giuseppe castagna andrea orcel

PRONTI, RISIKO! – IL GOVERNO TRATTA CON BRUXELLES UN PACCHETTO DI NORME PER AGEVOLARE LE FUSIONI TRA BANCHE: LE MISURE SARANNO INSERITE IN UN NUOVO DECRETO, CON L’OBIETTIVO DI FAR NASCERE IL “SECONDO POLO” UNICREDIT-MPS-BANCO BPM (A CUI PERÒ È CONTRARIO CASTAGNA). ECCO SPIEGATO PERCHÉ È SPARITA DAL DECRETO SOSTEGNI LA NORMA CHE AMPLIAVA LA POSSIBILITÀ DI CONVERSIONE IN CREDITO D'IMPOSTA DELLE IMPOSTE ATTIVE DIFFERITE

Gianluca Paolucci  per “La Stampa”

Andrea Orcel

 

Il governo italiano sta negoziando con Bruxelles un pacchetto di norme che consentano di agevolare le fusioni tra più soggetti.

 

Secondo quanto riferito da più fonti, le misure saranno inserite in un prossimo decreto e l' obiettivo è quello di favorire la nascita di un polo bancario attorno a Unicredit che aggreghi, oltre a Monte dei Paschi, anche un altro soggetto indicato nelle settimane scorse in Banco Bpm.

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Per questa ragione, si spiega, la norma che ampliava la possibilità di convertire le Dta in crediti d' imposta aumentato il tetto dal 2% al 3% degli attivi, inizialmente inserita nelle bozze del dl Sostegni-bis, è scomparsa dal testo finale.

 

La possibilità di trasformare le Dta in crediti d' imposta in caso di fusione - e a fronte del pagamento di una aliquota del 25% - è stata inserita del decreto Cura Italia dello scorso anno. La stessa norma ne prevede però l' utilizzo nell' ambito di una fusione tra due soggetti, che non potranno avvalersene in caso di operazioni successive.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Ovvero, in caso di una fusione a tre limiterebbe i benefici a due dei soggetti della fusione. Nell' ipotesi Unicredit-Mps-Bpm, Unicredit potrebbe sfruttare solo le Dta di Mps oppure di Bpm, ma non entrambe. Le bozze del dl Sostegni-bis circolate nei giorni scorsi, che contenevano l' innalzamento al 3% e l' estensione al giugno 2022, non eliminavano questo vincolo.

 

andrea orcel di unicredit

Sulle Dta «siamo intervenuti molto marginalmente: si consente solo di anticipare il presupposto» per ottenere il vantaggio «al momento in cui viene approvato il progetto dal cda, resta il limite del 2%, resta la scadenza del 31 dicembre, nel 2022 potranno avere luogo solo code di procedure già approvate nel 2021», ha detto il ministro dell' Economia Daniele Franco. «Non è stato un tema oggetto di un grande dibattito perché è un tema relativamente marginale in questo decreto», ha spiegato il ministro durante la conferenza stampa sul decreto Sostegni bis rispondendo a una domanda sugli incentivi alle aggregazioni, comprese quelle tra le banche.

 

giuseppe castagna

Non è chiaro se le norme attualmente allo studio del ministero riguardino solo le Dta o anche altre misure. In caso di ampliamento della norma sulle Dta a una operazione tra tre soggetti, il beneficio per Unicredit da una fusione con Mps e Bpm salirebbe ben oltre i 4 miliardi di euro netti anche lasciando il tetto attuale al 2% degli attivi.

 

D' altro lato, è nota in ambienti bancari l' irritazione del numero uno di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, di fronte all' ipotesi di un matrimonio con Unicredit. Secondo fonti di stampa, il banchiere avrebbe anche avuto una serie di incontri istituzionali nei giorni scorsi proprio per cercare appoggio all' ipotesi di un terzo polo bancario - accanto a Intesa Sanpaolo e Unicredit più Mps - guidato proprio dell' istituto di piazza Meda.

 

monte dei paschi di siena

Il numero uno di Unicredit Andrea Orcel, all' opposto, avrebbe da tempo individuato Banco Bpm come il partner preferito in caso di un' aggregazione anche per la dote delle fabbriche prodotto che Unicredit non ha più dopo le cessioni dell' era Mustier - come la quota di Anima. E messo di fronte alla richiesta del governo di effettuare un' operazione «di sistema» con Mps chiederebbe una contropartita adeguata. E la modifica della norma sulle Dta andrebbe esattamente in questo senso.

mario draghi non scopre le carte

 

Nel gran lavorìo tra Tesoro, Bruxelles, banchieri e consulenti per valutare e rendere fattibili i vari scenari manca però ancora un passaggio che potrebbe essere quello determinante per stabilire la nuova mappa del sistema bancario italiano che verrà: quello di Palazzo Chigi. Il dossier Mps non è ancora arrivato sulla scrivania di Mario Draghi - e di Francesco Giavazzi, ascoltatissimo consulente del presidente del consiglio per le questioni economiche -, che anche su questa partita avrà l' ultima parola.

ana botin andrea orcel in tribunale

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