OPA CHE SA DI OCA – TORNANO A CIRCOLARE VOCI DI UN'OPA DI CDP SU TIM E IL TITOLO VOLA. MA E' SOLO BASSA SPECULAZIONE PERCHE', A PARTE IL DENARO NECESSARIO CHE CDP NON HA IN CASSA, PRIMA BISOGNA TRATTARE CON BRUXELLES DOVE C'E' UN COMMISSARIO ALLA CONCORRENZA CHE VUOLE DEI COMPETITOR -   IL “PIANO MINERVA” DI BUTTI: UN’OPA COLLETTIVA PER ARRIVARE AL DELISTING DI TIM, SPACCHETTARE I SERVIZI E DARE A CDP LA RETE…

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ALESSIO BUTTI GIORGIA MELONI ALESSIO BUTTI GIORGIA MELONI

Francesco Spini per “La Stampa”

 

Tira aria di grandi manovre su Tim. L'avvento del governo Meloni sta creando aspettative sul mercato di un possibile cambio di rotta nella strategia per arrivare alla rete unica.

 

Tornano in particolare voci di un'Opa sulla società, in linea con quelli che sarebbero i contenuti del «piano Minerva», il progetto messo a punto da Fratelli d'Italia e in particolare da Alessio Butti, che ieri ha giurato come nuovo sottosegretario all'Innovazione tecnologica.

 

PIETRO LABRIOLA PIETRO LABRIOLA

Fatto sta che da metà ottobre il titolo (+1,54% ieri, a 21,15 centesimi) ha recuperato oltre il 20%. Tra le ipotesi che circolano c'è anche quella di un'operazione "torpedone", con a bordo un po' tutti i grandi protagonisti della partita della rete. L'idea che rimbalza da alcune indiscrezioni prevederebbe un'Opa collettiva in cui a muovere non sarebbe solo il secondo azionista di Tim (col 9,8%) Cassa depositi e prestiti (un'operazione in solitaria sarebbe ardua, visti i suoi mezzi) ma anche il primo socio (col 23,75%) Vivendi, oltre a fondi come Kkr (azionista di Fibercop, la società della rete secondaria Telecom) e Macquarie (secondo socio di Open Fiber, controllata da Cdp).

 

vincent bollore vincent bollore

L'obiettivo? Arrivare al delisting di Tim. Fuori dalla Borsa, l'ex monopolista avrebbe maggiore agilità di manovra per spacchettare i servizi e dare a Cdp la maggioranza di una rete «wholesale only» (senza i servizi, appunto), come prevede il «piano Minerva» caro alla nuova maggioranza di governo. Al quale, ovviamente, spetterà l'ultima parola.

 

Una giornata, quella di ieri, densa di incontri istituzionali, visto che anche l'ad di Tim Pietro Labriola ha avuto un colloquio con il capo di gabinetto di Palazzo Chigi, Gaetano Caputi. L'incontro è avvenuto dopo l'estensione di un mese rispetto al precedente 31 ottobre dei termini della lettera di intenti di fine maggio per la presentazione di un'offerta da parte di Cdp-Open Fiber di un'offerta non vincolante sulla rete.

DARIO SCANNAPIECO DARIO SCANNAPIECO

 

Il rischio è che diventi l'offerta della discordia: se davvero Cdp non si spingesse oltre i 15 miliardi di valutazione, troverebbe il muro di Vivendi che valuta l'infrastruttura della partecipata almeno 31 miliardi. Di qui il diffondersi delle ipotesi che tagliano la testa al toro: azzerare tutto con un'Opa, portando le discussioni al riparo delle complicazioni della Borsa.

 

Le difficoltà, va detto, non mancherebbero: dal prezzo (che secondo qualcuno dovrebbe fare i conti con i 50,5 centesimi ventilati a suo tempo da Kkr) alla necessità di rifinanziare la montagna dei 30 miliardi di debito lordo di Tim. Nel frattempo, secondo Bloomberg, Tim al cda del 9 novembre sui conti darà il via al processo per cedere una quota di minoranza (fino al 49%) di EnterpriseCo (o TopCo), la costituenda società di servizi per i grandi clienti.

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