tesla

LA TESLA SI GUIDA DA SOLA. NEL SENSO CHE TUTTI I SUOI MANAGER SE NE VANNO! - IL SUPERBOSS ELON MUSK HA PROMESSO L’AUTOPILOTA PER TUTTI, IN TEMPI BREVISSIMI, E DUE CAPI HANNO ABBANDONATO IL PROGETTO IN MENO DI UN ANNO. CREDONO CHE MUSK STIA CORRENDO TROPPO, E CHE LA TECNOLOGIA NON SIA PRONTA PER LASCIARE CHE MIGLIAIA DI AUTISTI SALGANO IN MACCHINA E SI METTANO A VEDERE NETFLIX

 

Alberto Sarasini per www.ilfattoquotidiano.it

 

drag race tesla vs lamborghinidrag race tesla vs lamborghini

L’applicazione di ogni genere di tecnologia di ausilio alla guida non è mai indolore, tanto più che – come ogni altro componente – si scontra da un lato con le inevitabili problematiche tecniche, dall’altro con le richieste degli uffici marketing per l’immissione sul mercato nei tempi più brevi possibile. In queste settimane, ad esempio, spicca il dibattito relativo proprio ad una marca pioniere non solo dell’elettrico puro ma anche dell’assistenza alla guida, vale a dire Tesla.

 

tesla model 3tesla model 3

Il carismatico “boss” Elon Musk si è impegnato a sostenere l’introduzione dell’Autopilot completo quanto prima cui ha fatto però seguito, nei mesi scorsi, la clamorosa decisione del responsabile di questa tecnologia Sterling Anderson di lasciare la compagnia in evidente disaccordo con la direzione.

 

Sulla vicenda riportano alcuni dettagli più approfonditi, tra i tanti, il sito tecnologyreview.com del MIT (Massachusetts Institute of Technology) così come il Wall Street Journal. Secondo queste fonti, il successore di Anderson ha trascorso a sua volta meno di sei mesi in qualità di responsabile, prima di lasciare a sua volta: un fatto insolito e piuttosto preoccupante, si dice, tanto più che questo continuo cambio al vertice rientra in un elevato “turn over” di svariati tecnici sempre appartententi alla divisione Autopilot della marca americana che produce vetture solamente elettriche.

 

 

frank baressifrank baressi

Le frequenti “fughe” e relativi avvicendamenti sarebbero alimentati dalla preoccupazione dei responsabili per la decisione definita “spericolata” di anticipare quanto prima la diffusione del sistema di guida automatica più avanzato, mettendo potenzialmente a rischio la vita dei clienti, almeno nelle parole di uno degli ingegneri che ha lasciato.

 

Inoltre, la Mobileye, società che ha fornito il “cervello” di calcolo per il sistema Autopilot, ha interrotto la collaborazione con Tesa l’anno scorso (estate 2016), in seguito all’incidente mortale in cui aveva perso la guida il conducente con il sistema di guida automatica innestato.

 

 

tesla model stesla model s

L’approccio di Tesla alla tecnologia di ausilio alla guida, sostiene il sito del MIT, è in effetti diverso da quello utilizzato da molte altre aziende, dove nella maggior parte dei casi sono i più costosi sensori a tecnologia lidar (basata sul laser) il punto centrale di un pacchetto di sensori necessari all’autonomia di guida. Il sistema Autopilot di Tesla, invece, sfrutta soprattutto sensori radar, ultrasonici e telecamere per consentire al sistema di interpretare la realtà circostante, tecnologie in questo momento considerate più facili da implementare sull’auto nonché meno costose di impianti basati su Lidar.

 

tesla model s   tesla model s

Le voci più critiche ritengono insomma che l’approccio tecnico di Tesla non sia realmente pronto per la guida autonoma di cui Musk parla, al punto che gli stessi tecnici interni condividono gran parte di queste perplessità. Dibattito e sviluppi futuri restano aperti.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…