mbappè capello loew

UN DIAVOLO PER CAPELLO – “I FRANCESI FUORI? HANNO PAGATO LA LORO SPOCCHIA, SI SENTIVANO I FAVORITI. COSÌ HANNO FINITO PER NON GIOCARE MAI DI SQUADRA". E SU MBAPPE’…” – "LA GERMANIA? DAVVERO POCA COSA – PUNTI DEBOLI DELL’ITALIA? QUANDO VIENE ATTACCATA IN MODO AGGRESSIVO VA UN PO' IN DIFFICOLTÀ. IL BELGIO È UNA SQUADRA COMPLICATA MA SENZA DE BRUYNE E HAZARD…" - LA CHICCA: "IN CAMPO VANNO I GIOCATORI NON I TECNICI. SE MANDI ABBADO A DIRIGERE LA BANDA MIGLIORE DEL MONDO, RESTERÀ SEMPRE UNA BANDA. NON DIVENTANO I BERLINER"

Paolo Brusorio per "la Stampa"

 

capello

Si entra nella fase calda e Fabio Capello è curioso di sapere come andrà a finire questo Europeo. Con quello che è successo finora è inutile e soprattutto rischioso lanciarsi in pronostici e poi un allenatore non fa mai pronostici. Un allenatore, se poi si chiama Capello, osserva, studia e analizza. Partiamo da chi è già a casa.

 

Fuori Francia, Portogallo e Germania: azzerati i dominatori degli ultimi sette anni. Capello, che cosa è successo?

«Cominciamo dalla Francia. Hanno pagato la loro spocchia, sentirsi fin dall' inizio i favoriti. Così hanno finito per non giocare mai di squadra convinti che i singoli prima o poi avrebbero risolto la partita. O i problemi».

 

Ha deluso Mbappé, se l' aspettava?

«Piano a tirargli la croce addosso. Mbappè non ha fatto bene, ma lui è il terminale di un gruppo che non ha mai dimostrato di essere squadra».

 

Al Portogallo non è bastato Ronaldo.

«È la squadra che mi è piaciuta di più: un bel connubio di tecnica e possesso palla. Purtroppo ha incontrato il Belgio, una nazionale davvero complicata da affrontare».

 

KYLIAN MBAPPE EURO 2020

Ci torneremo, ovviamente, non prima di battezzare il fallimento della Germania battuta troppo facilmente dall' Inghilterra. Che cosa succede a una scuola così importante come quella tedesca?

«Quello che capita a tante nazionali. Il ricambio non è riuscito, hanno dovuto richiamare i veterani ma il mix è fallito. Non ho nemmeno visto lo spirito solito, la Germania è stata davvero poca cosa».

 

Strano no, la scuola tedesca sta sfornando molti dei migliori tecnici dell' ultima generazione (da Klopp a Flick, da Tuchel a Nagelsmann) eppure la nazionale va ancora in bianco. Come mai?

«Mi viene da ridere. Mettetevelo in testa, in campo vanno i giocatori non i tecnici. Se mandi Abbado a dirigere la banda migliore del mondo, suonerà benissimo ma resterà sempre una banda. Non diventano i Berliner. Non si vince solo con gli schemi, senza la qualità non vai da nessuna parte. E questa Germania di qualità ne ha davvero poca».

capello

 

Alla fine l' unico quarto di finale che ha rispettato i pronostici è Belgio-Italia. Che cosa la convince degli Azzurri?

«Questa Nazionale mi piace perché ci sono almeno 18-19 giocatori che assicurano lo stesso rendimento ma, contemporaneamente, sono in grado di cambiare lo spartito sul campo. Mi piace molto Berardi, è un giocatore intelligente, quando però entra al suo posto Chiesa il livello della Nazionale non si abbassa, cambia. E disorienta gli avversari che fin lì avevano preso altre misure».

 

Che meriti ha Mancini?

«Quello di aver visto qualità in giocatori altrimenti ignorate da altri. Abbiamo doti in tutti i ruoli, a centrocampo e sugli esterni. E parlo di esterni non di quinti, sesti o settimi...».

 

E torniamo al Belgio. Lukaku ma anche De Bruyne e Hazard: non dovessero esserci questi ultimi cambierebbe molto per noi?

«Eccome se cambierebbe. Sono due giocatori fondamentali, danno profondità e velocità al gioco. Senza di loro, diventiamo i favoriti. Con loro, ce la giochiamo ma sarebbe molto dura».

 

LOEW

Tra quelle arrivate ai quarti, il Belgio con una media di 30 anni e mezzo, è la squadra più anziana. È un dato che può incidere a fine stagione e in un torneo così serrato?

«No, non credo, Anzi, in questi casi è sinonimo di esperienza».

 

Punti deboli dell' Italia?

«Quando viene attaccata in modo aggressivo va un po' in difficoltà. Come è successo con l' Austria». Gli Azzurri si inginocchieranno perché lo farà il Belgio.

 

Giusto o sbagliato?

«Sono per la libertà di pensiero. Se poi la federazione dice loro di farlo...».

 

capello

Ma farlo solo perché lo fanno gli altri le pare una scelta giusta?

«No, significa non ragionare con la propria testa. Diciamo che sull' argomento non abbiamo fatto una grande figura».

 

Non prende gol e attacca con intelligenza: sorpreso dalla nuova Inghilterra?

«Mi piace il dinamismo del centrocampo di Southgate e non pensavo avesse queste qualità difensive. E ha anche un buon portiere: visti i precedenti, non guasta».

 

Non batteva la Germania in un torneo dal Mondiale '66. Lei ha allenato l' Inghilterra: che significato ha questa vittoria?

«Va oltre il campo, dà una spinta ulteriore a tutto l' ambiente.

E non dimenticate poi la prospettiva di giocare le semifinali e finali a Wembley davanti a a sessantamila persone».

vialli mancini

 

Ha visto qualcosa di nuovo in questi Europei?

«Direi di no. Le partite non hanno un grande ritmo, si vede che siamo a fine stagione. Mi piace il fatto che gli allenatori abbiano in generale capito che cosa hanno per le mani. Nessuno fa il fenomeno».

 

In compenso vediamo molte meno processioni degli arbitri al Var?

«Lasciano giocare. Un visione molto internazionale e poco italiana. Mi sono piaciuti gli arbitri, meno i furbetti della mano in faccia, quelli che cascano ad ogni buffetto. Sono da punire. E pure severamente».

Kylian MbappE

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…