“DEA”, FACCI UN ALTRO MIRACOLO - L’ATALANTA E’ IL NUOVO AJAX? I BERGAMASCHI PUNTANO A RIPETERE IN CHAMPIONS L’EXPLOIT DELLO SCORSO ANNO DEGLI OLANDESI E SPERANO DI TROVARE IL VALENCIA AGLI OTTAVI – ALTRO CHE FAVOLA, LA “DEA” E’ UN MODELLO VINCENTE: LA PRIMAVERA E’ PRIMA IN CLASSIFICA (E NEL GIRONE DELLA YOUTH LEAGUE). LE ALTRE SQUADRE GIOVANILI DOMINANO IL LORO CAMPIONATO - LA SCUOLA DI TALENTI NATA CON MINO FAVINI MAESTRO DI TANTE GENERAZIONI DI CAMPIONI...

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FRANCESCO PERUGINI per Libero Quotidiano

 

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Bergamo ieri si è svegliata in un sogno. Anzi, sarebbe corretto dire che non è mai andata a dormire per aspettare all' aeroporto gli eroi dell' Atalanta. Erano 1.500 ad attendere il volo di ritorno da Kharkiv, dove nerazzurri hanno scritto la pagina più luminosa della storia della Dea qualificandosi agli ottavi di Champions League.

 

«Abbiamo fatto la storia come l' Atalanta degli anni 90», ha detto nell' emozione il Papu Gomez, argentino adottato da Città Alta. Oggi come allora, a guidare la favola bergamasca c' è Antonio Percassi, imprenditore visionario e patron infallibile. L' Atalanta di Stromberg e Caniggia sorprese l' Europa, ma il sogno durò poco e si concluse - insieme alla prima presidenza Percassi - con una retrocessione. Questa volta no, questa volta l' Atalanta principesca non tornerà cenerentola a mezzanotte. Merito di Gasperini che ha costruito un gruppo capace di stupire l' Europa. Il resto lo ha fatto proprio Percassi che ha costruito una solida base da società di altissimo livello.

 

 

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DA SBALLO Non è un caso né una sorpresa che i ragazzi della Dea abbiano fatto meglio dei grandi: primi nel girone della Youth League con 13 punti dopo la vittoria in Ucraina segnata dalla doppietta di Piccoli, il prossimo fenomeno di cui tutti già parlano. Primi davanti ai frutti del blasonato vivaio della Dinamo Zagabria seconda, ma anche dei giovani del Manchester City eliminati. Va allo stesso modo - cioè benissimo - anche in Italia con una collezione di primi posti a ogni età: prima la Primavera a +3 sul Cagliari e +9 sull' Inter, trascinata da Traorè (2002), Cambiaghi e Colley.

 

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Gusto per citare i più chiacchierati. Senza dimenticare la sorpresa di Kharkiv, il 21enne Ibanez, o Kulusevski (2000), esploso in prestito al Parma: difficile rivederlo a Bergamo, troppe le big su di lui. In vetta ci sono anche anche i classe 2003, a +10 ancora sui pari età nerazzurri milanesi. Quelli che dovranno vedere la Dea giocare gli ottavi di Champions a San Siro, dove l' ultima squadra a disputarli era stato il Milan cinque anni fa. E i Giovanissimi?

Davanti a tutti, ovviamente.

 

La scuola di talenti nata con Mino Favini oggi viene portata avanti nell' Accademia che porta il nome del maestro di tante generazioni di campioni. Anche se l' investimento più importante e visibile rimane quello sul Gewiss Stadium che ha vissuto finora solo il primo passo della sua rifondazione. È una casa all' altezza di questa Dea, ormai stabilmente in Europa e vicinissima al trionfo in Coppa Italia nella passata stagione (sconfitta in finale contro la Lazio). Tanti agitavano lo spauracchio della Champions per i nervi e le energie degli uomini di Gasperini: i bergamaschi hanno smentito tutti.

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LA FORMULA MAGICA Hanno incassato e smaltito le emozioni di coppa, mentre in campionato sono tornati inarrestabili come nel primo anno della gestione Gasp nonostante gli infortuni (28 punti in 15 partite). Ora, con l' impresa in casa dello Shakhtar si proiettano in una nuova dimensione: quella di eredi virtuali dell' Ajax, sorpresa dell' edizione 2019 incapace di confermarsi dopo le tante cessioni estive.

E con un sorteggio favorevole lunedì, imitare gli olandesi anche nei risultati potrebbe non essere più un miraggio.

 

piccoli piccoli

Anche perché gli incassi Uefa, la Dea ha avuto la forza di tenere i suoi talenti migliori invece di cederli come al solito (Zapata) e di investire (Muriel). Sono 40 i milioni già sicuri, potrebbero diventare 50 tra market pool residuo, incassi e premi per i risultati: praticamente un terzo dell' ultimo bilancio depositato dagli orobici, quello da 155 milioni di fatturato del 2018. Quello fu il terzo esercizio chiuso in attivo dalla Dea con un attivo di 24 milioni, che ha portato il totale dell' ultimo triennio a +51 milioni. Incassare, investire guadagnare e vincere: l' Atalanta ha trovato la formula magica del pallone.

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