milan torino

MILAN, COSE TURCHE, FURIA MAZZARRI CONTRO L’ARBITRO! CALHANOGLU AGGUANTA IL TORINO SUL 2-2 AL 91' E SEGNA IL GOL PARTITA AI SUPPLEMENTARI CHE REGALA AI ROSSONERI LA SEMIFINALE CON LA JUVE – MAZZARRI: “LA PRESTAZIONE L’HA SBAGLIATA MOLTO L’ARBITRO E CHI ERA AL VAR. LA MANCATA ESPULSIONE DI REBIC? E’ CLAMOROSO…” – KOBE BRYANT, NIENTE MINUTO DI SILENZIO: L'ARBITRO FERMA I GIOCATORI - VIDEO

 

Da toronews.net

milan torino

Al termine della gara tra Milan e Torino è intervenuto Walter Mazzarri. Di seguito le sue dichiarazioni: “Non era facile dopo la batosta che abbiamo preso trovare tre giorni fa trovare la concentrazione. Si è fatto un grande secondo tempo, andando in vantaggio meritatamente. Era da vincere, perché era già vinta. Oggi la prestazione l’ha sbagliata molto l’arbitro e chi era al Var. E’ stato clamoroso. La mancata espulsione di Rebic? E’ assurdo, è clamoroso.

 

Se avessimo avuto il vantaggio di giocare con un uomo in più, avremmo passato di sicuro il turno al 99,9%. Il presidente? Ci siamo incrociati. Aldilà del presidente sto analizzando una grande prestazione delle mia squadra che avrebbe meritato di vincere se negli ultimi 10′ non si fossero invertiti i falli, che ci hanno impedito di ripartire. Oggi la prestazione l’hanno sbagliata gli arbitri.

 

milan torino CALHANOGLU

Calciomercato? Sinceramente adesso ho un sacco di problemi. Siamo in emergenza totale, oggi c’erano pochi cambi. Non c’entra il mercato, pochi giorni fa avevamo in rosa troppi giocatori. Se ci sono infortunati e squalificati è difficile. Anche con l’Atalanta purtroppo eravamo in emergenza. Potevamo fare meglio anche per quel motivo e per altri motivi”.

 

MILAN

Marco Fallisi per gazzetta.it

 

La parola fine su una notte da romanzo la scrive il protagonista più atteso, quell’Ibrahimovic tornato a segnare davanti ai propri tifosi, ma il Milan nel frattempo aveva già completato la rimonta che elimina il Torino e spedisce Pioli in semifinale di Coppa Italia contro la Juve. Il merito è di Hakan Calhanoglu, autore della doppietta che rimette in pista i rossoneri al 90’, sotto di 2-1 e a un passo dall’uscita di scena. Questo Diavolo rigenerato dall’arrivo di Zlatan ha risorse infinite e merita il passaggio del turno con il 4-2 maturato ai supplementari, ma il Torino – strapazzato dall’Atalanta solo tre giorni fa − è vivo e Mazzarri può tornare a casa soddisfatto dello spirito visto in campo: la squadra è con lui.

milan torino

 

Il pre-partita è da brividi: sullo schermo di San Siro scorrono le foto di Kobe Bryant, leggenda del basket e tifoso milanista scomparso domenica in un incidente in elicottero insieme alla figlia Gianna e altre sette persone, la voce di Freddie Mercury e di “Who wants to live forever” scandisce gli applausi dei 36mila di San Siro. Milan e Torino indossano il lutto al braccio ma l’arbitro Pasqua non concede il minuto di silenzio prima del fischio iniziale, diversamente da quanto annunciato alla vigilia. Come negli ottavi con la Spal, Ibra comincia in panchina e lascia il posto a Piatek in coppia con Rebic; Mazzarri, in piena emergenza, sceglie un 3-4-1-2 con Verdi alle spalle di Belotti e Berenguer. Il Diavolo parte forte e sfonda dalla sinistra.

 

Al 5’ Rebic va via alla difesa granata e calcia di destro ma N’Koulou è bravo ad opporsi con il corpo murandolo, due minuti dopo è Theo Hernandez a passare sulla fascia: sul suo passaggio in mezzo Piatek arriva in ritardo. È perfetto invece il tempismo di Bonaventura al 12’: il centrocampista rossonero, schierato al posto di Calhanoglu nel 4-4-2 di Pioli, sbuca in mezzo all’area e appoggia in porta sfruttando il suggerimento del solito Rebic dal fondo. Il croato è una spina nel fianco di un Toro ancora visibilmente sotto shock dopo i sette gol incassati sabato in casa dall’Atalanta: il pallone perso da Verdi sull’azione che porta all’1-0 rossonero è l’istantanea dello stato di confusione granata nella prima fetta del match.

milan torino

 

Al minuto 24, mentre San Siro applaude in memoria di Kobe Bryant, Castillejo impegna Sirigu con un sinistro sul primo palo: l’azione si sviluppa sulla destra ma è un’eccezione, perché la banda Pioli continua a spingere dalle parti di Theo e Rebic, che mandano quasi sempre in tilt De Silvestri e Izzo. Nonostante le difficoltà, il Toro trova la forza per reagire e tornare in partita: Belotti prima spaventa la difesa rossonera andando al tiro al 28’ (salva Bennacer), poi avvia l’azione del pari rifinita da Verdi e finalizzata da Bremer con un tocco preciso alle spalle di Donnarumma. È il 35’ e la partita si accende: qualche minuto dopo Rebic rischia il rosso per una brutta manata a Izzo che lo tratteneva, Pasqua – senza l’aiuto del Var che non lo “chiama” al monitor per rivedere l’azione − opta per l’ammonizione a entrambi. Il duello si rinnova al 40’, ma stavolta è un uno contro uno: Rebic incanta col dribbling e prova a piazzare a giro ma il centrale granata devia con il corpo in corner. Al 41’ l’ex Eintracht trova il gol, ma Pasqua annulla per fallo di mano di Piatek, e allo scadere è ancora Ante a scatenare il panico in area granata: sul suo cross Krunic di testa manda alto.

mazzarri

 

La ripresa si apre con un brivido per Pioli: su angolo granata, l’uscita di Donnarumma non è delle migliori e il pallone carambola pericolosamente dalle sue parti prima che i compagni sbroglino la matassa. Al 57’ è di nuovo Milan, con Roamgnoli a un passo dal gol: il suo colpo di testa su cross di Castillejo scavalca Sirigu e traversa. Al 64’ è il momento di Ibrahimovic, che entra per un fischiatissimo Piatek, sempre più oggetto estraneo nella squadra che un anno fa aveva fatto innamorare con la doppietta al debutto da titolare, proprio nei quarti di Coppa Italia contro il Napoli.

 

Tutti aspettano Zlatan, ma è il Toro a colpire ancora, con il bomber che gioca in difesa: al 71’ Aina mette in mezzo e Bremer castiga Gigio di testa facendo esplodere la gioia dei tifosi torinisti. Pioli inserisce forze fresche richiamando Leao e Calhanoglu dalla panchina, ma il Toro regge: Ibra arriva al tiro a 10’ dalla fine, ma il suo destro dal limite finisce ampiamente a lato, poi ci riprova di testa all’83’ ma la mira è ancora imprecisa. Proprio quando Mazzarri pregusta la festa, però, il Milan la riapre con Calhanoglu al 90’: destro da fuori deviato da Djidji (entrato nel finale per Bremer). San Siro carica, Ibrahimovic sfiora il colpaccio due volte nel recupero: un tocco a pochi passi dalla porta clamorosamente alto e un gran destro respinto da Sirigu.

 

mazzarri cairo

 E’ ancora il portiere granata a dire di no al Milan con una parata su Calhanoglu imbeccato da Leao all’alba del primo tempo. Il Toro risponde colpo su colpo, sfiorando il 3-2 con una incursione di De Silvestri murato da Kjaer, poi Donnarumma dice di no ad Aina. Al 102’ Sirigu compie un doppio miracolo su Hernandez, poi il francese ci prova dalla distanza ma non inquadra. Pioli cambia ancora: dentro Kessie per uno sfinito Rebic e l’ivoriano serve a Calhanoglu un pallone d’oro in ripartenza al 106’. Il turco non sbaglia, è il 3-2. La festa milanista comincia, ma c’è spazio per la ciliegina sulla torta al minuto 108. Zlatan la piazza su assist di Leao, San Siro può finalmente saltare come prometteva lo svedese solo qualche settimana fa.

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL RUOLO DEL VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE DEL DEO POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…