diego armando maradona murale

LA MORTE NON FINISCE NULLA: MARADONA E' SEMPRE VIVO. E SUL SUO MITO E' NATA UN'ECONOMIA - MARINO NIOLA: "IL PIAZZALE DEDICATO A DIEGO È DIVENTATO LA TAPPA PREFERITA DAI TURISTI TORNATI A VISITARE NAPOLI. T-SHIRT, PAREI DA MARE, CALAMITE, PORTACHIAVI CON L'ICONA DEL FUORICLASSE, PASTORI DEL PRESEPE IN MAGLIA AZZURRA VANNO A RUBA. UNA SCHIERA DI TURISTI DI TUTTO IL MONDO VA IN PELLEGRINAGGIO A SAN GIOVANNI A TEDUCCIO, PER OMAGGIARE IL MURALE 'DIOS UMANO' DI JORIT. È SCOPPIATA LA MARADONOMY. DOPO MESI DI ISOLAMENTO, LA CITTÀ TORNA A RESPIRARE"

NAPOLI - IL MURALE NELLA STAZIONE MOSTRA DELLA FERROVIA CUMANA - DIEGO ARMANDO MARADONA

1 - IL NUOVO SANTO HA FATTO IL MIRACOLO

Marino Niola per "il Venerdì - la Repubblica"

 

Pizza fritta, spritz e Mano de Dios. Si ricomincia». È il brindisi di un gruppo di ragazzi torinesi sotto il murale di Maradona, nei Quartieri Spagnoli. Dove il piazzale dedicato a Diego Armando è diventato la tappa preferita dai turisti tornati a visitare Napoli. Lo ha raccontato su Repubblica.it un bellissimo servizio di Marina Cappitti con le foto di Riccardo Siano. Migliaia di persone vanno a selfeggiarsi, a brindare, a baciarsi sotto l' immagine del Pibe che giganteggia.

 

murale di diego armando maradona a napoli

Tshirt, parei da mare, calamite, portachiavi con l' icona del fuoriclasse, pastori del presepe in maglia azzurra vanno a ruba. Una schiera di turisti di tutto il mondo va in pellegrinaggio a San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale dove è ambientata L' amica geniale di Elena Ferrante, per omaggiare il Dios umano di Jorit, un imponente murale alto come un intero palazzo, dove il volto del campione è raffigurato con tatuaggi da guerriero. Insomma, è scoppiata la maradonomy, crasi fra Maradona ed economy. E dopo mesi di isolamento, la città torna a respirare.

murales di diego armando maradona a napoli san giovanni a teduccio

 

Tutto merito di san Diego, che continua a far miracoli anche dopo la morte, come i veri santi. A riprova di una affinità elettiva, un legame di anima e cuore tra il calciatore e la città che non si è mai spezzato. E che la morte prematura ha reso ancor più stretto. Come succede da sempre per i personaggi mitici.

 

Che siano antichi eroi o moderni idoli dello star system, la loro vita continua nella mente e nei cuori della gente. E la morte non finisce nulla, per dirla con Pablo Neruda. Così è per Diego Armando, nato a Buenos Aires e rinato a Napoli.

Questa doppia cittadinanza dell' anima ha segnato la vita del più grande calciatore di sempre. E adesso diventa una chance per la città vesuviana, che ha la proverbiale capacità di trasformare l' immateriale in materiale. La fantasia in economia.

murales di diego armando maradona a napoli

 

2 - IL DRIBBLING DI DIEGO ALLA CAMORRA

Ilaria Urbani per "il Venerdì - la Repubblica"

 

Maradona dio dello sport, celebrato come in un tempio. Il campione, che i tifosi vollero D10S, diventa anche simbolo della rinascita di un luogo sotto scacco per anni del clan dei Casalesi. Trentola Ducenta, provincia di Caserta, piena Terra dei fuochi.

Non un nonluogo qualunque.

 

arresto di michele zagaria 1

Diego Armando Maradona. Il riscatto di una città attraverso lo sport è la mostra fotografica che si inaugura il 5 luglio al Jambo, centro commerciale diventato bene confiscato alla camorra dopo un' inchiesta che svelò nel 2015 l' intreccio tra criminalità, politica e imprenditoria. Michele Zagaria, superboss dell' affaire rifiuti, "Capastorta", qui incontrava in latitanza politici e imprenditori, decideva strategie commerciali e imponeva lo sviluppo dell' area. Dopo la camorra, l' arte per una nuova narrazione.

 

MARADONA

La mostra su El Pibe de Oro, scomparso a novembre, realizzata con l' Agenzia nazionale dei beni confiscati, sarà visitabile fino al 31 dicembre. In esposizione 134 immagini in bianco e nero di Sergio Siano, 15 totalmente inedite (come quelle pubblicate in questa pagina). Il percorso espositivo, testimone del genio e della sregolatezza del campione, è a cura di Yvonne De Rosa, fondatrice di Magazzini Fotografici al centro antico di Napoli. «Le foto che amo di più non sono al San Paolo ma quelle che scattavo a 16 anni al campo Paradiso a Soccavo» racconta Siano, cresciuto in una famiglia di fotoreporter.

 

«Vedere Maradona allenarsi, il suo rapporto con il pubblico, la sua umanità, erano per me una fuga dalla cronaca nera, dai due morti al giorno di camorra. Maradona ha riscattato i napoletani, ci faceva rispettare, vincere contro i soprusi». Anche la data dell' inaugurazione è simbolica.

 

maradona

«Il 5 luglio 1984 Maradona entra al San Paolo per la prima volta» spiega la curatrice. «Ho diviso il percorso in tesi, antitesi e sintesi. Maradona dio del calcio, come in una chiesa. Il mito, l' eroe. In una "sagrestia" color porpora i suoi ritratti più intimi. La lotta in campo per dimostrare di essere il più bravo. Poi lo scudetto e i caroselli per le strade di Napoli». Previste visite di studenti. Un libro racconta la mostra, il ricavato andrà in beneficenza per la spesa solidale sul territorio. N più di cento fotografie del fuoriclasse argentino, alcune inedite, saranno esposte in un centro commerciale confiscato al crimine. «È un omaggio a chi ha saputo riscattare i napoletani»

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