roberto gualtieri monte dei paschi di siena mps

TANTO PAGA PANTALONE – COMUNQUE VADA LA PULIZIA FINALE DEL BILANCIO DI MPS, PORTERÀ L’ENNESIMO BUCO MILIARDARIO – LA QUASI TOTALITÀ DEI CREDITI MALATI IN PANCIA A ROCCA SALIMBENI FINIRÀ AD AMCO, SOCIETÀ POSSEDUTA DAL TESORO. SE LI COMPRASSE A PEZZO DI MERCATO, MPS SI TROVEREBBE CON L’ENNESIMA SVALUTAZIONE DI BILANCIO DA ALMENO UN MILIARDO. SE AL CONTRARIO LA TRANSAZIONE AVVENISSE A PREZZI DI BILANCIO, LO STATO AVREBBE…

 

 

 

Fabio Pavesi per www.affaritaliani.it

 

MONTE DEI PASCHI

Lo Stato con una mano prende, con l’altra dà. Come in una partita di giro si sta concludendo l’odissea amara di Mps, la ex terza banca italiana, travolta più di tutte dalla crisi post 2008. E dal cilindro delle soluzioni per riportare a new normal la banca toscana, lo Stato italiano gioca un doppio ruolo. Compratore delle sofferenze dalla banca di cui possiede il 68%. Con l’accordo raggiunto in Europa, la banca dovrebbe procedere a chiudere l’ultimo tassello della sua lunga crisi.

Roberto Gualtieri

 

Saranno ceduti ad Amco, la ex Sga, la società pubblica posseduta dal Tesoro al 100%, la quasi totalità dei crediti malati rimasti in pancia a Mps. Circa 10 miliardi di sofferenze e incagli che saranno acquisiti da Amco, liberando definitivamente il bilancio dalla zavorra del passato e rendendo Mps in condizioni di ripartire sul mercato. Senza questa pulizia la banca avrebbe continuato a essere ingessata.

monte-dei-paschi-di-siena-sede

 

Nessun compratore a sostituire lo Stato (che deve comunque uscire dal capitale). Il peso delle sofferenze con le inevitabili svalutazioni avrebbe continuato a pesare sulla redditività della banca, rendendola non appealing per nessun acquirente. Già il tema, ora che la banca di Stato vende al suo azionista i crediti malati è ovviamente il prezzo.

AMCO

 

Soprattutto chi rischia di guadagnare e chi rischia di perdere in questa sorta di partita doppia? Il passaggio sarebbe indolore per Mps se i crediti malati fossero comprati da Amco al prezzo cui stanno a bilancio della banca. Ebbene gli 11,6 miliardi di crediti malati sono a bilancio a 5,8 miliardi, il 50% del loro valore lordo. Se Amco acquistasse al valore cui sono iscritti non ci sarebbe nessuno impatto sul conto economico di Mps. Ma può la società di gestione delle sofferenze bancarie pubblica comprare le sofferenze di Mps a 50? Il mercato delle transazioni degli Npl dice che i valori di acquisto medi sono in una forchetta tra il 30 e il 40% a essere ottimisti.

 

massimo d'alema con roberto gualtieri

Se Amco comprasse ai prezzi di mercato ecco che Mps si troverebbe con l’ennesima svalutazione di bilancio che varrebbe come minimo un miliardo secco. L’ennesima di una lunga serie che porterebbe il capitale della banca oggi a 7,9 miliardi a contrarsi, rischiando di dover fare l’ennesimo aumento di capitale.

 

mps monte dei paschi promozioni 2019

Con lo Stato che dovrebbe riaprire il portafoglio dopo che ha già lasciato sul campo dall’ingresso nel capitale la bellezza di 5,9 miliardi di perdita. Il 68% della quota del Tesoro vale oggi solo 1 miliardo a fronte dei 6,9 miliardi con cui il Tesoro ha ricapitalizzato la banca senese.

 

Se al contrario la transazione avvenisse, per favorire la banca, ai prezzi di bilancio, allora la banca ne uscirebbe senza danni, ma Amco cioè lo Stato avrebbe comprato a prezzi fuori mercato.

 

MONTE DEI PASCHI

E se i tassi di recupero nei prossimi anni non fossero mirabolanti, ecco che la perdita dalla cessione non l’avrebbe Mps, ma direttamente Amco negli anni a venire. Uno dei due attori (lo Stato azionista di maggioranza di Mps e lo Stato padrone di Amco) perderebbe a prescindere.  Un finale di partita non certo lusinghiero.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)