pippo simone inzaghi

INZAGHI, FRATELLI D’ORO – NON SOLO LA LAZIO DI SIMONE, IN B FUROREGGIA IL BENEVENTO DI "SUPERPIPPO": "SE PENSO A COSA DICEVANO DI SIMONE DUE MESI FA... LUI È UNO DEI MIGLIORI IN EUROPA. CHI HA OTTENUTO RISULTATI COME I SUOI? CI SENTIAMO OGNI GIORNO E PARLIAMO SOLO DI PALLONE. PER LO SCUDETTO SARA’ UN DUELLO JUVE-INTER, BRUTTO UN MILAN COSI’ MA CON IBRA TORNERA’ IN ALTO – IL MIGLIOR ATTACCANTE IN ITALIA? IMMOBILE..."

Stefano Agresti per il “Corriere della Sera”

 

pippo simone inzaghi

L' anno dopo Calciopoli, la Juve giocò in serie B con quattro campioni del mondo: Buffon, Del Piero, Camoranesi e Trezeguet, che il titolo l' aveva vinto nel '98. C' erano anche Nedved, Marchisio, Chiellini.

 

Nelle prime 19 giornate, al netto della penalizzazione, conquistò 44 punti. Il Benevento, che domenica riparte dopo la sosta, ne ha fatti 46: un record. Anche i campani hanno un campione del mondo, però in panchina.

 

Filippo Inzaghi, il Benevento meglio della Juve: come se lo spiega?

pippo inzaghi

«Questa è una gran bella società, di categoria superiore. Organizzata, seria, con un presidente eccezionale: Vigorito è una specie di papà. E con calciatori forti, ovviamente, perché senza quelli non vai da nessuna parte. Ma la Juve era di un altro pianeta, ci mancherebbe».

 

pippo simone inzaghi

L' allenatore non conta?

«Il migliore, dico sempre, è colui che fa meno danni. A volte noi tecnici pensiamo di avere inventato il calcio, invece dobbiamo solo mettere i giocatori nelle condizioni di esprimersi al massimo. Io cerco di riuscirci, con il mio staff: gente seria, preparata, appassionata come me».

 

Da giocatore pensava solo a segnare, invece il Benevento non prende mai gol: ha la difesa migliore nei cinque principali Paesi del calcio europeo, tra A e B. Ha cambiato pelle?

«Ma no, penso solo che la miglior fase offensiva la si possa avere quando la palla ce l' hanno gli altri: il pressing alto impedisce agli avversari di attaccarti e, se recuperi palla, li sorprendi. Infatti abbiamo anche l' attacco migliore».

 

Prima il Venezia in C e poi, dopo Bologna, il Benevento in B. Non stava più comodo in un bel salotto televisivo, al caldo e senza stress?

«Ho sempre rifiutato, per due motivi. Il primo è che non potrei criticare uno che svolge il mio lavoro, perché sono consapevole di quanto sia difficile. Se sei in tv hai sempre ragione e a me non va di passare per quello che sa tutto».

 

E l' altro motivo?

pippo simone inzaghi

«Ho un amore folle per questo mestiere. Mi piace tutto, adoro anche i sacrifici, se si possono chiamare così quelli che toccano a noi. E per me la categoria non conta: la A è uguale alla C, chiedo solo di fare ciò che amo. Sono stato felice a Venezia, anche a Bologna nonostante le difficoltà. E lo sono a Benevento».

 

È malato di calcio.

«A ogni livello. Quando giocavo nella Juve e nel Milan, i compagni il lunedì prendevano i tabellini di C1 e C2 e mi interrogavano. Dove gioca questo? E quest' altro? Non sbagliavo un giocatore. E nemmeno mio fratello».

 

Da Lippi ad Allegri, ha lavorato con tanti grandi allenatori: ce n' è uno dal quale ha preso di più?

«Ancelotti è il numero uno nella gestione. Per ora mi ritengo un tecnico di campo, perché ho una cultura che arriva dal settore giovanile».

Da calciatore lei era il modello di suo fratello Simone. Si può dire che ora le parti si sono ribaltate?

pippo simone inzaghi

«Simone non è un modello per me, ma per tantissimi allenatori. È uno dei migliori in Europa: chi ha ottenuto risultati come i suoi? Gestisce gli uomini e sa lavorare sul campo: è un vero tecnico moderno. Il confronto è continuo. Ci sentiamo ogni giorno e parliamo solo di pallone, oltre che dei miei nipoti».

 

La Lazio può vincere lo scudetto?

«Raggiungerebbe un traguardo straordinario già qualificandosi per la Champions. La Juve ha una panchina di qualità pazzesca e alla lunga penso che possa fare la differenza. E anche l' Inter è superiore. Sognare, comunque, non costa nulla. Se però penso a cosa dicevano di Simone due mesi fa...».

 

Che effetto le fa vedere il Milan così in basso?

«Brutto, ma purtroppo non è una novità. Io però conosco Maldini e mi fido di lui: sono sicuro che Paolo e Boban tireranno fuori la società da questa situazione. Bisogna resettare, inserire due o tre giocatori giusti l' anno e, soprattutto, avere pazienza. Occorre continuità nella gestione».

pippo e simone inzaghi

 

Lei è stato uno dei 9 allenatori che il Milan ha avuto nelle ultime 7 stagioni.

«Il campo ha dimostrato che gli allenatori sono stati il male minore: ne sono passati tanti e non è cambiato nulla».

 

Giusto prendere Ibra?

«Sì, hanno fatto benissimo, serviva uno così. Ho giocato con lui, lo stimo tanto: non ha bisogno di soldi o di gloria, se è tornato significa che ritiene di poter lasciare un segno. E mi sembra che le prime partite lo abbiano dimostrato».

Ha già segnato.

pippo inzaghi

«Anche al debutto si è notato quanto possa pesare. Tutte quelle spizzate, quelle palle messe in mezzo all' area: ci sarei andato a nozze».

 

Può giocare in coppia con un altro centravanti?

«Non può: deve. Quando arrivò al Milan io volevo stare in campo con lui. Purtroppo mi sono rotto il crociato».

 

Chi è oggi l' attaccante che le piace di più?

«Sono contento che Cutrone sia tornato: l' ho fatto esordire nella Primavera del Milan sotto età e sono sicuro che a Firenze segnerà tanto. Il numero uno però è Immobile».

 

L' ha stupita?

«Non sta facendo cose normali. Se Ciro fosse uno straniero, chissà quanto sarebbe celebrato. Anche perché non si limita a segnare: lavora pure per la squadra. Straordinario. E aiuterà la Nazionale a disputare un grande Europeo».

 

Come farà a evitare che i suoi giocatori si distraggano con 15 punti di vantaggio sulla terza in classifica?

«Con questi».

pippo inzaghi

Apre il telefono, mostra un file, si chiama «Records»: ci sono tutti i primati nella storia della B.

«Li stampo e li appendo negli spogliatoi, uno per volta. Dobbiamo batterne quanti più è possibile».

Se continua a vincere sempre, a fine stagione avrà tante offerte.

«Il mio futuro lo vedo solo a Benevento. Nel 2017 il ds Foggia mi ha chiamato, avevo molte proposte, ho scelto Bologna. E mi ha cercato pure sei mesi fa, benché le cose per me si fossero messe peggio. Qui mi hanno dimostrato stima quando mi volevano tutti, ma anche quando non mi voleva nessuno. E questo non lo dimenticherò».

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