"LA FREQUENZA DELLE INIEZIONI È SEMPRE STATA UNA DELLE CAUSE DELL'INERZIA TERAPEUTICA SUL DIABETE" - RICCARDO CANDIDO, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE MEDICI DIABETOLOGI, COMMENTA L'APPROVAZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALLA PRIMA INSULINA SETTIMANALE AL MONDO: "SPESSO MEDICI E PAZIENTI RITARDANO L'AVVIO DELLA TERAPIA INSULINICA, PREOCCUPATI DELLA COMPLESSITÀ DEL PERCORSO DI CURA" - CIRCA METÀ DEI PAZIENTI CHE AVREBBERO NECESSITÀ DI INIZIARE UNA TERAPIA INSULINICA, LA POSTICIPANO DI OLTRE DUE ANNI, CON RIPERCUSSIONI ANCHE GRAVI…

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Estratto dell'articolo di Maria Rita Montebelli per "il Messaggero"

 

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Gli esperti la considerano già una rivoluzione per le persone con diabete, quattro milioni nel nostro Paese, la prima a distanza di oltre un secolo dalla scoperta dell'insulina. Si tratta della prima insulina a somministrazione settimanale, non ancora disponibile per i pazienti italiani. Ma il primo grande passo è stato compiuto: l'ente regolatorio europeo (EMA) ha appena dato l'ok a Icodec, la prima insulina basale a somministrazione settimanale, che consentirà di passare da 365 iniezioni l'anno, ad appena 52, appunto una a settimana. […]

 

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L'EFFICACIA

Il vantaggio della riduzione delle punture riguarderà solo l'insulina basale, quella che attualmente viene fatta una volta al giorno. Questo è reso possibile dalla lunga durata d'azione (emivita) del farmaco che consente di dilazionarne la somministrazione a una sola volta a settimana. […]

 

«L'introduzione dell'insulina settimanale commenta il professor Stefano Del Prato, già presidente dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete, - è sicuramente una possibilità in più per le persone affette da diabete, soprattutto per quelle che hanno un controllo glicemico stabile». […]. Gli esperti stanno infatti ancora valutando alcuni aspetti inerenti alla sua sicurezza e efficacia, in particolare tra le persone con diabete di tipo 1.

 

[…] UN PROGRESSO

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Questa insulina rappresenta sicuramente un progresso nel campo della terapia del diabete, ma non è certo la panacea. […] Certamente, ridurre in maniera così importante il numero delle iniezioni rappresenta un vantaggio per i pazienti e potrebbe migliorare l'aderenza alla terapia.

 

"Dimenticare" di fare l'iniezione di insulina può infatti portare ad una serie di gravi complicanze. La riduzione del numero delle iniezioni potrebbe spiegare anche perché le persone trattate con questo farmaco negli studi hanno mostrato un controllo glicemico leggermente migliore a quelle trattate con le insuline basali giornaliere.

 

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IL RITARDO

«La frequenza delle iniezioni di insulina commenta Riccardo Candido, Presidente dell'Associazione Medici Diabetologi e della Federazione delle Società Scientifiche di Diabetologia - è sempre stata una delle cause dell'annoso problema dell'inerzia terapeutica in diabetologia, spesso dovuta al fatto che medici e pazienti ritardano l'avvio della terapia insulinica, preoccupati della complessità del percorso di cura».

 

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 Le statistiche dimostrano che metà delle persone con diabete che avrebbero necessità di iniziare una terapia insulinica, la posticipano di oltre due anni, con ripercussioni sul controllo glicemico e sulle complicanze del diabete. La semplificazione dello schema terapeutico potrebbe cancellare questa inerzia, migliorando al contempo l'aderenza alla terapia. E la strada del progresso sembra comunque segnata. […]

 

 

 

 

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