profumo giordo conte arcuri di maio

PROFUMO DI DIMISSIONI – CHI C’È DIETRO AL TWEET DEI 5 STELLE CHE SCARICA L’AD DI LEONARDO: “ALLA LUCE DELLA CONDANNA, CI ASPETTIAMO CHE RIMETTA IL MANDATO”? - SEMBRA CHE A CRIMI SIA ARRIVATA UNA TELEFONATA DI CONTE CHE DA TEMPO NON VEDE L’ORA DI PIAZZARE IL SUO PUPILLO ARCURI. MA COL LOCKDOWN ALLE PORTE, SPOSTARLO E' DIFFICILE. DI MAIO PUNTA SU GIUSEPPE GIORDO – LA CONDANNA È DI PRIMO GRADO E LEONARDO NON HA MAI RECEPITO LA CLAUSOLA ETICA DELLA DIRETTIVA SACCOMANNI. PER QUESTO PROFUMO, SPONSOR GENTILONI, FU RITENUTO NOMINABILE AL SUO PRIMO MANDATO...

luigi di maio vito crimi

 

LA SORPRESA DEI MANAGER: «SENTENZA SBAGLIATA». GLI EFFETTI SU LEONARDO

Estratto dell'articolo di Antonella Baccaro per il "Corriere della Sera" - da "Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell'Arti"

alessandro profumo foto di bacco

 

«Va considerato che la condanna è di primo grado ma anche che Leonardo non ha mai recepito nel proprio statuto la clausola etica prevista dalla direttiva Saccomanni del 2013, quella che dispone la non eleggibilità o decadenza dalla carica per coloro che hanno ricevuto un decreto di rinvio a giudizio o di condanna per alcuni reati.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Per questo motivo Profumo fu ritenuto nominabile al suo primo mandato, nel 2017, quando sul manager pendeva in quel caso non una condanna ma un rinvio a giudizio per usura bancaria in Mps. In quell’occasione, l’allora ministro dell’Economia (azionista di Leonardo), Pier Carlo Padoan, difese la nomina appellandosi a quel mancato recepimento della direttiva. Una spiegazione che non convinse quanti ritengono tuttora che lo statuto societario di una partecipata non può superare la direttiva del suo azionista» 

 

DERIVATI MPS, A PROFUMO E VIOLA ARRIVA LA CONDANNA A SEI ANNI

Flavia Carletti per “il Sole 24 Ore”

 

 

giordo

Alessandro Profumo, attuale ad di Leonardo, e Fabrizio Viola sono stati condannati dal tribunale di Milano a sei anni di reclusione e a una multa di 2,5 milioni ciascuno per le accuse di false comunicazioni sociali e aggiotaggio relativi ai rispettivi incarichi di presidente e ad di Mps.

 

Oggetto della condanna è la contabilizzazione nella prima semestrale 2015 dell'istituto senese dei derivati Santorini e Alexandria, sottoscritti dalla precedente gestione del presidente Giuseppe Mussari e serviti - secondo la ricostruzione processuale - a coprire perdite di 2 miliardi riconducibili all'acquisizione di Antonveneta.

 

PROFUMO E VIOLA

I giudici della seconda sezione del tribunale di Milano, collegio presieduto da Flores Tanga affiancata da Roberto Crepaldi e Sandro Saba, non hanno accolto la richiesta di assoluzione della procura, condannando gli imputati come invece richiesto dai legali di parte civile e avallando la richiesta di alcuni soci, tra cui la finanziaria BlueBell. Richiesta di assoluzione che arrivava già dopo una di archiviazione e una imputazione coatta.

 

 

roberto gualtieri luigi di maio

Nel dettaglio, il tribunale ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione in relazione alle false comunicazioni sociali per il bilancio 2012 e ha assolto gli imputati perché il «fatto non sussiste» in merito ai bilanci 2013 e 2014, in quanto lo scostamento rientra nelle soglie previste dalla legge.

 

 

Giuseppe Giordo

Fissate anche le pene accessorie: cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e due anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese e dalla contrattazione con la pubblica amministrazione. La condanna, tuttavia, non essendo definitiva non risulta avere impatti sull'attuale incarico di Profumo al vertice dell'ex Finmeccanica. Insieme ai due manager, è stato condannato a una pena di tre anni e sei mesi di reclusione l'ex presidente del collegio sindacale della banca Paolo Salvadori, accusato di false comunicazioni sociali. Riconosciuta responsabile per alcuni capi di imputazione Mps, imputata per la legge 231/2001, ed è stata condannata al pagamento di una sanzione di 800mila euro e al pagamento delle spese processuali (insieme a Viola e Profumo).

GENERALE LUCIANO CARTA

 

 

Il tribunale ha fissato anche una serie di risarcimenti alle numerose parti civili. La lettura del dispositivo - dopo poco più di quattro ore di camera di consiglio - si è svolta nell'aula 2 allestita presso il padiglione 4 di Fieramilanocity, "prestata" al Palazzo di Giustizia per avere spazi più ampi nel rispetto delle normative anti-Covid sul distanziamento. Le motivazioni saranno pubblicate entro 90 giorni ma la difesa ha già preannunciato ricorso in appello.

 

montepaschi viola profumo

«Credo di aver sempre operato per il bene delle aziende per cui ho lavorato, pertanto sono davvero sorpreso dalla sentenza - ha commentato Profumo -. Sono sorpreso e amareggiato: con questa serena convinzione e nella più totale fiducia nell'operato della magistratura ricorrerò in appello per vedere riconosciuti gli sforzi profusi durante il mio impegno in Mps». Ieri in serata è arrivata anche una nota di Leonardo, con cui la società «precisa che non sussistono cause di decadenza dalla carica di ad ed esprime piena fiducia nella sua azione auspicando un percorso di continuità».

Luigi Di Maio con Alessandro Profumo e Gianni De Gennaro

 

 

Il processo, come accennato, riguarda la presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca senese dei derivati Alexandria e Santorini (sottoscritti con Deutsche Bank e Nomura) nei bilanci dal 2012 al 2014 e nella prima semestrale 2015. La procura aveva chiesto l'assoluzione il 16 giugno scorso ritenendo la condotta di Profumo, Viola e Salvadori diversa rispetto a quella della precedente gestione di Mussari, seppure la contabilizzazione dei derivati fosse rimasta la stessa.

Luciano Carta

 

Nel processo sempre al tribunale di Milano che si è chiuso nel novembre 2019 a carico di Mussari e altri imputati (tutti condannati in primo grado), i giudici hanno stabilito che da parte degli allora vertici di Mps c'è stato l'intento di dare una falsa rappresentazione della situazione patrimoniale della banca, anche grazie alla contabilizzazione "a saldi aperti", mentre sarebbe stata corretta una contabilizzazione "a saldi chiusi".

 

buffagni alessandro profumo

Sebbene tale modalità di contabilizzazione sia continuata anche sotto Profumo-Viola, tuttavia da parte loro, per gli inquirenti, non ci sarebbe stata alcuna «intenzionalità decettiva (illegale, ingannatoria)». Per i pm, mentre da parte dei precedenti manager della banca c'era stato un «deliberato occultamento» delle perdite attraverso i derivati, questo non si può dire per Viola e Profumo che anzi «hanno svelato come le operazioni occultavano la perdita». Questa impostazione, però, non è stata condivisa dal tribunale.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?