggi tecnici. Ma grosso modo le cose sono andate così: ieri mattina, a Venezia, come se stesse parlando di Vivaldi o del Canaletto, il presidente Conte ha annunciato la proroga dello stato d'emergenza. Gliela dovrà concedere il Parlamento, una volta spiegata qual è l'emergenza, e in quale orbita eserciterà il suo beneamato dpcm.

 

Per i più distratti, il dpcm (decreto del presidente del Consiglio) è una legge emanata dal premier dopo essersi consultato con Rocco Casalino e qualche ministro. Differisce dal decreto semplice perché quest' ultimo entra subito in vigore ma entro una data certa va approvato dalle Camere (le care leggi ordinarie votate in Parlamento non portano più, sono come il borsello, antiestetiche).

 

conte meme

Dunque, da qui a fine anno, Conte continuerebbe a decidere questo e quello per come gli gira. Ed è buffo perché siamo (quasi) tutti tornati al lavoro, viaggiamo con le metropolitane e i treni, la sera andiamo al ristorante, ci beviamo una roba ai tavolini del bar, organizziamo cene con gli amici, in un volonteroso approccio alla normalità.

 

Soltanto il governo si sente di restare in un regime eccezionale e, a essere maliziosi, vien da pensare sia l'unico modo per evitare l'andirivieni in quell'impiccio che è il Parlamento, con l'aria litigarella che tira e la maggioranza ridotta a un'ipotesi.

 

conte casalino

Ecco, forse l'emergenza non è tanto nel Paese quanto nel governo e allora tocca sopravvivere, e con l'alibi di salvare la democrazia dall'orco Salvini se ne prolunga la reclusione in quarantena. Ricordo che la democrazia qui ha 75 anni, è una categoria a rischio.

 

3 – Lite sullo stato di emergenza Pd e destre contro la proroga

Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

 

Non si è ancora chiusa la grana su Autostrade, e la discussione sul Mes è stata congelata in un limbo per non alimentare frizioni con i cinque stelle, e Palazzo Chigi già si trova a dover gestire un nuovo fronte, con l'opposizione ma anche con tante voci critiche dentro la maggioranza, sulla proroga dello stato d'emergenza fino al 31 dicembre.

GIUSEPPE CONTE MEME

 

Ieri mattina Conte ha di fatto confermato da Venezia - dov' era per le prove del Mose - che «non è stato ancora deciso tutto, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione». La cosa ha sollevato malumori, prevedibili a destra, ma molto rilevanti anche nel centrosinistra.

 

Per il senatore leghista Roberto Calderoli, che se ne intende, la proroga dello stato d'emergenza è senz' altro «una vera porcata», pensata per assicurarsi «la durata del governo e delle poltrone di questa traballante e inverosimile maggioranza».

 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI SELFIE IN PIAZZA

E un po' tutta la destra ha protestato, da Giorgia Meloni - che contesta «uno strumento del quale il governo dispone per fare un po' quello che vuole», «non ci sono i presupposti per una proroga» - a Matteo Salvini, che twitta «la libertà non si cancella per decreto».

 

Persino Forza Italia, che Conte pochi giorni fa aveva elogiato come opposizione «costruttiva», ha usato parole piuttosto dure (Mara Carfagna invita il premier «a non abusare dell'emergenza», Anna Maria Bernini promette che il partito di Berlusconi «impedirà a Conte di commissariare il Paese»).

 

Il reggente del M5S Vito Crimi minimizza, sostiene che l'emergenza «è una questione prettamente tecnica, serve a intervenire d'urgenza se necessario». E in serata fonti di palazzo Chigi hanno tenuto a spiegare che una decisione definitiva ancora non è stata presa, e che se si procedesse in questa direzione l'intenzione di Conte sarebbe comunque quella di passare per il Parlamento.

 

GIUSEPPE CONTE MARK RUTTE

Una cautela dovuta al fatto che le critiche sono in questo momento tante anche nel mondo democratico, dentro il quale si sta diffondendo l'idea che non si sono rifiutati i «pieni poteri» chiesti da Salvini al Papeete per poi affidarsi all'«uomo solo al comando» Conte.

 

Enrico Giovannini, economista, già membro del comitato Colao, spiega: «Di fronte a una tale decisione mi chiederei su quali basi si ritiene necessario prorogare il periodo di emergenza. E perché si pensa sia necessario farlo solo fino al 31 dicembre. Poi mi chiederei dove si dovrebbe fare questa discussione? Io credo che andrebbe fatta in Parlamento».

Enrico Giovannini

 

L'emergenza, per fare solo tre esempi, consentirebbe di sospendere alcuni diritti economici, bypassare gare d'appalto, riconvertire forzatamente aziende per produrre determinati beni. Come sarebbe vissuta dalla società e dal mondo della produzione italiana? «Sappiamo dall'Istat che il 30% delle aziende italiane sta pensando di chiudere.

 

Queste aziende hanno bisogno di sapere adesso - dice Giovannini - se avranno la possibilità di resistere o ripartire. Non possono aspettare la legge di bilancio, anche per prepararsi a una nuova emergenza di cui non si conoscono i contorni esatti». Giovannini suggerisce anche: «Se si riconosce che siamo in emergenza, perché il Parlamento non resta aperto anche d'estate? Abbiamo bisogno di cambiare anche i tempi delle decisioni». Che si passi dal Parlamento lo stanno chiedendo con forza in queste ore in un Pd che non sembra più monoliticamente allineato con Palazzo Chigi.

 

giuseppe conte meme 1

Stefano Ceccanti, giurista e senatore democratico, ragiona così: «Lo vediamo tutti che il virus nel mondo c'è e che scuole ed elezioni non ripartiranno comunque in modo del tutto normale, però queste cose si spiegano bene in contraddittorio alle Camere e non in dirette Facebook, altrimenti si creano danni e non si capisce perché si debbano fare le elezioni per il Parlamento».

Stefano Ceccanti

 

A Giuliano Pisapia non sfugge la gravità della proroga emergenziale: «Per governare non servono gli stati d'emergenza. I principi base di un Paese non prevedono l'uomo solo al comando. In questi mesi - dice l'ex sindaco di Milano - c'è stato non solo un massiccio uso, ma anche un abuso dei dpcm che poteva essere giustificato solo in una fase acuta dell'emergenza sanitaria. La proroga pone più di un dubbio, considerando come la situazione attuale sia migliore rispetto a quella di fine gennaio».

giuseppe conte meme 1

 

Un altro giurista democratico, Francesco Clementi, solleva tre punti assai delicati: «Uno, la proroga dell'emergenza renderà possibile spostare la data delle elezioni amministrative? Due, l'emergenza darà poteri enormi al premier sulla riapertura delle scuole. Tre, la nuova emergenza consentirà, per esempio, di fare ospedali senza appalti, riconvertire aziende (come è successo), di fatto facendo espropri di proprietà, e infine, vi sarà ricompresa anche un'autonomia del presidente del Consiglio sul Mes?» Con l'emergenza sarebbe possibile aggirare la necessità di una legge comunitaria. Conte avrebbe trovato il modo di saltare tutta la faticosa dialettica politica, in primis nel partito che l'ha espresso, il Movimento di Casaleggio e Di Maio.

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO