sassuolo de zerbi

"IL CALCIO AL TEMPO DEL VIRUS? UN’ORGIA DI GOL" – DOTTO: "DOPO 4 GIORNATE, SIAMO ALLA MEDIA SPAVENTEVOLE DI 3,7 GOL A PARTITA. IRREALE. SENZA I TIFOSI, CHIUSI NELLA BOLLA PROTETTA, I RAGAZZI DEL CALCIO S’INVENTANO COME I RAGAZZI DEL DECAMERONE UN’EVASIONE LIRICA. CATERVE DI ORGASMI E DI RETI, UN LIBERTINAGGIO SFRENATO, CROLLANO LE GERARCHIE. I CAMPIONATI SONO UNA MAIONESE IMPAZZITA. SASSUOLO, ASTON VILLA, LIPSIA, LILLA, REAL SOCIEDAD SI CANDIDANO ALLO SCUDETTO…"

Giancarlo Dotto per il Corriere della Sera

 

sassuolo

Un’orgia di gol. Una depravazione per pochi intimi. Partite come happening, risultati che si ribaltano di minuto in minuto, pronostici stracciati, copioni forsennati, attraversati da una misteriosa follia. Nessuno più difende l’1 a 0, ma nemmeno il 5 a 4. Nessuno più difende niente. Le opinioni si dividono. La nuova via lattea del calcio moderno o un indecoroso colabrodo? La qualità o lo sbraco?

 

Di sicuro, un’anomalia assoluta. Dopo quattro giornate, siamo alla media spaventevole di 3,7 gol a partita. Irreale. Se pensiamo che la stagione passata, la più prolifica degli ultimi settant’anni, si è “fermata” alla media di 3 gol a partita, che già sembrava un’irripetibile esagerazione. Accade in Italia, la patria per definizione del “primo non prenderle”, ma accade anche nel resto d’Europa, squadre come Liverpool, Manchester City e Barcellona che prendono solenni imbarcate.

 

de zerbi

Che succede? Troppo strano e troppo replicato il fenomeno per liquidarlo come un caso. Né basta evocare i Gasperini, i De Zerbi, l’avanguardia di un calcio geometricamente votato all’arma bianca e, sulla scia, i Gattuso, i Fonseca, i Mihajlovic, i Liverani e persino i Pippo Inzaghi del Benevento, alla faccia del neopromosso. C’è qualcosa di più da raccontare.

 

La sbronza allegra (o disperata?) del pallone coincide con lo sbarco dell’Alieno, la desertificazione  degli stadi e conseguente fonica da oltretomba. Una scena che si addice al calcio come il saio di un francescano a un ballerino di mambo. Dicono: il calcio senza tifosi è un corpo senza anima. Al contrario, è un’anima senza corpo. Non c’è calcio senza la sua malattia, senza il corpo ferito o esultante dei suoi tifosi. Un duro enigma per le star del calcio.

 

de zerbi

Ragazzi strepitosamente sani, impeccabilmente protetti, si ritrovano da un giorno all’altro ad agire in un contesto che non riconoscono. Inabissati in un luogo ostile per quanto indecifrabile. Bolla su bolla, sperimentano sulla loro pelle l’orticaria minacciosa di un’astrazione che non è più quella di una comoda esistenza tappezzata di benefit. Come reagiscono? Reagiscono, eccome.

 

C’è il virus e c’è il suo fantasma. Non si sa quale più contagioso. Il primo attacca i corpi, il secondo infetta le menti. Lo choc del virus è niente rispetto allo choc del suo fantasma. Sinistro questo almeno quanto l’altro. Boccaccio racconta nel suo Decamerone di sette fanciulle e tre ragazzi che, chiudendosi in una villa di campagna, lockdown ante litteram, per sfuggire alla peste dell’epoca, decidono d’inventare un racconto diverso, scandaloso per quanto diverso, a disdire e negare l’orrore del mondo di fuori. Racconti che stanno tra cielo e terra, tra l’amore più cortese e il libertinaggio più sfrenato. L’assedio del nemico invisibile genera angoscia e l’angoscia genera l’euforia del carpe diem. L’impulso alla trasgressione.

 

Meglio perdere e perdersi che difendersi, quando c’è poco da perdere. Non si difende e non ci si difende più, alla malora calcoli, catenacci, tattiche e chiavistelli, ma ci si lascia andare al godimento di una narrazione insieme felice perché consolante e disperata perché irreale.

 

aston villa liverpool

Senza il corpo dei tifosi, chiusi nella bolla protetta, i ragazzi del calcio s’inventano come i ragazzi del Decamerone un’evasione lirica. Caterve di orgasmi. Un gas esilarante circola per i campi, libera le menti e scioglie le gambe. Il 3 a 4 di Bologna-Sassuolo, il 5 a 2 di Roma-Benevento (ma poteva essere un 8 a 4), il 3 a 2 di Udinese-Parma, tante altre, sono le storie boccaccesche del calcio di oggi.

 

Il libertinaggio sfrenato del pallone, ma anche la sua romantica voglia di darsi una ricreazione felice e incontaminata. Uno spettacolo estremo, fanciullesco, molto fallato, ma finalmente sottratto alla nevrotica masticazione dei tatticoinomani, in cui, si capisce, la felicità è solo un’aspirazione e la trama che scorre subito sotto la superficie un gigantesco e spaventato vaffanculo.

 

Il virus destabilizza il mondo e dunque il pallone, in quanto pezzo di mondo. All’orgia dei gol corrisponde il crollo di tutte le gerarchie fissate negli anni. Un blob senza capo né coda, dove non sai più cosa comanda, cosa inizia e cosa finisce. I campionati sono una maionese impazzita. Gli allibratori brancolano. Sassuolo, Aston Villa, Lipsia, Lilla, Real Sociedad si candidano allo scudetto.

 

ibrahimovic

Nel mucchio informe dei piedistalli infranti, delle cose che hanno perso il loro ordine costituito, sono poche le certezze che restano in piedi. Se il magnifico spreco del calcio boccaccesco confessa la sua angoscia, a salvarci sarà come in ogni epica che si rispetti la protervia assurda dell’eroe di turno. Se non è l’erotismo, sarà l’eroismo. Di chi, più forte del caos, ostenta il guanto di sfida. Tra i suoi piedi il pallone non è più un oggetto ubriaco, ma materia incandescente, che brucia, determina e cancella. O davvero pensate che quel demonio di Ibra è sulla bocca di tutti per i gol che segna e per le cose che dice?

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....