IL PSG GIOCA NEL DESERTO: DODICI DELLE VENTI SQUADRE DEL CAMPIONATO FRANCESE CERCANO COMPRATORI O AZIONISTI PER NON AFFONDARE - IL PIÙ VICINO ALLA CESSIONE È IL LILLA - ANCHE LIONE, MARSIGLIA E BORDEAUX SONO IN PERICOLO

ligue1ligue1

Da www.gazzetta.it

 

Su 20 società di Ligue 1, dodici sono in vendita, o a caccia, disperata, di nuovi azionisti. Possibilmente non del tipo dell’azero Mammadov che ha illuso il Lens, ridotto al lastrico da promesse mirabolanti, mai mantenute. In ogni caso, il dato, rivelato dall’Equipe di stamane, spiega difficoltà e speranze di un campionato trainato dall’immagine e dalla potenza finanziaria del Psg, saldamente in mano all’emiro del Qatar.

 

UVA — Tra i club sul mercato, il più vicino alla cessione è il Lilla che ha già integrato nel consiglio di amministrazione il potenziale acquirente. Si tratta dell’ex industriale farmaceutico belga Coucke. Personaggio eccentrico che poche settimane fa posava su twitter vestito da grappolo d’uva, prima della sfida contro il Bordeaux. Il presidente dell’Ostende, 11/o nella massima serie belga, attende la separazione tra Lilla e il club satellite Mouscron, tredicesimo della stessa Jupiter League, per aumentare la partecipazione in Francia, al 20%, dopo aver acquisito il 5% con appena 4 milioni di euro.

Hafiz MammadovHafiz Mammadov

 

In tutto il Lilla costerebbe una quarantina di milioni, escluso il debito di 20 milioni da saldare entro giugno. Affare che includerebbe uno stadio nuovo, ma non di proprietà che non garantisce introiti che finiscono in larga parte nelle casse del comune, e nelle tasche della società edile che lo gestisce.

 

MAFIA — A Marsiglia, la proprietà è solida, in mano alla miliardaria Margarita Louis Dreyfus, 162/a fortuna mondiale con un patrimonio personale di 8,3 miliardi di dollari, secondo Forbes. Ma la donna, che ha ereditato il club dal defunto marito ex presidente, cerca acquirenti e da qualche mese circola con insistenza la voce dell’interesse del principe saudita, nonché businessman di successo, Al Walid. Per l’Equipe, servirebbero 100 milioni per rilevare la società, ma per ora nulla lascia pensare a rivoluzioni imminenti, anche perché il Marsiglia deve fare i conti con inchieste su acquisti e cessioni sospette di giocatori, in ambito di mafia locale. Non proprio uno spot.

Margarita Louis DreyfusMargarita Louis Dreyfus

 

AZIONISTI — Dieci milioni basterebbero per comprare il modesto Lorient, di proprietà del quarantenne finanziere Loic Fery, che vive a Londra e gestisce in modo sano una squadra che però può solo pretendere alla salvezza. A Tolosa, il prezzo salirebbe a 15 milioni. Meno caro il Nizza: 12 milioni con uno stadio nuovo, ma non di proprietà, come a Lilla.

 

Saint Etienne e Bordeaux invece cercano attivamente investitori seri per consolidare bilanci e sperare in un salto di qualità sportivo, sfruttando il minimo di storia valorosa in bacheca. A Rennes, il magnate del lusso Pinault studia invece l’apertura del capitale, dopo un ventennio senza trofei. Guingamp, Caen, Evian e Lens fanno lo stesso, ma per scongiurare tracolli economici in caso di retrocessione.

Loic FeryLoic Fery

 

FUTURO LIONE — E poi c’è il caso del Lione, primo in classifica con una squadra di ragazzi formati in casa, e soprattutto uno stadio nuovo da inaugurare tra un anno, e di proprietà (come a Bastia e Auxerre). Il presidente Aulas, azionista di maggioranza davanti al fratello del proprietario del Lilla, per ora non vende, nonostante i conti in rosso.

 

Jean-Michel Aulas Jean-Michel Aulas

In futuro si vedrà: "Non sono eterno", spiegava la scorsa settimana a France Football. E di recente avrebbe così sondato contatti in Cina e nei paesi arabi per eventuali partnership. Per l’Equipe basterebbero 60 milioni di euro per diventare proprietari di un club dal potenziale interessante, anche se non al livello dell’immagine garantita dalla Ville Lumière al Psg.

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…