comcast sky fox

COMCAST E PURO - IL GRUPPO DI FILADELFIA SUPERA L'OFFERTA DI 21ST CENTURY FOX PER L’ACQUISTO DEL 61% DELLE AZIONI SKY: SUL TAVOLO 20,5 EURO AD AZIONE CONTRO LE 18,5 DAL GRUPPO CONTROLLATO DA DISNEY (IL VALORE DELLA PAY TV CONTESA ARRIVA A 35,6 MILIARDI DI EURO) - IL VERDETTO DEI SOCI ENTRO L'11 OTTOBRE: SE ACCETTERANNO LA PROPOSTA, IL CONTROLLO DELLA RETE LASCERÀ LE MANI DI MURDOCH E CADRÀ IN QUELLE DEL GIGANTE DELLA DISTRIBUZIONE VIA CAVO

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

COMCAST

Il verdetto è arrivato ieri sera da Londra intorno alle venti in Italia: l' offerta più alta per l' acquisto del 61% delle azioni Sky sul mercato è quello della statunitense Comcast, a 20,5 euro per azione per un totale di 35,6 miliardi di euro, contro i 18,50 euro per azione nell' ultima istanza della Fox.

 

Se gli azionisti Sky accetteranno la proposta entro l'11 di ottobre, il controllo della rete lascerà definitivamente le mani di Murdoch e cadrà in quelle del gigante della distribuzione via cavo. insomma, la partita non è ancora chiusa. Per i dettagli bisognerà aspettare l'ufficializzazione e poi ci vorranno comunque ancora due settimane per conoscere il verdetto definitivo degli azionisti della pay-tv britannica.

 

Rupert Murdoch Sky

LA SAGA

Tutto era iniziato due anni fa con il legittimo desiderio di Rupert Murdoch di consolidare la porzione del 61% di Sky che non era ancora nelle sue mani. Invece la sua mossa ha scatenato una battaglia tra titani nella quale lo squalo australiano ha finito per uscire di scena con un portfolio di famiglia ben più ridotto, mentre la guerra per l'assegnazione della pay tv britannica ha definito lo scenario futuro dell' entertainment mondiale. C'è voluto l' intervento del panel per i takeover inglese, e la nomina di un giudice unico per risolvere la guerra al rilancio tra le due aziende.

 

Nell' arco di 24 ore tra venerdì e sabato l' arbitro dell'asta indetta dall' authority londinese ha sollecitato e ricevuto le ultime offerte dai due colossi statunitensi, e alla fine del processo ha aggiudicato la vittoria alla Comcast. Le due contendenti si erano presentate all' asta cieca con offerte che non avevano ancora dichiarato finali, quindi erano pronte a rilanciarle.

 

BRIAN ROBERTS COMCAST

La prima parola era stata concessa alla Fox, che con 16,6 euro per azione aveva fino ad allora il prezzo più basso, contro le 17,50 presentate dalla Comcast. La formula prevedeva un massimo di tre giri di consultazione prima di concludere la gara. Il ceo della Comcast Brian Roberts ha così preso la rivincita nei confronti di Bob Iger della Disney, che lo scorso giugno lo aveva battuto sul filo di lana pagando 60,6 miliardi di euro per la conquista del pacchetto 21st Century Fox messo in vendita da Murdoch, quando quest' ultimo si era reso conto che era ormai fuori dal grande gioco.

 

LO SCENARIO

21ST CENTURY FOX

Con il controllo di Sky, Comcast diventa la prima delle tradizionali aziende dell'entertainment a chiudere il cerchio dell' intero volume d' affari: dalla produzione di video, film e materiali televisivi, alla distribuzione, con una pluralità di piattaforme che vanno dai canali televisivi negli Usa all'Internet, e ora anche una rete europea presente in cinque paesi con 23 milioni di spettatori paganti.

 

Lo sforzo di trasformazione per arrivare a questo punto è stato enorme, a partire dalla distanza che separava tradizionalmente le aziende che operavano in tutti questi settori. Ma in tempi di alta tecnologia, la stessa ampiezza di presenza è oggi garantita ai nuovi giganti come Google, Netflix, Amazon, che l' hanno conquistata con relativamente poca fatica facendo il percorso inverso: dal web al cinema e alla televisione.

 

Murdoch e la sua famiglia restano fuori da questo giro di affari, ma non sono certo rimasti a mani vuote. Il gruppo controlla la News Corp che oltre ai giornali britannici della New UK è possessore del Dow Jones & Co. e quindi del Wall Street Journal, e della editrice Harper & Collins. Nel settore televisivo sono presenti in Usa con la potente Fox News e la rete regionale Fox. Inoltre con il possesso del 4% delle azioni Disney, Murdoch è uno dei maggiori azionisti dell'azienda alla quale ha ceduto a luglio gli studi televisivi e i cataloghi della 21st Century, oltre al 31% della stessa Sky.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…