antonio conte

A MILANO C'E' UN ALTRO CONTE CHE HA DAVANTI L'EXIT– IL TECNICO DELL’INTER DOPO IL KO CON IL BOLOGNA E LA SBROCCATA NEGLI SPOGLIATOI HA ROTTO IL CAZZO A MAROTTA (NON VUOLE "SCOMMESSE" MA CERTEZZE) - LE COLPE DELL'EX CT: DIFESA COLABRODO, INSISTENZA SULLO STESSO MODULO, MANCATA VALORIZZAZIONE DEI GIOCATORI A DISPOSIZIONE... - LA "BAMBINATA" DI LAUTARO E IL REPULISTI PER LA PROSSIMA STAGIONE: 10 CALCIATORI CON IL FOGLIO DI VIA

MASSIMO COSTA per Libero Quotidiano

 

antonio conte

Il primo dicembre, dopo il 2-1 con la Spal, l'Inter aveva sorpassato la Juve in vetta alla classifica. Quindici giornate più tardi - nel pieno del minitorneo causato dalla pausa Covid - i nerazzurri sono terzi a 11 punti dai «gobbi» e rischiano addirittura di essere sverniciati dall'Atalanta.

 

Antonio Conte - uomo dal dna juventino che parte della tifoseria non gli ha mai perdonato - si era presentato con il seguente slogan: «Basta pazza Inter». Invece anche lui si sta facendo travolgere, come molti suoi predecessori, da quella che Giovanni Trapattoni chiamava la «centrifuga» di Appiano. Le sue colpe, finora, sono cinque.

 

antonio conte inter bologna

1) Difesa colabrodo. L'Inter prende gol da tutti, in modo democratico. Tre gol dal Borussia Dortmund e tre dal Sassuolo; due gol dal Barcellona e due dal Bologna con tanto di marcatura di Juwara, 19enne arrivato in Italia su un barcone 4 anni fa. La difesa a 3, soprattutto contro le squadre che giocano con una punta centrale e due esterni, fa acqua da tutte le parti. 2) Insistenza su un solo modulo. E qui veniamo al totem del 3-5-

 

2. Con questo schieramento la differenza la devono fare gli esterni, che però nell'Inter sono giocatori non decisivi (Candreva, Young, Biraghi, Asamoah e compagnia cantante). Bloccato Brozovic, il gioco scorre lento e prevedibile. L'acquisto di Eriksen, se non altro, ha portato alla variante del trequartista. Le grandi squadre, però, dovrebbero essere capaci di cambiare modulo e atteggiamento.

 

antonio conte

3) Non ha migliorato il rendimento della rosa. Conte, ovunque è stato, ha fatto rendere i propri giocatori al 150%. Non avendo una rosa del livello della Juve, è stato preso per alzare il livello di chi c'è. Invece al momento i risultati sono deludenti, soprattutto nelle coppe. Conte si lamenta del «pacchetto preconfezionato di acquisti», però la rosa è evidentemente migliorata rispetto all'anno scorso. Certo, sarebbe meglio avere uno Snejder e un Eto' o, ma forse per battere Lecce e Sassuolo bastano quelli che ci sono. Contro il Bologna, oltretutto, si è visto il primo cambio al 75' (e non è la prima volta che le sostituzioni tardano).

 

antonio conte

4) Non ha portato mentalità vincente. L'Inter ha perso 18 punti da situazioni di vantaggio. Quando il gioco si fa duro, la squadra si squaglia esattamente come le Inter degli ultimi anni. Sicuramente ci sono limiti caratteriali dei giocatori, sicuramente non si può giocare a mille all'ora per 90 minuti. Eppure la squadra fa troppa fatica ad amministrare il gol di vantaggio. E con le grandi è un disastro: sconfitta con Juve, Lazio, Barcellona, Borussia e Napoli. L'Inter ha vinto i due derby, ma non è una novità in questi anni...

 

5) La squadra non lo segue ciecamente. Se il mister dice che il rigorista è Lukaku, il rigore non può tirarlo Lautaro. L'autogestione, quando poi il penalty viene sbagliato, scava un solco tra squadra e allenatore.

 

antonio conte

Anche la foga che ci mette Conte in panchina raramente si è vista in campo tra i giocatori, i quali spesso tengono ritmi compassati. Il club quest' anno ha scelto come slogan "Inter is not for everyone", ovvero l'Inter non è per tutti. D'altronde già altri illustri superallenatori hanno fallito ad Appiano. Per fortuna c'è ancora l'Europa League: 4 partite secche e ad agosto si può alzare un trofeo. L'Inter, che è ancora pazza, è capace di tutto.

IL MURO DEL PIANTO DI ANTONIO CONTE

 

CONTE, DOPO GLI STRILLI RIVOLUZIONE INTER

GUIDO DE CAROLIS per il Corriere della Sera

 

Conte è arrabbiato, Marotta deluso. Il giorno dopo dell'Inter è come tanti altri vissuti negli ultimi dieci anni, pieno di rancori, dubbi, domande. La sconfitta con il Bologna è una svolta pericolosa, per allenatore e società. Marotta per indole è un pompiere, un riflessivo, ma le urla del tecnico ai giocatori nel dopo gara con i rossoblù e le dichiarazioni rilasciate («Con l'Inter ho preso un pacchetto preconfezionato», «I giocatori provino l'1% della delusione che provo io») hanno creato inevitabilmente qualche frizione interna. «Conte è molto arrabbiato e lo deve essere - ha spiegato Marotta -.

 

antonio conte

Le sue critiche servono a far comprendere il personaggio, quello che pretende da sé e dai giocatori». Conte in fondo è stato scelto perché serviva un tecnico che entrasse con il lanciafiamme in uno spogliatoio ai limiti dell'apatico. L'Inter ha deciso di non investire su un fuoriclasse, ha eletto Conte a suo top player.

 

L'allenatore non può sottrarsi al ruolo di parafulmine. Il «siamo tutti in discussione», pronunciato dopo il Bologna, tocca anche lui. Conte alla squadra ieri ad Appiano non ha detto nulla. Aveva strillato a sufficienza dopo la partita persa e, forse per pungere i calciatori nell'orgoglio, li ha allenati e di fatto ignorati. Si è confrontato con i dirigenti.

 

antonio conte

«Ci siamo incontrati per esprimere sconforto e disappunto per una vittoria dilapidata, buttata via, dobbiamo dimostrare di aver capito la lezione», sottolinea Marotta. Deve dimostrarlo anche Conte, apparso infastidito dall'Inter nell'ultimo periodo. La società gli chiedeva di vincere un trofeo, lui rimprovera alla società di non avergli dato i mezzi per farlo.

 

All'Inter è riaffiorato un vecchio vizio, dopo un'andata strepitosa è crollata nella seconda parte. Era accaduto con Mancini e Spalletti, ora anche Conte ci è cascato: un tecnico del suo livello non può accettarlo. Il suo arrivo doveva cambiare la storia del decennio post Triplete: nelle ultime otto stagioni il miglior piazzamento è stato il 4° posto, il rischio è chiudere come l'anno passato: sarebbe un grosso danno d'immagine prima di tutto per lui. Il progetto di crescita si è inceppato a metà febbraio.

antonio conte

 

L'Inter ha 8 punti in più rispetto a un anno fa e, fa notare Marotta, «abbiamo subito solo quattro sconfitte: tante per quello che l'Inter rappresenta, poche se paragonate al nostro progetto di crescita».

 

Un progetto in una difficilissima salita e che vedrà una profonda ristrutturazione, soprattutto a centrocampo, reparto non all'altezza. Cade oggi il primo anniversario interista di Conte. Era il 7 luglio 2019 quando la squadra si ritrovava ad Appiano agli ordini del nuovo allenatore.

 

antonio conte marotta

Dodici mesi dopo, molto è da rifare, ma poco è cambiato nella mentalità interista. Emblematico il rigore ceduto da Lukaku a Lautaro e sbagliato dall'argentino. Una bambinata che ha mandato in bestia Conte e pure Marotta.

 

«Lautaro può essere in una fase involutiva della carriera, le voci lo condizionano. Gli serve serenità», evidenzia Marotta. L'altro punto dolente è Eriksen, spento dopo qualche sussulto. «Si è inserito in un reparto in difficoltà anche per i tanti infortuni, può dare molto di più, lo aspettiamo».

 

L'ultimo forfait è quello di Barella, fuori per le prossime tre-quattro partite. Resta l'Europa League per salvare la stagione. Comunque vada sarà rivoluzione, ma non sarà un mercato semplice. L'Inter rischia di dover rimpiazzare, per vari motivi, dieci giocatori: Berni, Godin, Biraghi, Moses, Vecino, Gagliardini, Borja Valero, Esposito, Sanchez e Lautaro.

antonio conte

 

Se non parte Lautaro le risorse per costruire un centrocampo e un attacco di livello rischiano di non esserci. Non può essere il 20enne Tonali l'uomo della svolta. Conte non ha preclusioni sul ritorno di Nainggolan, ma dopo Hakimi occorre un esterno sinistro (Emerson Palmieri) e un altro in mezzo: Vidal o qualcuno simile. Davanti poi non servono scommesse, ma certezze come Dzeko o Cavani, anche se avanti negli anni. Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, continua a caldeggiare l'acquisto di Leo Messi.

antonio conte

 

Un sogno forse impossibile, ma l'idea è giusta. Per vincere grandi competizioni servono grandi giocatori. L'Inter non può più perdere tempo. Il progetto deve giungere a un obiettivo, altrimenti è sbagliato. Conte ha ragione, sono tutti in discussione: anche lui se non vince.

antonio conteantonio conteantonio conte zhangantonio conte

 

lautaro lukakulautaro

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...