gas israele libano

IL GAS METTE D'ACCORDO TUTTI L’INTESA TRA LIBANO E ISRAELE SUI CONFINI MARITTIMI PERMETTERA' DI ESTRARRE DAI FONDALI DEL MEDITERRANEO 8MILA METRI CUBI DI GAS ALL’ANNO. LA PRODUZIONE PRENDERA' IL VIA NEL GIRO DI POCHE SETTIMANE – UN’OTTIMA NOTIZIA NEL MOMENTO IN CUI L'EUROPA HA UN BISOGNO DISPERATO DI METANO – E L'ACCORDO TRA BEIRUT E TEL AVIV PUO' DARE UN IMPULSO ALLA COSTRUZIONE DELL’EASTMED, IL GASDOTTO CHE PUNTA A COLLEGARE IL BACINO DI LEVANTE ALLA COSTA PUGLIESE...

 

1 – ISRAELE: GABINETTO SICUREZZA VOTA A FAVORE INTESA COL LIBANO

Yair Lapid

(ANSA) - Il Gabinetto di sicurezza israeliano ha votato a favore dell'avanzamento dell'intesa sui confini marittimi e lo sfruttamento del gas con il Libano presentata dal premier, Yair Lpaid. L'intesa è stata votata all'unanimità - compreso il premier predecessore, Naftali Bennett - eccetto l'astensione del ministro dell'interno Ayelet Shaked. Ora l'intesa sarà sottoposta all'esame dell'intero governo con il premier che ne ha sollecitato una rapida approvazione con il successivo passaggio alla Knesset.

 

2 – STORICA INTESA SUL GAS TRA ISRAELE E LIBANO

Sissi Bellomo per “Il Sole 24 Ore”

ISRAELE LIBANO GAS

Un accordo davvero storico, raggiunto nel nome del gas: Israele e Libano, dopo anni di trattative mediate dagli Stati Uniti, hanno trovato un compromesso sulla demarcazione dei confini marittimi. È solo una pax energetica tra due Paesi che tecnicamente sono ancora in guerra (quello siglato nel 2006 è solo un cessate il fuoco, non un trattato di pace). Ma è comunque un primo passo verso relazioni più distese, anche se i toni restavano minacciosi ancora lo scorso weekend, quando sembrava che per l’ennesima volta l’intesa fosse saltata. Ed è senz’altro un passo importante per l’ulteriore sviluppo delle risorse di idrocarburi del Bacino di Levante, in un momento in cui l’Europa ha fame di gas e i prezzi corrono.

 

ISRAELE LIBANO

Anche la Casa Bianca – in difficoltà su altri fronti energetici – si è felicitata, sottolineando attraverso un comunicato che «l’energia, in particolare nel Mediterraneo Orientale, dovrebbe servire come strumento di cooperazione, stabilità, sicurezza e prosperità». Il premier israeliano Yair Lapid ha dichiarato che lo «storico risultato» delle trattative con il Libano «inietterà miliardi nell’economia del Paese» e ne rafforzerà la sicurezza «assicurando la stabilità della frontiera settentrionale», mentre un portavoce del presidente libanese Michel Aoun ha evidenziato che Beirut con quest’accordo «preserva i diritti sulle sue ricchezze naturali».

 

joe biden in israele yair lapid

L’intesa – che definisce anche la ripartizione tra i due Paesi delle royalties per gli idrocarburi estratti – dev’essere ancora formalizzata, anche con un passaggio parlamentare in Israele (dove peraltro ci saranno elezioni politiche il 1° novembre). Ma sul fronte del gas si osserva già un primo impatto, praticamente in tempo reale: la compagnia greca Energean, già in fase avanzata di sviluppo del giacimento Karish, in acque fino a ieri contese al largo di Haifa, ha dichiarato che potrà avviare la produzione nel giro di qualche settimana. A regime saranno 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

 

Quanto al Libano, afflitto da una grave crisi economica e da blackout ricorrenti, si ripromette di accelerare le trivellazioni cominciando dal giacimento di Kana, poco distante da Karish, dove si avvale della partnership di TotalEnergies. Anche Eni – tra i protagonisti nel Mediterraneo Orientale, con le scoperte in Egitto e a Cipro – è presente in Libano, dove nel 2018 si è aggiudicata licenze esplorative per i blocchi offshore 4 e 9, situati proprio nella zona oggetto degli accordi.

 

yair lapid naftali bennett

L’intesa tra Beirut e Tel Aviv potrebbe anche dare ulteriore impulso alla costruzione dell’EastMed: il gasdotto promosso da Igi Poseidon (jv Edison-Depa) che punta a collegare il Bacino di Levante alla costa pugliese, aprendo un’ulteriore rotta utile a sostituire il gas russo. La situazione si è però complicata nelle acque intorno a Cipro: solo la settimana scorsa la Turchia ha firmato un altro accordo, con uno dei due governi rivali libici – quello di unità nazionale, guidato da Abdul Hamid Dbeibah – per collaborare in attività di ricerca di petrolio e gas in aree marittime che il diritto internazionale attribuisce alla Grecia.

 

 

 

 

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