trump fincantieri

COMANDA SEMPRE LO “ZIO SAM” - TRUMP COMPRA LE SUPER NAVI ITALIANE: UN AFFARE DA 716 MILIONI - DAGLI USA UNA COMMESSA A FINCANTIERI PER LE SUE FREGATE, A DIMOSTRAZIONE CHE GLI STATI UNITI CONSIDERINO IL RAPPORTO CON L’ITALIA STRATEGICAMENTE IMPORTANTE NON SOLO NELL'IMMEDIATO, MA ANCHE PER I DECENNI FUTURI...

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

Lo Zio d' America ha già risposto. E con un semplice contratto ha fatto piazza pulita di chi, come Alessandro Di Battista, ci invitava a guardare alla Cina come nuova grande potenza amica e protettrice dell' Italia. Mentre attendevamo la Cina Fincantieri, il principale gruppo cantieristico italiano ed europeo, ha vinto il contratto per lo sviluppo della fregata lanciamissili Fremm chiamata a rinnovare un settore strategico della Marina militare statunitense. Non è un contratto da poco.

 

I 795 milioni di dollari (716, milioni di euro) messi sul tavolo di Fincantieri dalla Us Navy per la progettazione e la costruzione dell' unità capoclasse delle nuove fregate potrebbe in breve decuplicarsi. Se tutto andrà bene Fincantieri Marine Group, la controllata statunitense della nostra azienda di stato, verrà chiamata a partecipare anche alla commessa successiva valida per la costruzione delle prime dieci fregate.

FINCANTIERI MONFALCONE

 

A quel punto la commessa potrebbe toccare i cinque miliardi e mezzo. E addirittura raddoppiare se l' intero programma FFG (X), basato nelle intenzioni della marina Usa su un totale di 20 fregate venisse affidato all' azienda italiana. Si tratta di un programma a lungo termine visto che la consegna dell' unità capoclasse è previsto per il luglio 2026, ma questo ci fa anche capire come gli Stati Uniti considerino il rapporto con il nostro paese strategicamente importante non solo nell' immediato, ma anche per i decenni futuri.

 

E in una dimensione geo-politica non è da sottovalutare il messaggio subliminale contenuto nella scelta di Fincantieri. Il più importante gruppo cantieristico italiano ha sede proprio in quella Trieste che - in base agli accordi sulla Via della Seta incautamente appoggiati dai Cinque Stelle - doveva diventare il primo porto italiano dato in concessione agli emissari del Dragone.

FREGATE FINCANTIERI

 

Insomma dopo gli sbandamenti di un ministro degli esteri come Luigi di Maio - abbagliato dalle effusioni cinesi e pronto a vendersi per un carico di mascherine da poco più di 200 milioni di euro - ecco i fatti messi sul tavolo dal nostro tradizionale alleato di riferimento. Fatti che confermano l' importanza dell' Italia a livello strategico e arrivano ad affidare ad una sua azienda lo sviluppo di un settore strategico come quello navale. Un settore navale che potrebbe fare la differenza proprio nell' ottica di un scontro con la Cina per il controllo del Pacifico e delle rotte commerciali insidiate dai progetti della Via della Seta.

 

FINCANTIERI - LA FREGATA PER US NAVY

Ma la scelta americana assume un significato assai rilevante anche sul fronte dei rapporti con l'Europa. Rapporto considerati prioritari dal Pd, ma sistematicamente osteggiati - proprio nel settore delle commesse militari - da Germania e Francia. Vale su tutti - proprio per quanto riguarda il ruolo di Fincantieri - l' ostracismo di Emanuel Macron. Il presidente francese pochi mesi dopo la sua elezione a presidente cancellò d' imperio l' operazione con cui Fincantieri, in cordata con la «Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste», aveva vinto l' asta per il controllo dei cantieri francesi di Stx.

 

FINCANTIERI

E a dar man forte a Macron è corsa la Germania di Angela Merkel che, anche in virtù degli accordi con Parigi nell' ambito del settore militare, ha avvallato i cavilli sulla concorrenza con cui l' Unione Europea ha ostacolato l' acquisizione da parte dell' azienda italiana. Insomma chi aveva ancora dubbi su quale parte stare e confidava nei dragoni cinesi o negli aiuti dell' Europa guardi invece ai fatti concreti. Che in questo caso si chiamano fregate. E non fregature.

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI DI EURO (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE L'EMISSARIO DI TRUMP, PATRON DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB. IN QUALITÀ DI AMBASCIATORE, FERTITTA NON POTREBBE CONCLUDERE ALCUN ACCORDO IN ITALIA PER I PROSSIMI DUE ANNI E MEZZO. MA CI SAREBBE SEMPRE IL FIGLIO PATRICK CHE..

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?