fibra ottica rete unica luigi gubitosi vincent bollore bollore'

BOLLORÉ NELLA RETE DI GUBITOSI - IL SOSPETTO DI VIVENDI È CHE CI SIA L’AD, SOTTO ASSEDIO, DIETRO L’ARRIVO REPENTINO DEL FONDO AMERICANO KKR. IN EFFETTI È DURA NON NOTARE LA COINCIDENZA: I FRANCESI E ALTRI CONSIGLIERI INDIPENDENTI HANNO CHIESTO UN CAMBIO AL VERTICE DELLA SOCIETÀ, E IL GIORNO DOPO ARRIVANO GLI AMERICANI. IL PIANO DEL FONDO È SEMPLICE: DIVIDERE LA RETE DAI SERVIZI, E RADDOPPIARE L’INVESTIMENTO CON L’ESTRAZIONE DI VALORE…

LUIGI GUBITOSI

1 - TIM: IN PREAPERTURA IN BORSA +15% DOPO PROPOSTA KKR

(ANSA) - Tim in asta di preapertura in Borsa segna un rialzo del 15,4% dopo la proposta di Kkr di un'opa amichevole a 0,505 euro per azione. il titolo venerdì aveva chiuso in crescita del 3,65% a 0,34 euro.

 

2 - GUBITOSI PROVA A GIOCARSI LA CARTA A STELLE E STRISCE MA ORA RISCHIA LA SFIDUCIA

Francesco Spini per "la Stampa"

 

vincent bollore

La seduta con cui ieri il consiglio di amministrazione di Tim ha preso in esame l'interesse del fondo Kkr è solo una scena del film il cui trailer è andato in onda già a fine luglio, e che è in sala almeno da un mese.

 

La trama è semplice: racconta di un capo sotto assedio, Luigi Gubitosi, abilissimo nel districarsi tra i palazzi della politica, meno fortunato con i risultati in azienda, al punto da aver lanciato due «profit warning» - allarmi sull'andamento futuro dei conti della società - in due mesi, campanelle che hanno indotto l'agenzia di rating Standard&Poor' s ad abbassare di un ulteriore gradino il giudizio sul merito di credito di una società da tempo già «spazzatura», come si dice in gergo.

 

LOGO KKR

Il primo tempo del film si era aperto a metà estate ed era proseguito al rientro dalle vacanze, con le accuse dei francesi di Vivendi (primi azionisti col 23,8%) proprio sull'andamento del gruppo, e sul flop dell'operazione Dazn, al centro anche del recente mea culpa recitato da Gubitosi davanti agli analisti, a cui aveva ammesso di «non aver incluso il costo del calcio come invece avremmo dovuto fare» nelle previsioni poi ribassate.

 

Adesso il film sta entrando nel vivo: non solo quelli di Vivendi, ma anche altri consiglieri indipendenti (sarebbero almeno 12 i consiglieri coinvolti su 15) hanno preso carta e penna chi per chiedere un cambio al vertice (i francesi, in primis), chi per sollecitare almeno uno scatto in avanti per raddrizzare una situazione preoccupante, l'ennesimo coniglio dal cilindro.

 

berlusconi bollore vivendi mediaset

Il giorno dopo la partenza delle missive - e la convocazione gioco forza di un cda per discuterne, venerdì che viene - ecco che il coniglio tanto invocato bussa alla porta di Tim: si chiama Kkr e vuole comprarsi, come si suol dire, tutta la baracca. Il disegno che molti intravedono è semplice: fare una scissione del gruppo, dividere la rete dalla società di servizi, e dai 50 centesimi offerti grazie all'estrazione di valore far salire il titolo almeno a un euro.

 

Per la gioia di Kkr (che in pochi anni potrà anche triplicare la parte di capitale investita) e di chi sarà il suo compagno di viaggio. Il fondo, tra le altre cose, lega l'operazione non solo gradimento degli amministratori della società, ma anche al supporto del management. Di Gubitosi, per l'appunto, che sul punto mostra di voler accelerare mentre Parigi tira il freno a mano.

luigi gubitosi di tim

 

L'arrivo repentino di Kkr manda su tutte le furie Vivendi a cui sorge un sospetto: ossia che dietro tanto tempismo ci possa essere un ruolo, in regia, dello stesso Gubitosi. Molti ricordano le indiscrezioni dei viaggi a Londra del manager per incontrare i vertici di Kkr, che certo è pure consocio di Tim col 37,5% in FiberCop, la società della rete secondaria dell'ex monopolista.

 

vincent bollore

Molti si domandano, senza avere risposta, se Gubitosi abbia o meno illustrato in prima persona a esponenti del governo (che è stato informato, questo è chiaro) il progetto di Kkr. Se abbia o meno condiviso, senza mandato, informazioni con l'esterno. Domande oggi senza risposta. Fatto sta che anche nel consiglio di ieri i toni sarebbero stati assai aspri, non solo dai francesi ma anche da parte di altri consiglieri e sindaci.

 

luigi gubitosi foto di bacco

Dentro Vivendi, in buona sostanza, riterrebbero che il manager abbia quantomeno sottaciuto l'interesse di Kkr. Così secondo indiscrezioni gli uomini di Vincent Bolloré, gran patron di Vivendi, starebbero valutando perfino di ricorrere alle vie legali sul comportamento del manager. Insomma, il film è pronto per il secondo tempo. La scena sarà il consiglio di venerdì dove ai punti all'ordine già previsti - strategie e organizzazione - potrebbero aggiungersene ora altri. In particolare relativi alla governance. Sul tavolo potrebbe arrivare la proposta di sfiduciare un manager che però, come un gatto, mostra di avere le proverbiali sette vite.

 

BOLLORE' VIVENDIluigi gubitosi al convegno di fratelli d'italia sulla rete unica

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...