vaccino coronavirus

GET UP, START UP! – LA CORSA AL VACCINO PER IL CORONAVIRUS FARÀ LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE NON SOLO DI MIGLIAIA DI PERSONE, MA ANCHE DI UNA MANCIATA DI SOCIETÀ BIOTECH CHE VELEGGIANO IN BORSA CON VALUTAZIONI MILIARDARIE MA PERDONO UN SACCO DI QUATTRINI – INOVIO, MODERNA E LE ALTRE: È LO STESSO COPIONE VISTO CON LA BOLLA DELLE DOT.COM

 

 

Fabio Pavesi per www.affaritaliani.it

 

inovio

Farà la differenza tra la vita e la morte, ma farà anche la differenza tra un successo esplosivo e un crac irrimediabile. La corsa al nuovo vaccino per il Coronavirus vede in lizza soprattutto società biotech quotate al Nasdaq. Ma ironia della sorte sono società zombie che veleggiano in Borsa a valutazioni miliardarie a fronte di ingenti perdite. Pare un paradosso ma non è così. La sconfitta del virus più che legata ai solidi forzieri di Big Pharma è affidata a delle start up che finora hanno solo bruciato risorse.

 

INOVIO VALE 1,2 MILIARDI IN BORSA MA MAI IN UTILE

moderna pharma

È il caso di Inovio Pharmaceuticals che lunedì ha annunciato il via alla sperimentazione su 40 volontari sani del suo vaccino anti-Covi19 l’Ino-4800. Ci si aspetta, dato l’immane compito, di avere a che fare con un’azienda capace di fronteggiare la sfida. In realtà Inovio gioca tutta sé stessa in questa sfida. La società quotata al Nasdaq non ha di fatto ricavi.

 

novavax 1

Nel 2019 la società di Plymouth, in Pennsylvania, ha fatturato solo 4 milioni di dollari, quasi azzerati sull’anno precedente. Solo di costi operativi ha spesato però 111 milioni di dollari portando così il risultato finale a una perdita in conto economico per l’intero anno scorso a 119 milioni di dollari. Non che negli ultimi anni sia andato poi meglio. Inovio non ha mai fatto un dollaro di utile. Al contrario è una sequela di continue perdite.

 

studi per il vaccino del coronavirus

Tra il 2015 e il 2019 i costi nella ricerca hanno fatto cumulare perdite per un totale di 396 milioni di dollari. In crescendo anno su anno. E di fatto i ricavi pur ponendosi in media sui 40 milioni l’anno nulla hanno potuto a fronteggiare i costi. Di fatto Inovio ha bruciato capitale per oltre 700 milioni di dollari dal 2015 al 2019. Aveva a fine 2019 patrimonio netto per soli 5 milioni, ha cassa per 89 milioni ma un fabbisogno finanziario solo per il primo trimestre 2020 per 208 milioni.

 

bill gates

Inovio ha ricevuto contributi per il nuovo vaccino per soli 5 milioni di dollari dalla Fondazione di Bill Gates e altri 9 milioni dal Cepi, l’organizzazione no profit che raccoglie oltre a Gates, privati e Governi per finanziare lo sviluppo di vaccini contro le epidemie.

 

novavax 2

Per stare in piedi e tagliare il traguardo finale è poca cosa. Per rimediare Inovio cosa fa? Vende sul mercato le proprie azioni per fare cassa. Tra gennaio e marzo di quest’anno ha venduto sul Nasdaq suoi titoli per 43 milioni di azioni a un valore di poco meno di 5 dollari per azioni portando così in cassa 208 milioni di dollari.

 

bill e melinda gates

Già perché se i conti di Inovio ballano sul filo del rasoio, in Borsa la società vale miliardi. Per l’esattezza 1,2 miliardi di dollari è il valore che il mercato attribuisce alla start up biotech finanziata da Gates. Una cifra astronomica per una società che perde in media 100 milioni l’anno e che quando va bene fa ricavi per 40 milioni.

 

BOLLA GIA' VISTA AI TEMPI DELLE DOT.COM

 

BILL GATES TED TALKmoderna casa farmaceuticacoronavirus ricerca vaccino

Vista così sembra di tornare all’epopea prima effervescente poi tragica delle dot.com. Si compravano a piene mani azioni legate a Internet in forte perdita solo sulle aspettative di poderosi guadagni in futuro. Una su mille ce l’ha fatta. Le altre hanno disilluso le speranze fallendo. Il copione si sta ripetendo ora con le stesse modalità sui titoli biotech che lavorano per il vaccino anti-Covid. Si scommette sulla scoperta straordinaria che porterà fior di utili alle Inovio di turno. Che non sia un caso lo dimostra l’andamento analogo delle altre in lizza per il vaccino del Secolo.

vir biotech

 

MODERNA E LE ALTRE

 

Moderna è l’altro titolo in corsa per la nuova cura. Anch’essa quotata al Nasdaq la società Usa è schizzata da febbraio a ieri da 18 dollari e 32 dollari per azione sugli annunci dello sviluppo del vaccino ed oggi vale 10,6 miliardi di dollari. Ma anche qui il divario con la realtà economica aziendale attuale è immenso. Moderna nel 2019 ha più che raddoppiato le sue perdite strutturali portando il rosso di bilancio a mezzo miliardo di dollari dai 216 milioni sempre di perdite del 2016. Dal 2016 al 2019 ha cumulato un deficit di conto economico di oltre 1,4 miliardi. Nel 2019 il fatturato è stato di soli 60 milioni. In Borsa varrebbe quasi 200 volte i ricavi. Se il vaccino non dovesse raggiungere la commercializzazione saranno guai per i suoi azionisti che hanno fatto la scommessa azzardata della vita.

novavax

 

Un’altra start up che ha raccolto le scommesse del mercato è Vir Biotech. In Borsa è arrivata a valere oltre 3 miliardi di dollari con soli 8 milioni di ricavi nel 2019 e una perdita monstre sui ricavi per 174 milioni di dollari. Nel drappello della grande sfida ecco anche Novavax, anch’essa finanziata da Cepi e che ha annunciato di recente la sperimentazione anti-Covid. Il copione è lo stesso: ricavi per soli 18 milioni nel 2019; in perdita cronica dal 2015. Archiviato il 2019 con un buco di 132 milioni, ma in Borsa è volata sugli annunci e vale 885 milioni di dollari.

inovio 2

 

In fondo nella battaglia gigantesca per salvare vite la contesa vede in campo aziende fallite. Che possono solo sperare che il loro vaccino arrivi sul mercato a produrre quei ricavi (e quegli utili) che giustificherebbero le valutazioni astronomiche che il mercato gli assegna. Una grande triste e un po' cinica, bolla finanziaria sulla pelle delle persone.

moderna vir biotech 2coronavirus ricerca vaccinovaccino coronavirus 1vaccino coronavirusvaccino coronavirus

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…