francesco gaetano caltagirone giancarlo giorgetti generali giovanbattista fazzolari

“CALTA” CANTA – IL DDL CAPITALI, APPROVATO IERI AL SENATO, SARÀ ANCHE STATO ANNACQUATO E DEPURATO DAL COSIDDETTO “EMENDAMENTO CALTAGIRONE” BY FAZZOLARI, MA RISCHIA DI DECIMARE LE LISTE DEL CDA. A PARTIRE DAL 2025 DOVRANNO ESSERE APPROVATE DAI DUE TERZI DEL CONSIGLIO USCENTE, E I CANDIDATI SARANNO VOTATI UNO PER UNO. LA RIPARTIZIONE AVVERRÀ IN PROPORZIONE AI VOTI DI CIASCUNA LISTA. LA RIFORMA NON AVRÀ EFFETTO SU MEDIOBANCA (L’ASSEMBLEA È SABATO), MA SU GENERALI…

1. VIA LIBERA AL DDL CAPITALI IN SENATO PIÙ PESO AI SOCI DI MINORANZA PD, 5 STELLE E IV-AZIONE ASTENUTI

Estratto dell’articolo di F. Sp. per “La Stampa”

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni

Sarà un caso, ma proprio alla vigilia dell'assemblea che sabato, a Mediobanca, vedrà sfidarsi a colpi di voti la lista del consiglio e quella (di minoranza) del primo socio Delfin, il Senato approva il disegno di legge sugli «Interventi a sostegno della competitività dei capitali».

 

Il piatto forte? Proprio un ridisegno delle cosiddette "liste dei cda", i candidati proposti dai consiglieri uscenti che finora bene hanno funzionato laddove c'è un azionariato a capitale diffuso mentre più di una frizione hanno cagionato in contesti in cui ci sono soci forti che vogliono contare: è accaduto un anno fa alle Generali con la lista di Caltagirone che ha insidiato la riconferma dell'ad Philippe Donnet, il copione si va ripetendo, con variazioni sul tema, in questi giorni a Piazzetta Cuccia.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PHILIPPE DONNET

Il sì del Senato del ddl Capitali giunge con 78 voti a favore, nessun «no», e l'astensione di 68 senatori tra Pd, M5S, Iv-Azione, Avs. E ora il provvedimento […] passerà alla Camera dove non sono attese modifiche, al punto che l'intenzione del governo […] è […] di chiudere la questione entro l'anno.

 

La riforma […] vede la luce e promette di decimare le liste dei cda. Queste dovranno essere presentate dai due terzi dei consiglieri. E non saranno più dei pacchetti "prendere o lasciare": i candidati, presentati in numero di un terzo superiore alle seggiole, dovranno essere votati uno ad uno. Passa solo chi prende più voti. Le minoranze, anziché le 2-3 seggiole ora riconosciute, avranno un peso proporzionale, il che cambierà gli assetti di molti cda. La riforma scatterà dal 2025: nessun effetto dunque su Mediobanca, dove Delfin punta però ad anticiparla a colpi di voti per avere 5 consiglieri di minoranza, anziché i 2 da statuto.

 

FRANCESCO MILLERI

Grande banco di prova saranno le Generali, dove la lista del cda potrebbe perdere appeal. Poi, più avanti, toccherà a tutti gli altri, come Tim o Unicredit. Il governo, con la legge, riceverà anche la delega per riformare il Testo unico della finanza, ma esecutivo e relatori hanno più volte chiarito che quanto già normato nel ddl Capitali non potrà essere oggetto di ulteriori modifiche in tal sede. […]

 

 

2. DDL CAPITALI, SÌ DEL SENATO AL VOTO MULTIPLO. L’EFFETTO SU GENERALI

Estratto dell’articolo di Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI GIANCARLO GIORGETTI

[…] Il Ddl Capitali prevede che i soci leali nel tempo possano arrivare a ottenere fino a 10 voti per azione nell’arco di un decennio. A garanzia delle minoranze, il sistema dovrà esser introdotto nello statuto e gli azionisti contrari potranno esercitare il recesso in caso di maggiorazione superiore ai due voti.

 

Stabilizzando gli assetti proprietari, la norma mira a favorire le aggregazioni e a evitare la fuga di altre aziende familiari verso l’Olanda, diventata sede di grandi gruppi italiani come Campari e Mediaset. Potrebbe però tornare utile anche ai fini delle privatizzazioni, consentendo al governo di scendere nel capitale delle partecipate senza perderne il controllo. Se adottato per statuto, infine, il voto maggiorato potrebbe spostare gli equilibri in società cruciali quali Mediobanca e Generali […].

 

francesco gaetano caltagirone

E a proposito sempre di Generali e Mediobanca, a partire dal 2025 la lista del cda dovrà essere approvata dai due terzi del consiglio uscente e contenere una rosa di componenti pari al numero da eleggere aumentato di un terzo, in modo da consentire all’assemblea di votare uno per uno i candidati. La ripartizione dei consiglieri avverrà in proporzione ai voti di ciascuna lista, con soglia di sbarramento al 3% e riserva del 20% del cda alle minoranze. […]

FRANCESCO MILLERI LEONARDO DEL VECCHIO GIANCARLO GIORGETTI GIORGIA MELONI francesco gaetano caltagirone

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)