LA VERA FORZA DEL VIRUS? È CHE ANCORA NON LO CONOSCIAMO - UN PAZIENTE GUARITO È IMMUNIZZATO? SÌ, MA FINO A QUANDO? NON SI SA. IL RUOLO DEI BAMBINI? I SINTOMI? LE DISTANZE DI SICUREZZA CHE FUNZIONANO DAVVERO? I TEST SIEROLOGICI PIU' AFFIDABILI? IL VIRUS SI STA INDEBOLENDO? IL CALDO AIUTA? TANTE DOMANDE, POCHE RISPOSTE CHIARE. E NESSUNA CURA CERTA NÉ VACCINO…

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Mauro Evangelisti per “il Messaggero

 

Coronavirus - Data di insorgenza dei sintomi nei primi casi positivi Coronavirus - Data di insorgenza dei sintomi nei primi casi positivi

Non sappiamo se un paziente guarito che ha sviluppato gli anticorpi è immunizzato. Anzi, più correttamente, sappiamo che è protetto, ma dobbiamo capire per quanto tempo lo sarà. Non sappiamo se i bambini, che fortunatamente hanno conseguenze normalmente poco gravi da Covid-19, siano però grandi trasmettitori del virus. Probabile che giochino un ruolo importanti. Proprio per questo gli scienziati hanno suggerito la chiusure delle scuole ovunque.

 

MISURE

Non sappiamo ancora con precisione quali siano le distanze di sicurezza e quanto a lungo Sars-CoV-2 resti sulle superfici. Nei vari paesi, le autorità sanitarie parlano a volte di almeno un metro, a volte di due, mentre gli studi sulla resistenza sui vari materiali non sono univoci. Ci sono ancora molte cose che non conosciamo su Sars CoV-2. Soprattutto non sappiamo se avremo mai un vaccino. Anche se in diversi casi è già cominciata la sperimentazione sull'uomo, ad oggi la certezza che uno dei progetti in corso arrivi al risultato finale non esiste.

 

Andiamo indietro con il nastro. A oggi ancora non c'è certezza su quando Sars-CoV-2 sia passato dall'animale all'uomo (tralasciamo il dibattito sull'ipotesi del laboratorio). Probabilmente è avvenuto a ottobre, mentre non sappiamo quando il coronavirus sia arrivato in Europa. Spiega il professor Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Bio-Medico di Roma: «Secondo un nostro studio, il salto di specie da pipistrello all'uomo è databile a novembre, ma l'intervallo di confidenza è tra ottobre e dicembre».

 

In Italia si ipotizza che Sars-CoV-2 sia arrivato a gennaio, probabilmente seguendo due canali distinti, uno dalla Germania e l'altro direttamente dalla Cina. «Sono due ingressi indipendenti», ricorda il professor Cicozzi, che su questo ha realizzato una ricerca. In Francia ora è stato documentato un caso che risale a dicembre. La trasmissione da parte degli asintomatici ha preso di sorpresa gli scienziati, l'Oms inizialmente la riteneva altamente improbabile.

 

ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus

E nessuno prevedeva una tale velocità di diffusione: in cinque mesi ha contagiato 4,3 milioni di persone (ma questi sono i casi conosciuti, probabile che nel mondo siano dieci volte tanto, secondo alcuni studi). Altro elemento di incertezza: in tutti i paesi europei in cui sono state decise misure di contenimento molto severe, i nuovi casi hanno subito un rallentamento, ma non sono spariti. Dove avvengono i contagi? Secondo un monitoraggio della Regione Lazio soprattutto in ambito familiare, nonostante il lockdown. Questo dimostra che è molto difficile spezzare la catena di trasmissione tra persone che vivono nella stessa abitazione.

 

«Sappiamo che ha le dinamiche di contagio di un virus respiratorio, ma probabilmente in famiglia non c'è sufficiente attenzione. Per questo ora diciamo che nella fase due bisognerà evitare una certa rilassatezza anche all'esterno e nei luoghi pubblici: è necessario per tutti mantenere alta l'attenzione; servono mascherine, distanze e lavaggio delle mani», avverte il professor Ciccozzi.

 

POLMONITE POLMONITE

Enorme problema, ancora non conosciamo quale sia la terapia migliore: tutte le ipotesi, dal plasma di chi è guarito all'idrossiclorochina in determinati casi, manca la risposta definitiva. Gli scienziati devono capire perché per alcuni soggetti l'infezione abbia conseguenze molto leggere, per altri si trasformi in tragedia, con il virus che non attacca solo i polmoni ma cuore, reni, cervello. Non c'è solo la polmonite, ma una tempesta infiammatoria.

 

MUTAZIONI

Il virus sta mutando? «Sì, ma come avviene con tutte le mutazioni serve tempo per capire - ricorda il professor Ciccozzi - ancora non sappiano se lo rendono più cattivo o più buono, dobbiamo studiarle». Sullo sfondo restano altre domande senza risposta: il virus si sta indebolendo visto che meno pazienti finiscono in ospedale? Su questo scienziati di pari reputazione danno risposte opposte. Con il caldo, si limiterà la diffusione? Anche in questo caso, studi differenti, danno risposte differenti. Uno degli elementi di forza di Sars-CoV-2 è proprio questo: ancora non lo conosciamo abbastanza.

 

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