andrologo visita prostata

IN FONDO AL TUNNEL C'E' LA PROSTATA – TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL TEST DEL PSA: L'ESAME VA CONSIGLIATO DAI 50 ANNI, MA È FONDAMENTALE CHE LA SUA ESECUZIONE VENGA PRESCRITTA DAI MEDICI PERCHÉ I DATI DEVONO SEMPRE ESSERE INTERPRETATI DALL’UROLOGO PER EVITARE BIOPSIE INUTILI. ANCHE QUANDO SI ARRIVA AD APPURARE LA PRESENZA DI UN TUMORE NON È DETTO CHE VADA TRATTATO: È UTILE PROMUOVERE LA COSIDDETTA “SORVEGLIANZA ATTIVA”, OVVERO…

Vera Martinella per il “Corriere della Sera”

 

prostata

Dopo anni di discussioni e la raccolta di una vastissima mole di dati, la comunità scientifica ha trovato un accordo sul test del Psa come strumento di prevenzione per la diagnosi precoce del tumore alla prostata: l'esame è utile e va consigliato agli uomini a partire dai 50 anni, ma è fondamentale che la sua esecuzione venga prescritta dai medici seguendo ben precise linee guida per due motivi.

 

Prima di tutto perché se emergono dati fuori dai valori normali nel referto vanno ben interpretati dall'urologo che li deve spiegare al paziente e c'è a quel punto un nuovo iter di accertamenti da seguire allo scopo di ridurre il numero di biopsie inutili. La seconda ragione è che anche quando si arriva ad appurare la presenza di un tumore a non è detto che questa vada trattato e se non è «pericoloso» è utile promuovere l'utilizzo della cosiddetta sorveglianza attiva.

 

test del psa

Come si è arrivati a questa decisione? Importanti studi internazionali hanno coinvolto centinaia di migliaia di uomini in Europa e negli Stati Uniti e i loro esiti sono stati confrontati con le statistiche relative ai nuovi casi diagnosticati e alla mortalità per carcinoma prostatico negli ultimi 20 anni.

 

RISCHI

«Il cuore del problema è evitare sia il rischio di diagnosi e di trattamenti in eccesso, sia di arrivare tardi alla scoperta del tumore, compromettendo le possibilità di guarigione - spiega Alberto Lapini, presidente della Società Italiana di Urologia Oncologica (Siuro) e responsabile Prostate Cancer Unit all'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze -. A partire dagli anni Novanta la grande diffusione del test del Psa e l'aumento del numero delle biopsie hanno provocato una crescita delle diagnosi di carcinoma prostatico, in particolare di forme limitate e a basso rischio di progressione dove il trattamento poteva creare più problemi (incontinenza e disfunzione erettile) che vantaggi».

risonanza magnetica

 

 La ricerca scientifica ha infatti confermato che un gran numero di neoplasia prostatiche sono «clinicamente non significative»: si tratta cioè di tumori indolenti , di piccole dimensioni, non aggressivi e che non influiscono sulla vita del malato. Così nel 2008 gli esperti della Task Force americana si sono pronunciati contro l'utilizzo del Psa, ma questo ha portato a un drastico calo nell'esecuzione del test e, conseguentemente, ha determinato un aumento significativo di casi localmente avanzati o metastatici alla diagnosi. «Si potrebbe dire che, basandoci sulle migliori conoscenze scientifiche raccolte negli anni, ora abbiamo finalmente trovato la giusta via di mezzo - prosegue Lapini - e l'Associazione di Urologia Europea (Eau) ha impostato un programma di diagnosi precoce del cancro alla prostata che permette un bilanciamento tra il non fare niente o il fare troppo.

test psa per la prostata

 

Si tratta di un progetto innovativo (proposto alla Commissione europea nell'ambito del piano per battere il cancro 2021-2027) che è stato sposato e viene portato avanti da tutte le società scientifiche italiane che si occupano di urologia.

 

ALGORITMO

In pratica, è stato elaborato un algoritmo che prevede un utilizzo «razionale» del Psa, che tiene conto di diverse fasce d'età e dei fattori di rischio degli uomini. E, quando necessario, dopo la visita con esplorazione rettale e in presenza di un Psa sospetto, prevede la valutazione del Psa-density e della risonanza magnetica multiparametrica della prostata come passaggi successivi di approfondimento diagnostico, prima di arrivare a una biopsia».

test sulla prostata

 

La densità del Psa mette in rapporto il valore del Psa con il volume prostatico: da prostate più «grandi» ci si aspetta una produzione maggiore (e dunque livelli più elevati) di Psa. La risonanza multiparametrica, inoltre, analizza tre parametri (densità, diffusione e vascolarizzazione) ed evidenzia la morfologia della ghiandola prostatica e delle strutture circostanti e al contempo rileva aree con caratteristiche particolari, diverse nel tessuto sano e in quello tumorale.

 

diagnosi cancro alla prostata

«Bisogna che tutti gli uomini abbiano ben presente che valori elevati nell'esito del Psa (il test del sangue che misura l'antigene prostatico specifico) provano la presenza di un disturbo della ghiandola prostatica: può essere un'infiammazione (prostatite), un aumento del volume (ipertrofia), un'infezione o un tumore.

 

SORVEGLIANZA ATTIVA

Per questo, prima di allarmarsi e di decidere qualsiasi intervento bisogna valutare bene i risultati e procedere, se necessario, con altre indagini» chiarisce Giario Conti, primario di Urologia all'Ospedale S. Anna di Como e segretario della SIUrO. E anche quanto l'iter porta a una diagnosi di cancro, bisogna tener presente che fino a circa il 40 per cento dei casi di carcinoma prostatico corrisponde a tumori «potenzialmente insignificanti».

 

visita dall'urologo

Quindi, invece di trattarli ed esporre la persona alle conseguenze indesiderate che le tradizionali cure (chirurgia, radioterapia e brachiterapia) possono avere, vanno soltanto tenuti sotto osservazione. «La "sorveglianza attiva" è sicura ed efficace - conclude Conti 

 

Il presupposto su cui si basa questa strategia è che l'evoluzione dei tumori a basso rischio sia così lenta (e solo locale, senza metastasi) da poter evitare o rinviare il trattamento e al tempo stesso mantenere la finestra di curabilità. Se la patologia cambia siamo in grado di interrompere il percorso osservazionale, intervenire tempestivamente e indirizzare il paziente al trattamento».

PROSTATA 3uomini e prostata 4TUMORE ALLA PROSTATAprostataPROSTATAPROSTATA PROSTATAuomini e prostata 2uomini e prostata 3uomini e prostata

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?