adolfo urso ministero made in italy imprese

FOLLIE ITALIANE: PAGHIAMO PER TENERE IN VITA PER ANNI IMPRESE FALLITE - È IN ALTO MARE IL RIORDINO DELLE PROCEDURE DI AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA CHE RIGUARDANO AZIENDE “DECOTTE” E GARANTISCONO LAUTI COMPENSI AI VARI COMMISSARI – SECONDO IL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, AL 31 MAGGIO 2024, SI CONTANO 385 IMPRESE ANCORA IN LIQUIDAZIONE. E PER 39 GRUPPI LE PROCEDURE SONO IN CORSO DA OLTRE 20 ANNI – I CASI DELL’EX ILVA E DI LA PERLA

Estratto dell’articolo di Carmine Fotina per “il Sole 24 Ore”

 

adolfo urso - ministero del made in italy

Riformare per accorciare i tempi, evitare una lunga e spesso inutile agonia ad aziende sull’orlo del fallimento e, perché no, risparmiare risorse pubbliche. Sono anni che i governi, di qualsiasi estrazione politica, professano l’intenzione di riordinare le procedure di amministrazione straordinaria che tengono in vita decine e decine di imprese decotte e garantiscono lauti compensi a decine e decine di professionisti nella veste di commissari.

 

Il quadro però – a leggere l’ultimo aggiornamento del ministero delle Imprese e del made in Italy, al 31 maggio 2024 - è ancora ipertrofico, con molti casi di procedure che appaiono infinite, iniziate quando le rispettive leggi di riferimento entrarono in vigore - la legge Prodi bis nel 1999 (Dlgs 270) e il decreto Marzano a fine 2023 (Dl 347) - e oggi ancora, di fatto, aperte.

 

IMPRESE ITALIANE IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA - IL SOLE 24 ORE

[…]  Le singole società ammesse sono state finora 635 (rispettivamente 365 e 270).  Ma ciò che colpisce è soprattutto il numero delle società che risultano ancora in fase di liquidazione, 385 di cui 234 in virtù della Prodi bis e 151 sulla base del decreto Marzano. In pratica, oltre il 60% del totale. La procedura si è chiusa invece per 71 società nel primo caso e 87 nel secondo. I fallimenti sono, rispettivamente, 55 e 1.

 

Di contro, le società che risultano in esercizio di impresa sono solo cinque con la Prodi bis e 31 con la Marzano. Si tratta di imprese riconducibili a dieci gruppi. I più noti sono Ilva e Acciaierie d’Italia (nota a sua volta come ex Ilva), commissariate con la Marzano così come Piaggio Aero Industries, Blutec, Condotte d’Acqua. E poi, in base alla Prodi bis, anche Abramo, Istituto di vigilanza Ancr, Fimer e Work Service, La Perla.

 

Le tabelle del ministero consentono di ricostruire anche una statistica delle amministrazioni più lunghe, quelle che sembrano non vedere mai il traguardo. Su 137 procedure di gruppi aziendali della Prodi bis, 36 sono in corso da almeno 20 anni, 87 da almeno 15 anni e 115 da almeno 10 anni.

 

parmalat

La velocità di esecuzione non sembra molto diversa nel caso del decreto Marzano, pur con la dovuta proporzione dei numeri. Qui, su 31 procedure di gruppi di impresa, 12 si trascinano da almeno 15 anni e 21 da almeno dieci anni. Un posto nella storia se lo sono guadagnate la vicenda Parmalat, con quattro società su 70 che risultano in amministrazione straordinaria dopo 21 anni, e Bongioanni con 14 su 21 dopo 24 anni. […]

 

 

[…] il caso dell’azienda di lingerie La Perla, tra i più recenti esempi di un marchio made in Italy che scivola inesorabilmente verso l’amministrazione straordinaria, ha riaperto il dibattito su possibili modifiche legislative. Già in diverse occasioni precedenti, ne aveva parlato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, facendo riferimento a un riassetto da mettere a punto in tandem con il ministero della Giustizia.

 

ex ilva di taranto - acciaierie d italia

Alcuni parziali interventi, in verità, sono stati introdotti nel Dl sulle procedure di amministrazione straordinaria per le imprese a carattere strategico - quello varato d’urgenza per salvare l’ex Ilva nel pieno dello scontro con ArcelorMittal - ma appaiono per ora ritocchi non risolutivi. Il decreto legge ha stabilito tra l’altro che, nei casi di programma di cessione dei complessi aziendali interamente portato a termine nei tempi, il commissario straordinario possa chiedere al tribunale la conversione dell’amministrazione straordinaria in liquidazione giudiziale o, per le start-up innovative, in liquidazione controllata.

 

ARCELORMITTAL 1

Sul tourbillon degli incarichi, invece, al momento fa fede una direttiva ministeriale replicata quasi integralmente nel 2023 da Urso dopo quella pubblicata nel 2021 dal suo predecessore Giancarlo Giorgetti. Ogni anno si apre una procedura di candidatura online per ricoprire gli incarichi di commissario giudiziale, commissario straordinario, presidente e membro dei comitati di sorveglianza delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.

 

E i professionisti precedentemente iscritti sono tenuti a presentare una nuova domanda per restare negli elenchi. Il tentativo è stato anche quello di arginare le prestazioni lunghe quasi una carriera. [...]

protesta dei dipendenti di la perlaprotesta dei dipendenti di la perla 4

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!