cassa integrazione

POI UNO SI CHIEDE PERCHÉ LA GENTE È INCAZZATA: CI SONO 270MILA PERSONE CHE STANNO ASPETTANDO IL PAGAMENTO DELLA CASSA INTEGRAZIONE ARRETRATA! – IN 17.134 NON HANNO MAI RICEVUTO NEMMENO UN EURO. MA CIÒ CHE PIÙ SORPRENDE È L' ENORME MOLE DI GIACENZA DI VECCHIA CIG COVID. CIOÈ DOMANDE CHE GIACCIONO: INVIATE, MA NON ANCORA ESAMINATE DALL'ISTITUTO (LE AZIENDE IN QUESTO CASO NON POSSONO NEMMENO ANTICIPARE LE SOMME)

Valentina Conte per “la Repubblica”

 

conte - cassa integrazione

Il governo ha deciso di prorogare ancora la Cassa integrazione Covid, per altre 6 settimane entro dicembre e 12 settimane da usare entro maggio 2021. La grave crisi sanitaria non consente molte alternative. Ma quanti sono i lavoratori che ancora aspettano il pagamento della Cassa arretrata?

 

Secondo l' Inps 17 mila. In realtà - e qui parliamo di domande già autorizzate e che hanno concluso l' iter, fino a spedire all' Inps l' SR41, il documento con gli Iban - siamo tra un totale di 267.645 beneficiari ufficiali e 402 mila ufficiosi (da altri report interni dello stesso Inps). Numeri che includono anche ottobre. E che corrispondono a circa 100 mila domande.

 

i cartelli nei negozi del centro di roma che rischiano di chiudere 3

Perché questa differenza tra i numeri? I 17.134 lavoratori in attesa, comunicati dall' Inps lo scorso 23 ottobre - di cui 11.412 riferiti a domande arrivate entro settembre - sono lavoratori che non hanno mai ricevuto neppure un pagamento. Ma si sa che la Cig Covid ha supplito al mancato lavoro anche in più di un' occasione da marzo in poi. Uno stesso lavoratore può quindi essere destinatario anche di più bonifici. E il numero di 267.645 "trattamenti" - come li definisce l' Inps - è più ampio delle "teste", dei lavoratori destinatari dei pagamenti. L' Inps però non depura il dato dai doppioni.

cassa integrazione

 

Ma ciò che più sorprende è l' enorme mole di giacenza di vecchia Cig Covid. Qui non parliamo di domande inoltrate dalle aziende, poi autorizzate dall' Inps e completate con l' invio da parte delle imprese dell' SR41. Parliamo di domande che giacciono: inviate, ma non ancora esaminate dall' Istituto (le aziende in questo caso non possono né anticipare le somme, né in alternativa spedire l' SR41 se non sono autorizzate).

 

cassa integrazione

I dati al lordo di ottobre rivelano 170 mila istanze per quasi 1,2 milioni di lavoratori, portando il conto a 270 mila (sommando le 100 mila domande citate prima). Alcune molte vecchie, altre più recenti. Volendo anche scorporare il mese di ottobre, siamo a 117 mila domande per 740 mila lavoratori. Anche qui la precisazione: i lavoratori possono essere anche meno di 740 mila, per il semplice fatto che alcuni tra questi sono destinatari di più di un "trattamento", cioè di più bonifici.

 

Il numero più impressionante riguarda la Cig in deroga: qui aspettano di essere esaminate ancora 27 mila domande (95 mila lavoratori) riferite al primo decreto legge di emergenza, il Cura Italia del 17 marzo che ha introdotto le prime 18 settimane di Cig Covid. Vero è che in quella fase la gestione di questa particolare tipologia di Cassa - a differenza della Cig ordinaria e dei Fis, i Fondi di integrazione salariale, pure loro con pesanti giacenze - era in capo alle Regioni che pasticciarono non poco.

 

coronavirus poverta' 10

Stupisce però che arrivati a novembre ci sia un avanzo di domande così importante. Per restare sempre nell' ambito della Cig in deroga i numeri delle giacenze sono molto alti anche in riferimento ai decreti successivi (Rilancio e Agosto), quando la gestione fu tolta alle Regioni per passare all' Inps: 67 mila domande in attesa (229 mila beneficiari). Se poi si va a guardare bene agli SR41 di cui s i diceva all' inizio - bonifici che Inps deve solo inviare, perché l' iter è concluso -fino al 70% delle domande in attesa è concentrato da aprile a settembre. Spia di un sovraccarico di lavoro che l' Inps non riesce a reggere. Al punto da valutare come necessaria una task force per smaltirlo.

chiuso per virus disoccupazione crisicoronavirus poverta' 17coronavirus poverta' 12i cartelli nei negozi del centro di roma che rischiano di chiudere 1

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…