federer

“IERI LA PIÙ GRANDE IMPRESA DI FEDERER” – DOTTO IN ESTASI DAVANTI A ‘RE ROGER’: “SCONFITTA? QUALCUNO SE LA SENTE DI DEFINIRLA COSÌ? FEDERER NON È PIÙ SOLO UN’ESPERIENZA RELIGIOSA. È UN’ESPERIENZA PSICHEDELICA. SOTTO LE MENTITE SPOGLIE DI UNA PARTITA DI TENNIS, È STATO UN VIAGGIO ALLUCINATORIO, UN LUNA PARK A VANTAGGIO DI MENTI ALTERATE. NEL CORPO ASTRALE DI DUE MATCH INVEROSIMILI, ROGER 'MANDRAKE' HA DISPENSATO CONIGLI DAL CILINDRO, FIORI DAI CANNONI SCARTANDO PERLE, TRAPPOLE, AGGUATI, ILLUSIONI, GIOCHI DI LUCE. MAI UNA SCONFITTA SOMIGLIÒ COSÌ A UNA VITTORIA” - VIDEO

 

federer

Giancarlo Dotto per il Corriere dello Sport - www.corrieredellosport.it

 

Così no. Prima tutto troppo irreale, poi tutto troppo crudele. Non ci sai fare con i copioni tu che hai preteso di scrivere questa finale. Sei negato. Cambia mestiere. Match d’insostenibile bellezza. Avevi il capolavoro tra le dita. L’hai buttato ai vermi e li hai chiamati tie break. Ha vinto Novak? Ha perso Roger? Fatti vostri. Non mi riguarda. Miserabile contabilità da travet del pallottoliere. Millimetri.

 

Non lo rispetto per niente l’ignorantissimo assunto per cui si debba attendere il risultato finale per sapere chi ha vinto quando gioca Roger. È una razza di sconfitta quella di uno che a quasi 38 anni si presenta per la dodicesima finale di Wimbledon, la trentunesima in un torneo del Grande Slam, avendo spazzato via in semifinale il Furente Topastro di Manacor e trascinando in finale la Magnifica Bestiaccia Gommosa di Serbia in fondo al quinto set e alla quinta ora e a un passo dalla sconfitta? E noi al disastro emotivo.

federer djokovic 1

 

Sconfitta? Qualcuno se la sente di definirla così? Per me ieri la più grande impresa di Federer. Onore a Djokovic, ma l’estasi piove a dosi insostenibili solo dall’altro lato del Court. E le parole. Quelle sono finite da tempo. La capacità di stupore anche. Roger è questo, ti spinge in un luogo dove nascondere l’emozione è impossibile, raccontarla ancora di più. Solo una domanda Roger: eri tu lo stesso quello che sedici anni fa strapazzava in finale un australiano dal nome greco? Se sì, non sei umano. Definitivamente.

 

Mi secca darti torto, quel gran genio che eri e che sei di David Forster Wallace (compreso l’impiccarti un giorno alla trave di casa tua non immaginando più altro), ma Roger Federer non è più solo un’esperienza religiosa. È un’esperienza psichedelica. Come tale va vissuta.

 

federer

Dovevi arrivare pronto all’appuntamento, ore 15, canale Sky, essere all’altezza di quello che, sotto le mentite spoglie di una partita di tennis, è stato in realtà un viaggio allucinatorio, un luna park a vantaggio di menti alterate. Non avendo droghe a disposizione, mi sono fatto un litro di bianco locale ben refrigerato e due bicchierini di Fernet alla menta integrati da una fetta di caciocavallo di Andria, il più allucinogeno di tutti. Non è bastato. Al quinto set e alla quinta ora abbiamo tutti gettato la spugna. Quanto accadeva su quel campo non era misurabile da noi umani. Non ci riguardava più.

 

federer

Esorcizzato l’assatanato Rafa, era stavolta il temibile Novak Djokovic a incarnare il principio di realtà. Nel corpo astrale di due match inverosimili, Roger è stato se stesso, è stato Rafa, è stato Novak. Ha inventato tennis da ogni possibile corpo del tennis, inclusi quelli non suoi. È stato leggero e solido, fluido e potente. Ha dispensato conigli dal cilindro, fiori dai cannoni.

 

Quando gioca Roger è quel tipo di beatitudine che non ti consente di desiderare altro. “Non ci credo!” è il grido collettivo quando gioca Roger. Sei lì a chiederti se hai le traveggole quando gioca Roger. Sei lì a scambiarti messaggi con amici laici dalla buona vista: “Ma è tutto vero quello che vedo?” “Tutto vero”. “No, illusioni ottiche”.

 

federer djokovic

Alla fine, i più esausti non erano i due a scodellare prodigi in serie, ma noi a doverli guardare e alla fine sopportare. Roger Mandrake scartava perle, trappole, agguati, illusioni, giochi di luce. Novak Houdini inventava ogni volta vie d’uscita, a partire dal trapanante palleggio al servizio.

 

L’erba nel frattempo era diventata terra. Ma Roger non l’ha mai saputo. Sappia però che mai una sconfitta somigliò così a una vittoria.

federerfedererfederermirka federerfederer djokovic 5federer 19federer

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...