RESA DEI CONTI TRA BROCCHI - A QUASI QUATTRO MESI DALL’ELIMINAZIONE AI MONDIALI, BALOTELLI ATTACCA PRANDELLI: “MI HA CRITICATO DAVANTI AI GIORNALISTI. GLI UOMINI VERI, SE HANNO QUALCOSA DA DIRSI, SE LO DICONO IN FACCIA”

“Nazionale? Adesso c’è chi merita più di me. Non sto segnando mentre altri come Pellè hanno già fatto diversi gol, dunque meritano di essere chiamati. La serie A? Non mi manca. Ogni giorno mi sveglio e penso che c’è stato qualcuno che il giorno prima ha parlato male di me”…

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Da “la Stampa

 

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Accetta la bocciatura (momentanea) di Antonio Conte, ma Mario Balotelli non dimentica né perdona le critiche ricevute Cesare Prandelli dopo il fallimento in Brasile: «Gli uomini veri si parlano in faccia». In un’esclusiva, e rara, intervista, concessa ad un magazine inglese - Sport - Balotelli ricorda con amarezza la Coppa del Mondo, rifiutando però il ruolo di capro espiatorio.

 

«Penso di avere avuto due, al massimo tre, occasioni in tutto il torneo - le parole di Balotelli -. Tutti sanno che ho segnato contro l’Inghilterra ma non avrei potuto fare molto di più. Anche Prandelli ha parlato male di me. Non mi aspettavo che lo facesse davanti ai giornalisti. E non ho risposto perché non ha senso. Penso che gli uomini veri, se hanno qualcosa da dirsi, se lo dicono in faccia. Io sono una persona diretta». 

 

IL MOMENTO NO  

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Nelle prime uscite da ct Conte lo ha sempre ignorato, preferendogli altri attaccanti, tra i quali Graziano Pellè, che come Balotelli gioca in Premier League. «Capisco perché in questo momento non sono in nazionale - ha aggiunto l’attaccante del Liverpool -. Non sto segnando mentre altri attaccanti come Pellè hanno già fatto diversi gol, dunque meritano di essere chiamati. Ma io amo l’Italia e nessuno può dire nulla di male sul mio attaccamento alla nazionale. L’amerò sempre, e devo essere onesto: sono rimasto molto deluso per le critiche ricevute dopo la Coppa del Mondo». 

 

“LA SERIE A NON MI MANCA”  

In agosto è tornato in Ingihlterra: dopo la prima esperienza con la maglia del Manchester City, ora il presente si chiama Liverpool. E l’Italia, almeno il suo campionato, non sembra mancargli.

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«Naturalmente mi mancano i miei genitori e gli amici, ma quando torno trascorro tanto tempo in compagnia della mia famiglia. E poi sto con gli amici di sempre, le solite cose, gioco con la playstation o a ping-pong. Oppure vado a spasso con i miei cani». I suoi alleati preferiti, che lo circondano d’affetto, come capita con i suoi tifosi più giovani.

 

«Ogni giorno mi sveglio e penso che c’è stato qualcuno che il giorno prima ha parlato male di me. Poi però vedo i bambini che mi vogliono bene e allora penso che non ho fatto nulla di male. Certo, potrei fare meglio, ma i bambini sono spontanei, onesti. E se non piaci a loro, non vengono da te. Quando non mi chiederanno più una foto o un autografo, allora comincerò a farmi delle domande». 

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L’ATTACCO AI TABLOID  

Dal suo arrivo ad Anfield, Balotelli ha segnato una sola rete, attirandosi le critiche della stampa locale, se possibile ancora più critica di quella italiana nei suoi riguardi. «Ho commesso errori in passato, come tutti quando si è giovani. È una vergogna che i tabloid cerchino sempre di dare una brutta immagine di Mario. Tutte bugie perché fuori dal campo non ho problemi, sto sempre a casa, vivo in campagna e sono concentrato solo sul calcio».

 

Per trovare al più presto l’intesa con i compagni di squadra: «Devo stare più in area, da prima punta, anche se ho sempre preferito giocare con due punte. In questo momento non sto facendo abbastanza, ma ci sto lavorando. Quando la palla viene larga dalle fasce, devo aspettarla in area anche se per me il calcio è sempre stato libertà e mi è sempre piaciuto spaziare». 

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GLI OBIETTIVI  

L’obiettivo (immediato) personale è il primo gol in campionato, per i Reds la qualificazione alla prossima Champions League, anche se l’ambizione di Balotelli è «vincere il campionato». Perché l’importante non è partecipare ma vincere, come gli hanno insegnato alcuni illustri compagni di squadra. «(Zlatan) Ibrahimovic, (Luis) Figo, (Andrea) Pirlo. «Sono i giocatori più forti con cui ho giocato. Quando sono arrivato in prima squadra avevo 17 anni e Figo era ancora un fenomeno. Pirlo poi è incredibile perché continua a migliorare. Gerrard? Penso che oggi sia allo stesso livello di Pirlo: visione e tecnica, e anche potenza», parola di Balotelli. 

GRAZIANO PELLE’ GRAZIANO PELLE’

 

 

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