pepite oro

ORO ET LABORO - DOPO NOVE ANNI, IL VALORE DELL’ORO SUPERA LA QUOTA DI 1.900 DOLLARI L'ONCIA - IL METALLO PREZIOSO È PERCEPITO COME UNA COPERTURA SU INFLAZIONE E DEBOLEZZA DELLE VALUTE - A PESARE NELLA IPERVALUTAZIONE ANCHE IL BLOCCO DELL'ATTIVITÀ DI ESTRAZIONE, A CAUSA DEL COVID19 - PER ALCUNE SETTIMANE SONO STATI FERMI TRE CENTRI DI RAFFINAZIONE DEL CANTON TICINO CHE DA SOLI ASSICURANO UN TERZO DELL'OFFERTA DI ORO A LIVELLO MONDIALE…

L. Ram.  per “il Messaggero”

 

compro oro 1

Dopo un avvio degli scambi poco mosso, comunque sui livelli massimi da settembre 2011, ieri l'oro ha ripreso la marcia verso l'alto e ha superato per la prima volta in quasi nove anni la soglia di 1.900 dollari. L'oncia è arrivata fino a un massimo di 1.903 dollari, riavvicinandosi al record di 1.921 dollari toccato appunto a settembre 2011. Il metallo prezioso nella settimana guadagna più del 4%, il rialzo maggiore in oltre tre mesi, e si avvia a chiudere in positivo per la settima settimana consecutiva, la serie migliore dal 2011, sostenuto dal calo del dollaro, dalle tensioni politiche internazionali e dai timori sull'economia e la ripresa globale, messa a dura prova dall'emergenza Covid-19.

 

UN BENE-RIFUGIO

compro oro

Tra l'altro, come segnalano gli analisti, l'oro è comunemente percepito come una copertura su inflazione e debolezza delle valute, anche alla luce delle misure di stimolo varate di recente nell'Unione europea e di quelle ulteriori che sono allo studio negli Stati Uniti. Stando agli esperti, il rally dell'oro potrà continuare quest' anno e nel 2021: gli analisti di Ubs, tra i maggiori esperti al mondo delle dinamiche del metallo giallo, hanno alzato le aspettative di breve termine e ritengono che l'oncia possa sfondare la soglia di 2.000 dollari già a settembre.

 

miniera d oro mara in tanzania

Dunque, l'oro funziona ancora quale bene-rifugio. Verso la metà di marzo era sorto qualche dubbio, visto che quando i mercati azionari hanno iniziato a reagire negativamente allo scoppio della pandemia, il suo prezzo al mercato spot di Londra, anziché muoversi verso l'alto, in pochi giorni era calato di quasi il 12%.

 

Nulla di nuovo, in realtà, anche nel 2008, allo scoppio della crisi dei mutui sub-prime, l'oro ebbe una fase iniziale di alti e bassi, con cali del 15-20%, prima di avviare una prolungata fase di rialzo. Alla base di quell'andamento apparentemente anomale c'erano le vendite forzate di molti operatori, soprattutto trader professionisti, che di fronte alle richieste di integrazione dei margini di garanzia sui derivati o più semplicemente per alleggerire la quota investita in previsione del peggio, hanno deciso di ridurre le loro posizioni a partire dalle più liquide, e i contratti future in oro sono per definizione tra i più liquidi sul mercato.

 

lingotti d'oro

IL FIXING DI APRILE

Dal 19 marzo, esaurita quella forte pressione in vendita, il prezzo dell'oro ha però recuperato i valori pre-crisi, tanto che il 14 aprile al fixing pomeridiano di Londra ha riagguantato 1.742 dollari per oncia, una quotazione che non vedeva da otto anni. Tuttavia, la crisi da Covid-19 ha aggiunto un'ulteriore complicazione sul mercato del metallo giallo: la chiusura delle attività produttive e commerciali ha colpito anche l'attività di estrazione, sicché hanno smesso di operare le miniere un po' tutto il mondo, dal Sudafrica al Perù fino alla Russia.

 

LINGOTTI D ORO

Inoltre, per alcune settimane sono stati fermi tre centri di raffinazione del Canton Ticino che da soli assicurano un terzo dell'offerta di oro a livello mondiale. La minore quantità di oro fisico disponibile per la consegna sul mercato dei future Comex ha così determinato il prevalere della domanda che, compressa nelle fasi di maggior tensione sui mercati, ha poi costituito la base del salto cui stiamo assistendo in questi giorni.

 

Va dettp che non solo l'oro brilla in questa fase, da qualche tempo i metalli preziosi hanno infatti forte appeal per gli investitori: basti dire che l'argento (ieri 22,7 dollari) in una settimana è balzato del 17%, il rialzo maggiore dal 1987, mentre gli investimenti in fondi del settore sono stati pari a 3,8 miliardi di dollari, il secondo valore più alto di sempre, come sottolineano gli analisti di Bank of America. Perché questa corsa? «L'argento solo in parte è considerato bene rifugio come l'oro, ma il guadagno è più legato alla crescita globale e alla speranza di una ripresa del settore industriale», si legge in una nota di Citigroup.

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)