john elkann sergio marchionne

LA LETTERA DI UN FORNITORE DI FIAT A JOHN ELKANN: ‘PERCHÉ NON VI SIETE OPPOSTI ALL’INVESTOR DAY IMPOSTO DA MARCHIONNE? PERCHÉ DOBBIAMO ASPETTARE APRILE 2019 PER CONOSCERE IL NOME DEL NUOVO CEO? ABBANDONARE I SEGMENTI B, C, WAGON E GRANDI BERLINE DENUNCIA IL FALLIMENTO DELLA GESTIONE MARCHIONNE E METTE IN SERIO PERICOLO IL FUTURO DELLE FABBRICHE ITALIANE E L’INDOTTO. IL PROSSIMO CEO DEVE ESSERE…’

 

Lettera di un fornitore di FCA a www.lettera43.it

MARCHIONNE ED ELKANN ALLA QUOTAZIONE FERRARI

 

Ingegner John Elkann,

sono un fornitore di Fiat Chrysler Automobiles e mi rivolgo a lei nella sua qualità non solo di presidente del gruppo anglo-olandese Fca, ma soprattutto di Exor. Molto sinceramente, più si avvicina il primo giugno e meno si capisce perché lei e i consiglieri di amministrazione non vi siate opposti all’Investor Day voluto (imposto?) dal Ceo Sergio Marchionne che si terrà a Balocco. Ma soprattutto perché si debba aspettare aprile 2019 per conoscere il nome del nuovo Ceo che subentrerà a Marchionne (leggi anche: come cambia la Fca col nuovo piano industriale).

 

Sia chiaro, come minuscolo azionista di Fca-Cnh Industrial-Ferrari, mi inchino davanti alla maestria di Marchionne, uomo che va a nozze con i numeri e negoziatore fenomenale. Borsa e finanza giocano un ruolo rilevante come ci ricordano i media economici e i garruli analisti finanziari. Forse, un costruttore di automobili va valutato anche se non soprattutto per i suoi prodotti, la qualità, l’ingegneria, le fabbriche, l’indotto e la rete commerciale. Da esponente del mondo dell’indotto industriale e dei servizi, se osservo lo stato della gamma dei prodotti offerti oggi e quelli futuri, sono a dire poco perplesso.

marchionne grande stevens john elkann

 

Dopo appena quattro anni, come non pensare che Fca, acronimo di Fiat Chrysler Automobiles, sembra destinata a seguire la sorte del primo acronimo dell’azienda fondata a Torino nel 1899? Come noto, Fiat, Fabbrica Italiana Automobili Torino, scomparve nel 1906 a seguito della liquidazione e rifondazione della società senza i soci originali. Da fornitore, appare evidente che i marchi Fiat e Chrysler, insieme con Lancia, Abarth, Srt, Dodge, Fiat Professional, hanno un futuro meschino.

 

Abbandonare i segmenti B, C, wagon e grandi berline denuncia il fallimento della gestione Marchionne e mette in serio pericolo il futuro delle fabbriche italiane e l’indotto. A Balocco ci sarà l’esaltazione e la glorificazione di uno solo dei tanti obiettivi stamburati il 6-7 maggio 2014, ovvero l’azzeramento dei debito.

 

sergio marchionne john elkann

Il perseguimento di questo obiettivo ha provocato una carestia di investimenti in Europa, l’allungamento del ciclo vita di numerosi modelli compresi quelli concepiti durante la stagione DaimlerChrysler (Chrysler 300, brevemente e senza successo etichettata Lancia Thema, Dodge Challenger, Charger, Durango, Gran Caravan, Journey, in Italia per qualche tempo ribatezzata Freemont, e Jeep Grand Cherokee) e il rinvio di nuovi veicoli targati Alfa Romeo e Maserati. Senza dimenticare che nuovi prodotti (Dodge Dart, Chrysler 200 e SRT Viper) hanno avuto vita irta di spine e sono morti prematuramente.

 

 

Sempre dal punto di vista del prodotto, in questi 14 anni, ci sono almeno due elementi di grande costanza: la incorporea presenza in Asia dove Jeep continua ad arrancare, mentre i brand del gruppo Fca continuano a piazzarsi negli ultimi posti delle classifiche annuali della rivista dei consumatori statunitensi Consumer Reports e dell’agenzia JD Power, che misurano gli standard di affidabilità delle auto nuove e di quelle aggiornate e il tasso di gradimento dei clienti.

sergio marchionne Harald Wester e john elkann

 

Giusto puntare sui marchi premium e modelli alto di gamma perché il guadagno è più alto, ma a condizione che la qualità delle autovetture sia elevata e le dotazioni dei modelli siano comparabili con la migliore concorrenza. Allarma quindi registrare che si deve ricorrere regolarmente alla cassa integrazione negli stabilimenti di Cassino, Mirafiori e Grugliasco pur in presenza di modelli nuovi o quasi nuovi (Alfa Stilo e Giulia e Maserati Levante e Ghibli).

 

 

Un altro fenomeno inquietante che l’attuale dirigenza di Fca non è riuscita a risolvere è la cannibalizzazione tra i brand. Difficile portare al successo due modelli di marchi diversi appartenenti allo stesso segmento. Dove per successo si intende anche conquistare clienti della concorrenza.

ELKANN E MARCHIONNE

 

Ingegner Elkann, credo sia chiaro a tutti che si è inesorabilmente chiuso un ciclo. Perché non prenderne atto fino in fondo e nominare subito un nuovo Ceo che abbia familiarità con il prodotto auto affidandogli tutte le deleghe? Fca deve trovare un acquirente, perché non ha i volumi e le tecnologie che le consentano di proseguire da sola. Un’operazione che Marchionne non può portare avanti per la mancanza di interlocutori disponibili a sedersi al tavolo con lui. Lo sanno tutti, anche se si limitano a bisbigliarlo. Almeno fino al primo giugno.

 

Cordialmente.

 

ANDREA AGNELLI MARCHIONNE ELKANN ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA SERGIO MARCHIONNE E JOHN ELKANN FOTO LA PRESSE

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…