michele prestipino pignatone

LO VOI O NON LO VOI? - PER IL CAPO DELLA PROCURA DI ROMA È UNA CORSA A DUE TRA MICHELE PRESTIPINO E FRANCESCO LO VOI, PRIMA CONSIDERATO UN SUCCESSORE NATURALE DI PIGNATONE E PER QUESTO FINITO AL CENTRO DI UNA GUERRA CHE LA SCORSA PRIMAVERA HA TRAVOLTO PALAZZO DEI MARESCIALLI, DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLE CONVERSAZIONI INTERCETTATE DI PALAMARA, LOTTI E COSIMO FERRI

 

Valentina Errante per “il Messaggero

 

michele prestipino e giuseppe pignatone (1)

All'ordine del giorno della quinta commissione del Csm, quella competente sugli incarichi direttivi, la discussione è prevista per oggi. Ma difficilmente si arriverà al voto e a una proposta da portare al plenum che nominerà il nuovo procuratore di Roma. La decisione, a questo punto, non arriverà prima del nuovo anno. I candidati forti sono due: Michele Prestipino, favorito dai numeri, e Francesco Lo Voi, prima considerato un successore naturale di Pignatone e per questo finito al centro di una guerra che la scorsa primavera ha travolto Palazzo dei Marescialli. Ma torna anche il nome di Giuseppe Creazzo, troppo debole per farcela, almeno allo stato attuale, perché a sostenerlo è solo la sua corrente, Unicost.

 

LO SCONTRO

intervento di francesco lo voi

Dopo il terremoto che a maggio ha investito il Consiglio superiore della magistratura per gli accordi sulle nomine e, soprattutto, su quella del successore di Giuseppe Pignatone, capo dei pm della Capitale, l'accordo non è ancora stato trovato. Anche se il candidato in pole position, adesso, è Prestipino, braccio destro di Pignatone, attuale reggente dell'ufficio requirente più grande d'Italia e simbolo di quella continuità contro la quale, in primavera, si erano coalizzate Magistratura indipendente e Unicost, rispettivamente le correnti di destra e di centro.

 

Con il ruolo centrale del pm Luca Palamara (Unicost) e il coinvolgimento di cinque consiglieri e due parlamentari (Luca Lotti, imputato nel processo Consip e Cosimo Ferri, toga prestata alla politica, ex Pd oggi Italia viva). A sostenere una candidatura in continuità con il lavoro svolto da Pignatone, allora, era solo la corrente di sinistra, Area, che, paradossalmente, sosteneva la corsa di Francesco Lo Voi, procuratore di Palermo iscritto a Mi. Contro Lo Voi erano tutti compatti. Anche la corrente di Piercamillo Davigo, Libertà e Giustizia.

 

L'INTESA

GIUSEPPE CREAZZO

L'intesa era stata trovata su Marcello Viola, procuratore generale di Firenze (anche lui di Mi) il più votato in commissione il 23 maggio. Anche se Unicost, apparentemente, puntava su Creazzo. Era fatta, e invece le intercettazioni hanno rivelato come l'accordo seguisse logiche legate a interessi e vendette personali. E soprattutto come la scelta di Viola, estraneo a tutti i giochi di potere, fosse gestita dall'esterno, con un coinvolgimento diretto della politica su nomi e decisioni. Le accuse a Palamara e la diffusione delle conversazioni registrate attraverso un trojan piazzato dalla procura di Perugia sul telefonino dell'ex consigliere, hanno capovolto la situazione. In cinque hanno dovuto lasciare il consiglio, capovolgendone gli equilibri. E il nome di Viola è stato cancellato con un colpo di spugna.

 

GLI SCHIERAMENTI

Oggi Area e Libertà e Giustizia hanno la maggioranza. Area non sostiene più Lo Voi, ma Prestipino e, dopo lo scandalo, la corrente di Piercamillo Davigo si è alleata con lo schieramento rimasto fuori dalle intercettazioni. Il paradosso è invece che su Lo Voi, osteggiato la scorsa primavera dalla sua stessa corrente, per evitare la continuità con Pignatone, adesso, punta proprio Mi. Mentre Unicost, visto che non è stato raggiunto un accordo su un solo nome, torna a sostenere Creazzo, il suo candidato naturale.

 

Gli altri dieci che si erano proposti per succedere a Pignatone sono stati tutti esclusi. Anche se, contrariamente a quanto accaduto in primavera, sono stati tutti convocati e hanno esposto il proprio progetto di lavoro alla commissione presieduta da Mario Suriano.

marcello viola procuratore generale firenze

La conta è rinviata. Allo stato attuale, in quinta, potrebbero essere i laici a fare la differenza: uno è di Forza Italia, l'altro del Movimento Cinquestelle. Ma sembra chiaro che oggi il voto non ci sarà. E se ci fosse, al plenum il procuratore sarebbe Michele Prestipino.

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