ucraina ursula von der leyen vladimir putin

IMMUNITÀ DAL GREGGIO RUSSO - LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, URSULA VON DER LEYEN, ANNUNCIA: “STIAMO LAVORANDO A SANZIONI AGGIUNTIVE CHE INCLUDANO IL PETROLIO”. STOP ALL’IMPORT DI CARBONE DA MOSCA E DIVIETO DI ACCESSO AI PORTI EUROPEI PER NAVI E TIR. MA NON SARÀ TOCCATO IL GAS, CHE SAREBBE LA VERA “ARMA NUCLEARE” (A DOPPIO TAGLIO): E IL RUBLO INFATTI SI STA RIVALUTANDO, PERCHÉ IL CREMLINO OBBLIGA GAZPROM E ROSNEFT A COMPRARLO…

VON DER LEYEN

1 - VON DER LEYEN, LAVORIAMO A STOP IMPORT PETROLIO RUSSO

(ANSA) - "Con il quinto pacchetto non abbiamo finito. Stiamo lavorando a sanzioni aggiuntive che includano il petrolio e stiamo riflettendo su alcune proposte presentate dai Paesi membri come il tassare" l'import di energia dalla Russia o lo stabile "canali di pagamento specifici come dei depositi bloccati.

 

Assumere una posizione chiara non è cruciale solo per l'Europa ma per tutto il mondo. Le atrocità commesse a Bucha e in altre aree non resteranno senza risposta, i colpevoli non resteranno impuniti". Lo afferma la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen annunciando nuove sanzioni contro Mosca.

 

putin ursula von der leyen

2 - UE, 'PORTI EUROPEI VIETATI A MOSCA, STOP ANCHE A TIR RUSSI

(ANSA) - Stop all'import di carbone dalla Russia, che vale 4 miliardi di euro l'anno e divieto di accesso ai porti europei per le navi di Mosca o comunque appartenenti a compagnie russe con alcune eccezioni riguardanti il trasporto di prodotti alimentari, aiuti umanitari e energia. Sono due dei sei pilastri del quinto pacchetto di sanzioni preparato dalla Commissione Ue e illustrato dalla presidente Ursula von der Leyen. Anche per le compagnie di trasporto su strada russe e bielorusse sarà vietato l'accesso in Ue. Tra le misure ulteriori divieti all'export di prodotti verso la Russia, tra i quali i semiconduttori avanzati.

 

VLADIMIR PUTIN E IL GAS

3 - VON DER LEYEN,'STOP TRANSAZIONI CON 4 BANCHE CHIAVE RUSSE'

 (ANSA) - Stop totale alle transazioni riguardanti quattro banche chiave russe", tra le quali la Vtb, secondo più importante istituto del Paese.

 

E' quanto prevede il quinto pacchetto di sanzioni Ue annunciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Le 4 banche, spiega von der Leyen, "rappresentano il 23% del mercato del settore bancario russo e andranno a indebolire ulteriormente il sistema bancario" di Mosca.

GASDOTTI RUSSI

 

4 - VON DER LEYEN,CON SANZIONI STOP SCAPPATOIE PER MOSCA E MINSK

(ANSA) - Nel quinto pacchetto di sanzioni sono previsti ulteriori specifici divieti all'import di prodotti russi, dal valore di 5,5 miliardi di euro. Il divieto riguarderà prodotti come cemento, legno, prodotti ittici, liquori. Lo annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen spiegando che, con queste nuove misure "saranno chiuse le scappatoie tra Russia e Bielorussia".

 

5 - VON DER LEYEN, CON SANZIONI STOP EXPORT A MOSCA DA 10 MLD

(ANSA) - Il quinto pacchetto di sanzioni va a colpire l'export dall'Ue alla Russia per un valore complessivo di "10 miliardi". Lo annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen sottolineando che i divieti colpiranno prodotti innanzitutto tecnologici, diretti in "aree in cui la Russia è vulnerabile". "Continueremo a degradare la capacità tecnologica e industriale della Russia", ha aggiunto.

 

emmanuel macron ursula von der leyen

TASSA SUL GREGGIO DI MOSCA O CONTI VINCOLATI ALLA PACE COSÌ LA STRETTA SUL CREMLINO

Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

C'è qualcosa di strano quando il pacchetto di sanzioni più duro mai deciso su una grande economia produce, in apparenza, un'eterogenesi dei fini. Quando un mese dopo il blocco delle riserve della banca centrale il rublo prima crolla del 45% sull'euro, poi torna a un soffio da dov' era prima della guerra.

 

C'è qualcosa d'imprevisto quando all'embargo che avrebbe dovuto mettere in ginocchio l'industria russa rischia di seguire un raddoppio, in volume finanziario, delle sue esportazioni. Oppure quando un default delle scadenze di debito in dollari, sempre annunciato, per il momento non arriva .

mario draghi ursula von der leyen

 

Banche e trasporti

Tutto questo ha spiegazioni razionali naturalmente, che gli sherpa europei avevano presenti quando si sono riuniti domenica sera con le immagini di Bucha ancora negli occhi. Era la seconda volta che si vedevano in due giorni. Sempre a inseguire, sempre a ritoccare e rafforzare il pacchetto di sanzioni come chi sa che non basta, ma non riesce ad andare più lontano se non un passetto per volta.

 

gazprom

Sabato nella lista sono entrate misure sui trasporti e nuove banche russe (ma ancora non Sberbank, la maggiore, perché Berlino si oppone).

 

Ma neanche questo basta a aggiustare ciò che non funziona e il motivo è evidente.

Il rublo si rivaluta perché il Cremlino obbliga i colossi del gas e del petrolio, Gazprom e Rosneft, a comprarlo con i loro ricavi da almeno 30 miliardi al mese. Anche il fatturato da export è parte della stessa dinamica.

 

ROSNEFT

Nel 2020 la Russia aveva esportato prodotti nel mondo per 330 miliardi di dollari, di cui le fonti fossili rappresentavano circa la metà. Ma ora che la stessa guerra di Vladimir Putin contribuisce a far salire i prezzi, gli idrocarburi da soli potrebbero fruttare alla Russia tanto quanto tutte le esportazioni di due anni fa, o anche più: nel 2022 circa cento miliardi di dollari il petrolio, 200 miliardi di euro il gas, 40 il carbone. Oltre naturalmente i proventi da alluminio, ferro, rame, nickel, oro, platino per almeno altri 60 miliardi di dollari. E altri 15 dai cereali, dato che nessuno di questi prodotti è sotto sanzioni e tutti hanno prezzi sospinti al rialzo dal rombo dei cannoni.

PUTIN

 

La guerra, per Putin, è un affare. Di qui le nuove sanzioni che si stanno mettendo a punto a Bruxelles per erodere le grandi entrate del Cremlino. Non sarà facile, se si vogliono superare i timori dei governi - Germania in primis - e contenere il trauma per l'economia europea. Dunque per ora non si sta lavorando sulle forniture di gas, ma sul carbone e sul petrolio.

 

Sul primo dei due la scelta è quasi brutale: convincere il più grande consumatore europeo a rinunciarci; il governo di Berlino e l'industria tedesca devono decidere se sostituire il carbone russo con quello più costoso, per esempio, dell'Australia . Il doppio meccanismo Ma è sul petrolio che si preparano le maggiori sorprese, perché i tecnici di Bruxelles studiano due diversi meccanismi in vista dell'incontro degli ambasciatori dei 27 Paesi domani. Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione, li apprezza entrambi.

 

vladimir putin

Il primo ricalca quanto fatto con le sanzioni all'Iran e prevede i pagamenti per il petrolio in un conto vincolato (« escrow account »): Teheran può accedervi solo se porta il suo programma nucleare sotto il controllo internazionale; Mosca invece potrebbe avere i fondi solo ritirandosi dall'Ucraina o accettando una tregua credibile. L'altro meccanismo allo studio a Bruxelles è più delicato, dato che il 25% del petrolio presente in Europa viene dalla Russia.

 

Ma tenta di più la squadra di von der Leyen, perché sembra più strategico. In base ad esso si fisserebbe una tariffa sull'importazione del greggio di Mosca: per esempio, del 10%. I produttori russi non sarebbero in grado di alzare il prezzo di vendita oltre le quotazioni internazionali, perché in quel caso i compratori europei potrebbero rivolgersi all'offerta più conveniente del Golfo o della Nigeria.

 

putin gas

Dunque la Russia dovrebbe subire in pieno l'impatto della tariffa - pagandola senza alzare i prezzi di vendita - ed essa salirebbe nel tempo con il prolungarsi dell'invasione o l'evidenza di nuove atrocità in Ucraina. La tassa modulabile sul greggio diventerebbe uno strumento di pressione dell'Europa su Mosca. I proventi - forse 5 miliardi nel 2022 - potrebbero compensare le imprese europee colpite dallo choc energetico. Sempre che tutti a Bruxelles accettino, pur di frenare Putin, di affrontare qualche rischio. Anche i negoziatori di Berlino .

le vie del gas russoputin ursula von der leyen

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