zeffirelli gigi riva

FRATELLO RIVA, SORELLA LUNA – NON SOLO ALLA JUVE, ‘GIGGIRRIVVA’ DISSE NO ANCHE A FRANCO ZEFFIRELLI CONVINTO CHE IL VOLTO MIGLIORE PER INTERPRETARE FRANCESCO D'ASSISI IN ‘FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA’ SAREBBE STATO QUELLO DI 'ROMBO DI TUONO'. GLI OFFRÌ 400 MILIONI DI LIRE MA RIVA RIFIUTO’ - “IL CALCIO, LA GENTE, IL POPOLO SARDO MI HANNO DATO TUTTO. MA HO UN RIMPIANTO...” - LIBRO+VIDEO

 

Francesco Cevasco per il “Corriere della Sera”

 

«E tuttavia quel dipinto, Il sogno di Achille , lo turbò profondamente, perché Achille sognava Patroclo, la persona a lui più cara, che non c' era più, così come lui sognava le persone più amate, che non c' erano più. Con quelle persone Luigi, come Achille, parlava».

gigi riva

 

Luigi è Gigi, Gigi Riva, Giggirrivva, Rombo di Tuono. Da quando lo ha conosciuto, in quel dipinto si è sempre specchiato. Un potente guerriero ma anche una malinconica figura nuda e fragile avvinghiata a una palma, con l' elmo in testa ma con il corpo quasi adagiato sulla riva di un mare che si apre sui misteriosi simboli di un futuro indecifrabile. Il sogno di Achille è il titolo del quadro di Alberto Savinio e anche del romanzo di Carlo Vulpio (edito da Chiarelettere, in libreria in questi giorni). Romanzo, non biografia. Il racconto di un' ira che non si placherà mai nemmeno negli anni di una vita che ha conosciuto anche successo, fama e amore restituito.

gigi riva cover

 

Come Achille anche Gigi sognava e parlava con le persone che non c' erano più, che la vita gli aveva strappato via quando non era ancora il tempo giusto, la mamma, il papà, una sorellina.

 

«La prima cosa che capì da bambino fu che erano poveri», comincia così il romanzo.

E poi ci sono anche tante altre cose che Luigi capì con il passare di un tempo spesso doloroso. La sofferenza che si prova quando ti tolgono la libertà; per il semplice motivo che sei povero e «devi» andare in collegio.

 

franco zeffirelli 2

Tre volte c' è stato Luigi. E tre volte è «evaso». E poi la libertà se l' è conquistata grazie anche al dono - come per il suo amato Achille - che una divinità, nel suo caso Eupalla, gli ha soffiato nel corpo. Quel piede sinistro con cui sfidava le leggi balistiche e la legge di gravità. Anche di mani ne aveva una sola, la sinistra ovviamente, e la usava per scrivere sfidando la legge delle suore: quella è la mano del diavolo, se non cambi farai una brutta fine.

 

Quando si dice «un signore»: dei tormenti della sua infanzia (e anche di quelli da adulto) non ha mai fatto un piagnisteo. Le sue notti insonni, assediato dai fantasmi del passato, le ha sempre tenute per sé. Dei suoi guai professionali - un paio di fratture alle gambe, un tendine che vola via dal muscolo che deve proteggere - ha dovuto parlarne perché erano lì: sotto gli occhi di tutti. Sembrava quasi chiedere scusa ai tifosi che lo amavano se gli era capitato quell' incidente, e se ha mai odiato il killer che gli aveva spaccato una gamba - come avrebbe fatto qualsiasi comune mortale, ma anche un semidio come lui - quell' odio lo ha raccontato solo a sé stesso.

gigi riva 1

 

È ovvio che soldi ne ha guadagnati tanti. Ma non quanti avrebbe potuto. Achille non è avido, è ricco di gloria e d' ira per chi se la merita. Racconta Vulpio: «Accadde allora, quando Gigi Riva era al culmine della sua attività agonistica. In quegli anni Franco Zeffirelli si stava preparando a girare il film Fratello sole, sorella luna e pensò, anzi era convinto, che il volto migliore per interpretare Francesco d' Assisi sarebbe stato quello di Gigi Riva. Voleva scritturarlo anche lui a tutti i costi, come la Juventus, e la produzione del film arrivò a offrire a Gigi 400 milioni di lire. Gigi Riva rifiutò anche quei soldi e, ancora una volta, non per albagia ma per l' esatto contrario».

 

La citazione della Juventus non è casuale: la società di Torino aveva proposto a Riva di moltiplicare per cinque volte il suo stipendio al Cagliari. Dando per scontato ciò che scontato non era. Tanto che, come sappiamo, Riva restò a Cagliari per tutta la sua vita di calciatore; e anche adesso.

 

gigi riva 2

Ma perché? Uno che veniva da Leggiuno, un piccolo paese a due chilometri dalle rive del Lago Maggiore, un «polentone» nordico, un giovanotto che era arrivato in Sardegna nel 1963 con l' idea di tornarsene indietro il prima possibile, un diciannovenne che una sera, «era una delle prime in cui usciva con l' allenatore, alcuni dirigenti e compagni di squadra, si soffermò a guardare l' orizzonte, con il mare calmo, la luna luminosa e il cielo pieno di stelle. Le luci che vide brillare in lontananza gli sembravano provenire dall' altra parte del mare, dal litorale opposto.

 

Come fosse la cosa più ovvia, senza pensarci un istante, esclamò: "Ma quella è l' Africa! Qui siamo a due passi dall' Africa!". "Ma come" disse l' allenatore Arturo "Sandokan" Silvestri, rivolgendosi con un largo sorriso ai dirigenti, sardi, offesi "non conosci la geografia? Quelle luci che si vedono laggiù non sono la Tunisia, ma l' illuminazione di una raffineria di petrolio che stanno costruendo a Sarroch, nel golfo degli Angeli, che dista una ventina di chilometri. L' Africa è lontana"». E calcò la voce sulla parola «lontana».

scopigno riva

 

Poi, per la Sardegna, fu vero amore. Come quello per Gianna: «Riva a Cagliari si era innamorato di Gianna. E lei di lui. Lei però era sposata e aveva un bambino. Quindi per la legge italiana era un' adultera, come Giulia Occhini, la "dama bianca" di Coppi. Il marito la denunciò e venne aperto un procedimento penale. Di nuovo, tornava a trovarlo Alberto Savinio. Questa volta non con il dipinto, ma con un racconto, Achille innamorato , in cui Savinio immagina l' eroe in lacrime che spacca la montagna con un singhiozzo al pensiero di Ifigenia». Comunque la storia finì benissimo e Gigi e Gianna vissero felici e contenti.

gigi riva

 

Ci sono tante altre cose nel libro di Vulpio compreso uno sguardo che corre parallelo agli anni della vita di Riva, uno sguardo attento alle vicende storiche, politiche e sociali che accompagnano la sua carriera. Il racconto si chiude con una frase di Gigi che comincia così: «Ho avuto tutto. Il calcio, la gente, il popolo sardo mi hanno dato tutto. Ma ho un rimpianto...».

E questa volta il sogno di Achille, il sogno di Gigi, non si potrà avverare.

gigi rivariva giulinigigi rivagigi rivaRIVA MALAGO' 2RIVARIVA 2RIVAGIGI RIVAgigi rivaRIVA 19gigi rivaRIVA BUFFONGIGI RIVAgigi rivariva scopigno cagliari 70

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”