salvini piovella

VIDEO! "NON CHIUDO GLI STADI PER I CORI RAZZISTI" – IL RITORNO AL PASSATO DI SALVINI PER USCIRE DALL' EMERGENZA ULTRA’: TRENI SPECIALI E PARTITE A RISCHIO NON IN NOTTURNA – IL NO ALLA SOSPENSIONE DELLE PARTITE PER I BUU RAZZISTI: “CHI DECIDE? E CON QUALI CRITERI?” – INCHIESTA SULLA MORTE DELL’ULTRA’ DELL’INTER, IL GIP DECIDE: NIENTE DOMICILIARI PER PIOVELLA. ECCO PERCHE’ – VIDEO

 

Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

salvini

È una ricetta antica, quella del ministro Matteo Salvini sul calcio e il tifo. Un ritorno al passato. Alla vigilia della ripresa del campionato di calcio, metabolizzata la giornata di straordinaria violenza di Milano, durante la quale è morto l' ultras varesino Daniele Belardinelli, il ministro riapre la strada ai famosi treni per tifosi.

 

«Vietare le trasferte, non va bene. Come chiudere gli stadi. È la resa dello Stato. Ma meglio evitare le trasferte fai-da-te. Sono più controllabili 1000 tifosi che viaggiano tutti assieme, e se qualcuno danneggia le carrozze ferroviarie ne risponderà, piuttosto che avere 100 minivan che entrano in città da tutte le parti».

 

Le trasferte organizzate esistevano un tempo. Poi furono abolite perchè sembravano fuori controllo. Nel frattempo sono state inventate le tessere del tifoso, i tornelli agli ingressi, il biglietto nominativo. E come raccontano troppi episodi di cronaca nera, le violenze degli ultras si sono spostate lontano dagli impianti sportivi, persino favorite dall' afflusso disordinato di tifosi in trasferta.

 

ultrà scontri inter napoli

Questa caratteristica del tifo violento, comune alla Gran Bretagna, alla Germania, o ai paesi nordici, non è sfuggita all' Osservatorio sul calcio presso il nostro ministero dell' Interno. Lo conferma il ministro Salvini, che si fa vanto di essere un buon frequentatore degli stadi e delle curve. «Ci si picchia ormai negli autogrill, sulle tangenziali, ai caselli di autostrada». E contro questa violenza diffusa, pulviscolare, un pur imponente sistema di sicurezza può fare poco. Molto meglio tornare ai treni, allora.

 

«Con tifosi che ci danno garanzie, il numero del biglietto, il codice fiscale, il casellario giudiziario...».

 

salvini giorgetti

Quanto al resto, vietato vietare. Con buona pace di chi avrebbe voluto una stretta ulteriore sui cori razzisti, sugli striscioni, e pure sui tamburi, il ministro ha rovesciato l' ottica: no alla chiusura delle curve, no alle trasferte off-limits, no alla sospensione di partite. «Chi decide? Non l' arbitro, che ha già i suoi problemi. Non il funzionario di polizia, che deve preoccuparsi dell' ordine pubblico. Finisce che lasciamo la decisione nelle mani di pochi tecnici».

 

A dare la linea, dunque, è innanzitutto il Salvini con la sciarpa, che a fiuto sente di doversi schierare con il «popolo» delle curve piuttosto che con l' establishment sportivo, che siano i vertici del Coni o i presidenti delle società. A questi ultimi, promettendo assieme a Giancarlo Giorgetti che quanto prima avranno una legge speciale che favorirà la costruzione di nuovi stadi, intima però di fare la loro parte. «Vengono mobilitati 75mila agenti. Sarebbe gradito che le società collaborino alla spesa (circa 40 milioni di euro, ndr) che finora grava sulle tasche dei contribuenti».

falce scontri inter napoli

 

Ma sono ipotesi per il futuro.

Da subito, il ministro chiede alle società di rivedere gli orari delle partite. A cominciare da una partita in particolare. «Non mi sfugge che la ripresa del campionato prevede Genoa-Milan, e siccome i rapporti tra le due tifoserie non sono dei migliori, vorrei tanto che quella partita si facesse con la luce del giorno».

 

Come i treni per tifosi, anche disputare di giorno e non di notte le partite «difficili» sarebbe una misura di prevenzione che aiuterebbero la polizia a svolgere il proprio lavoro. E però qui c' entrano i soldi: i diritti televisivi, la girandola di partite che è diretta dalle emittenti, i contratti. I presidenti delle società hanno subito fatto muro. Ma Salvini insiste: «Il diritto alla gioia viene prima del diritto al business, prima del contratto con Sky o con Dazn». È il populismo politico applicato alle curve, ai tifosi-elettori che vanno blanditi, non tenuti a distanza o peggio bastonati. E perciò: «Mi rifiuto di confondere milioni di persone perbene con pochi criminali, quelli che vanno allo stadio con le roncole. Sono contrario ai divieti. Il tifo deve essere colorato e colorito».

 

 

LA DECISIONE DEL GIP

Valerio Clari per la Gazzetta dello Sport

 

salvini e capo tifosi

Niente domiciliari, il «Rosso» resta in carcere. Marco Piovella non esce perché, dice il Gip, «ha seguito le regole dell' omertà» dell' ambiente ultrà, perché da casa può costituire un «forte ostacolo all' individuazione del responsabile della morte di Daniele Belardinelli» e perché il suo «atteggiamento» può aumentare i rischi che scontri come quelli antecedenti a Inter-Napoli «possano ripetersi in altre trasferte dei tifosi, anche per volontà di rappresaglie».

 

I motivi Il capo dei Boys San nerazzurri, imprenditore e designer, resterà quindi a San Vittore, anche se i suoi avvocati Mirko Perlino e Carlo Melzi D' Eril hanno annunciato ricorso al Tribunale del Riesame di Milano. Il giudice per le indagini preliminari Guido Salvini ha accolto il parere del procuratore aggiunto Letizia Mannella e dei pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, giustificando la decisione con la scelta del «Rosso» di non raccontare nulla del momento degli scontri, nemmeno «i suoi movimenti o chi fosse attorno a lui in quei momenti», limitandosi a confermare la sua presenza e a dare indicazioni su cosa è successo dopo l' investimento di Dede. «Pur mostrando dolore per la morte dell' amico - continua il gip - non ha mai mostrato cenni di riflessione critica sul suo ruolo o sulle condotte del mondo di cui fa parte».

MARCO PIOVELLA DETTO 'IL ROSSO'

 

Scarcerarlo significherebbe, sempre secondo il giudice, dare un segnale sbagliato e rinforzare quel clima di omertà e di minacce verso Luca Da Ros, il tifoso che invece ha collaborato con gli inquirenti. Il tutto poi potrebbe far sì che «fatti del genere possano più facilmente ripetersi in prossime trasferte». Piovella resta indagato per «rissa aggravata e lesioni volontarie», per cui sono previste pene di 5-6 anni e che giustificano la carcerazione preventiva. Tanto più che i domiciliari non sarebbero sufficienti per «troncare i rapporti fra l' indagato e il suo ambiente, con i moderni mezzi di comunicazione».

salvini

 

Le indagini Intanto fra Milano e Napoli continuano le indagini sul blitz di via Novara contro la carovana di macchine e minibus dei tifosi azzurri. Gli inquirenti avrebbero individuato tutte le auto del convoglio, e si stanno concentrando su quelle di colore scuro. Oltre alla Volvo V40 - già sequestrata - è stata bloccata una seconda vettura, di cui è imminente il sequestro. Potrebbe essere quella che ha investito Belardinelli, mentre la Volvo gli sarebbe passata sopra quando era già a terra. Identificato anche il tifoso che era al volante, un amico del 25enne che aveva fornito l' auto (di proprietà del padre). Tutti e quattro gli occupanti la vettura però negano l' investimento, come confermato dall' avvocato Emilio Coppola:

 

«Noi sosteniamo che la Volvo sia transitata prima dell' incidente mortale. Il mio cliente è sicuro di quello che dice, non ha investito Belardinelli. L' esito degli accertamenti lo dimostrerà». A Milano intanto l' analisi dei dati del telefono, sequestrato, di Luca Da Ros potrebbe aiutare ulteriormente gli investigatori a risalire ad altri partecipanti alla guerriglia: sono una «ventina» gli indagati interisti (anche per garanzia), mentre i napoletani per ora si fermano a nove, fra cui un minorenne. Solo una volta che tutti i coinvolti saranno iscritti nel registro degli indagati gli inquirenti potranno procedere agli esami scientifici sulle vetture e all' autopsia di Dede.

salvini

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...