messi bartomeu

'O CLAUSOLA O NADA': BARTOMEU METTE MESSI IN UN ANGOLO – IL PRESIDENTE BLAUGRANA FA MURO, NON TRATTA CON IL PADRE DEL FUORICLASSE. ORA I LEGALI DEL 'DIECI' DOVRANNO INVENTARE QUALCOSA PER EVITARE LO STALLO - LA "BBC" HA RIVELATO CHE IL CITY E L’ENTOURAGE DI MESSI SAREBBERO GIÀ ARRIVATI A UN ACCORDO SULLA BASE DI 700 MILIONI DI EURO DA SPALMARE SU CINQUE STAGIONI...

Raffaele R. Riverso per repubblica.it

 

leo jorge messi

Cronaca di un disaccordo annunciato. La prima riunione tra il Barcellona e il clan Messi si è chiusa con un nulla di fatto che, sebbene fosse stato messo in preventivo da entrambe le parti, lascia maggiormente con l'amaro in bocca il fuoriclasse argentino. E già, perché la strategia del presidente Josep Maria Bartomeu è quella di rimanere inflessibile sulla propria posizione: o clausola o nada. Un vero e proprio scacco al re, dal quale il miglior calciatore al mondo potrà venir fuori esclusivamente con una genialità che però, suo malgrado, questa volta, non dipende da lui.

 

leo jorge messi

E così, sebbene sinora non abbiano di certo dimostrato di avergli saputo dare buoni consigli, la palla passa ai suoi legali obbligati, dalla mossa di Bartomeu, a prendere l'iniziativa e a farlo in maniera decisa. E già, perché l'obiettivo non può più essere quello di cercare la complicità di una società che ha fatto chiaramente capire che non ne vuole sapere di negoziare. Un club che, negli ultimi venti anni, Leo ha considerato la sua seconda casa e, per certi versi, forse anche la prima.

messi guardiola

 

Se il Barcellona è stato chiaro, altrettanto schietto è stato papà Jorge che ha fatto sapere "in modo cordiale", assicurano i presenti, a Bartomeu che Lionel considera conclusa la propria esperienza in blaugrana.

 

Un concetto che aveva voluto sottolineare anche ieri mattina, al suo arrivo all'aeroporto del Prat dove, rincorso da un'irriducibile schiera di giornalisti, non aveva potuto fare a meno di assicurare che molto difficilmente suo figlio sarebbe rimasto a Barcellona aggiungendo. allo stesso tempo. di "non aver parlato con nessuno". Nemmeno non Pep Guardiola? "No".

bartomeu

 

In questo pirandelliano gioco delle parti, la verità non è mai assoluta e, spesso e volentieri, non è nemmeno vera. E non tanto perché la BBC ha rivelato che il City e il crack rosarino sarebbero già arrivati a un accordo sulla base di 700 milioni di euro da spalmare su cinque stagioni (tre a Manchester e due a New York), ma soprattutto perché è improbabile che Messi si stia affrettando a chiudere la tappa più importante della propria vita - e anche lui sa bene che non ce ne potrà mai essere una uguale - senza conoscere lo stadio dove andrà a svernare nel caso in cui i suoi prodi avvocati dovessero riuscire a spuntarla.

 

 

messi bartomeu

La debacle in tribunale è un'ipotesi che il Barcellona, forte del sostegno della Liga, non prende nemmeno in considerazione. Bartomeu ne è certo e questo lo induce a ritenere che negoziare con Messi sia inutile, in quanto un possibile punto d'incontro tra le parti coinciderebbe - spicciolo più, spicciolo meno - con quello che potrebbe sancire un eventuale giudice chiamato in causa con la differenza, tutt'altro che irrilevante dal punto di vista dell'immagine, che se battaglia legale sarà, l'avrà voluta Messi e non lui che, in maniera inaspettata, diventerebbe il paladino degli interessi del barcelonismo.

 

messi guardiola 2

I dati sono, del resto, noti a tutti e non c'è bisogno di ricorrere alla tavola pitagorica per capire che - nel caso in cui la Pulga si dovesse rivolgere alla Fifa chiedendo il transfer e, quindi, la rescissione unilaterale del proprio contratto (un'opzione che acquisisce sempre più peso) - il suo valore di mercato potrebbe essere fissato intorno ai 120-150 milioni.

 

È disposto (sempre ammesso che possa permetterselo) il Manchester City a pagare una somma del genere per un calciatore che l'anno prossimo potrebbe arrivare gratis? E, soprattutto, è disposto a farlo considerati i suoi recenti problemi con il Fair play finanziario della Uefa?

 

LE NUOVE MAGLIE DEL BARCELLONA CON MESSI (CHE ANDRA' AL MAN CITY)

È anche per questa ragione che la BBC si limita a parlare dell'accordo City-Messi che, però, diventerebbe carta straccia qualora l'interpretazione data dai legali dell'argentino alla sua clausola di rescissione si dovesse rivelare fallace. Sotto questo aspetto, è utile ricordare che la scorsa estate, il Real Madrid pagò 100 milioni di euro per portare al Santiago Bernabéu Eden Hazard al quale rimaneva, come succede oggi alla Pulga, un solo anno di contratto (con il Chelsea). Un'operazione che potrebbe essere ritenuta un punto di partenza attendibile per stabilire il prezzo del cartellino del 'diez', tenendo chiaramente in conto anche la crisi provocata dall'emergenza coronavirus.

 

Una congiuntura che il Barça conosce bene. Ai 200 milioni persi quest'anno, il club blaugrana dovrà sommarne, infatti, altri 300 relativi alla campagna 2020-2021, durante la quale, nelle previsioni iniziali, il Barça avrebbe dovuto fatturare 1,1 miliardi di euro che, invece, si sono visti ridotti ad "appena" 800 milioni. Un'ulteriore prova che il braccio di ferro di Bartomeu abbia anche e soprattutto una matrice economica lo dimostra la campagna pubblicitaria, avviata ieri (sic), con la quale la società blaugrana ha fatto sapere ai propri tifosi che la nuova camiseta è già arrivata negli store ufficiali.

pep guardiola

 

Ebbene, a dominare il manifesto c'è proprio Leo, il capitano fuggente, scortato da Piqué, Dembélé, Griezmann, de Jong e Ter Stegen. Non si tratta di una ripicca, bensì della necessità di contare, almeno per un anno ancora, sulla marca Messi: le vendite della sua maglietta rappresentano, infatti, i due terzi del totale. Un durissimo colpo, un altro, che il Barça non può proprio permettersi e che, come noto, non se lo può permettere nemmeno la Liga: "L'impatto dell'addio di Cristiano Ronaldo è stato quasi nullo, ma se dovesse andare via Messi lo noteremmo", assicurava l'anno scorso il presidente Javier Tebas.

bambino piange per messi

 

L'ultimo a salire, sempre ieri, sull'Open Arms che sta provando disperatamente a salvare il campionato spagnolo è stato il capitano del Real Madrid e della Roja, Sergio Ramos: "Messi si è guadagnato il diritto di decidere il proprio futuro". Detto questo "per il calcio spagnolo, per il Barça e anche per chi come noi preferisce vincere contro i migliori sarebbe bello se restasse. La Liga è più competitiva se c'è lui e i Clásicos più belli". L'unica buona notizia, in questo senso, arriva da Frenkie de Jong: "Messi è ancora nel gruppo di whatsapp della squadra". Non proprio una prova indiziaria sul suo futuro, ma senza dubbio sufficiente ad alimentare l'irrazionale ragionevole dubbio al quale si afferrano i tifosi blaugrana.

bayern barcellona messilionel messi LEO MESSI E BARTOMEU bayern barcellona messi

 

JOSEP MARIA BARTOMEU BARCELLONA LEO MESSI E BARTOMEUmessi bartomeumessi bartomeubartomeu setien abidalmessi bartomeumessi contepep guardiola leo messi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…