ZOMBIE DEI PASCHI DI SIENA – AVVISATE IL NUOVO AD DI UNICREDIT ANDREA ORCEL: I RICAVI DI MPS A SETTEMBRE 2020 SONO FERMI A 2,2 MILIARDI E IL MARGINE D’INTERESSE È CADUTO IN UN SOLO ANNO DEL 16%. DULCIS IN FUNDO, RISPUNTA L’ENNESIMA PERDITA DA 1,5 MILIARDI, CHE SI SOMMA AI 20 CHE IL MONTE HA COLLEZIONATO DAL 2009 IN POI. C’È ANCORA QUALCUNO CHE CREDE CHE L’UTILE DA 1,2 MILIARDI PREVISTO DAL BUSINESS PLAN SIA POSSIBILE? NO, MA DEL RESTO NESSUN BUSINESS PLAN NELL’ULTIMO DECENNIO È MAI STATO RISPETTATO…

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monte dei paschi di siena monte dei paschi di siena

Fabio Pavesi per www.affaritaliani.it

 

C’è ancora qualcuno, non solo a Siena, che crede ai piani industriali di Mps? La domanda è più che legittima, dopo che la Consob ha obbligato la banca a divulgare al mercato il nuovo piano industriale approvato il 17 dicembre scorso e che è stato tenuto al chiuso in un cassetto. A guardare al passato vien da dire che quel piano rischia di divenire in poco tempo solo carta straccia. Come è del resto accaduto per tutti i suoi predecessori.

 

mps titoli di stato 3 mps titoli di stato 3

TUTTI I PIANI PRECEDENTI NON SONO STATI RISPETTATI

Nessun piano industriale (ne sono stati approvati almeno 4) nell’ultimo decennio è mai stato rispettato. La realtà ha distrutto ogni velleità scritta sulla carta. Basti solo pensare che nel piano 2017-2021, in vigore fino all’altro e oggi aggiornato, si ponevano questi obiettivi al 2021: un utile netto a 1,2 miliardi, un Roe al 10% e un Cet1 al 14%. Non solo. Per il 2019 quindi pre Covid si prevedevano ricavi a 3,8 miliardi, un cost income al 62% e un Roe al 5,7%. Ebbene sapete come è messa oggi Mps? Diametralmente all’opposto rispetto agli obiettivi prefigurati.

 

GUIDO BASTIANINI GUIDO BASTIANINI

A settembre 2020, ultimo bilancio disponibile, i ricavi sono fermi a 2,2 miliardi, in calo di oltre il 9% sui nove mesi del 2019. In fortissima contrazione la voce principale della gestione caratteristica. Il margine d’interesse è caduto in un solo anno del 16%.

 

Nessuna banca ha registrato, pur in era Covid, una caduta dei ricavi così pronunciata. E dulcis in fundo nell’ultima riga del bilancio ecco rispuntare l’ennesima perdita miliardaria: un rosso di 1,5 miliardi che si sommano alle perdite per oltre 20 miliardi che la banca di Siena ha collezionato dal 2009 in poi. Ovvio che ipotizzare che quest’anno l’utile sia di 1,2 miliardi è pura fantasia. Tant’è che oggi siamo all’ennesimo business plan della banca.

 

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Anche questa volta sarà l’ennesimo libro dei sogni? Vediamo gli obiettivi che il piano si pone in un’ottica stand alone. Per i vertici di Mps i ricavi torneranno poco sopra i 3 miliardi solo nel 2023. Di fatto la banca non macinerà nuovi ricavi rispetto all’esistente.

 

Nel 2020 chiuderà secondo il piano con 2,93 miliardi, mentre erano 3,3 miliardi nel 2019. Un livello che la banca spera di riagguantare addirittura nel 2025. Una traversata nel deserto, dato che occorreranno altri 5 anni solo per pareggiare i ricavi che si producevano nel 2019.

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Fa impressione pensare che la banca nel lontano 2016 realizzava ricavi per oltre 4 miliardi. In soli 4 anni l’istituto ha perso per strada quasi il 30% delle sue entrate. E che neanche nel 2025 si riavvicinerà mai a quel livello di ricavi.

 

Il solo margine d’interesse andrà a passo di gambero dato che nel 2025, secondo i vertici di Mps, si dovrebbe collocare a 1,35 miliardi, 150 milioni sotto il livello del 2019. Anche se terrà lo spread tra tassi attivi e passivi, il calo è dovuto ai finanziamenti netti alla clientela che dagli 86 miliardi del 2021 scenderanno a 81 miliardi nel 2025. Ricavi che non tengono con impieghi che declinano. Non certo il business model di una banca che sta in piedi da sola.

roberto gualtieri roberto gualtieri

 

Il primo utile significativo si dovrebbe vedere solo nel 2023 con quasi 300 milioni di profitti netti. Tutti dovuti non certo alla progressione dei ricavi, ma ai consueti tagli dei costi (per circa 200 milioni in 3 anni) e al venir meno per circa 300 milioni delle rettifiche sui crediti malati.

 

Certo la banca con la cessione ad Amco (banca pubblica che cede a società pubblica) della mole di crediti malati che si trascina da anni, ha pulito il bilancio. Ma non certo in modo decisivo.

 

Basti pensare che pur con l’aiutino pubblico, sofferenze e incagli lordi a fine 2020 erano al 4,2% degli impieghi totali. E che i vertici della banca pensano che sull’onda del Covid saranno destinati a riaumentare.

MONTE DEI PASCHI MONTE DEI PASCHI

 

L’Npl ratio lordo è atteso salire dal 4,2% del 2020 al 6% quest’anno e al 7,3% nel 2023. Di fatto quasi raddoppiando e ponendo la necessità di quasi mezzo miliardo di svalutazioni all’anno nel triennio 2023-2025.

AMCO AMCO

 

 

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“È STATA SUZANNE HEYWOOD, PUPILLA DI JOHN ELKANN, A COSTRUIRE LA TRAPPOLA IN CUI È CADUTO ANDREA AGNELLI” – GIGI MONCALVO RICOSTRUISCE IL SILURAMENTO DEL PRESIDENTE DELLA JUVENTUS: “NON SI È DIMESSO, È STATO ‘DIMESSO’, LO HANNO COSTRETTO AD ANDARSENE, SI È TROVATO IN MINORANZA NEL CONSIGLIO (SI PARLA DI SEI VOTI CONTRO, UN INDECISO A TUTTO, PAVEL NEDVED, E SOLO DUE A FAVORE, LO STESSO AGNELLI E IL SUO FEDELE FRANCESCO RONCAGLIO). SI ERA PRESENTATO PIENO DI CERTEZZE E SICURO DI SFANGARLA UN'ALTRA VOLTA. CONTAVA SUL FATTO CHE IL CUGINO JOHN ELKANN NON VOLESSE AFFONDARE IL COLPO DECISIVO. MOLTI DEI CONSIGLIERI COVAVANO DENTRO DI SÉ DA MESI, FORTI DI AUTOREVOLI PARERI LEGALI, IL TIMORE DI FINIRE NEI GUAI CON LA MAGISTRATURA PER AVER ‘ACCOMPAGNATO’ ANDREA NELLE SUE ‘ACROBAZIE’ ED ERANO PRONTI AD ABBANDONARLO…”

SI VEDE LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL DELL’INFLAZIONE! – A NOVEMBRE L’INDICE NAZIONALE DEI PREZZI AL CONSUMO REGISTRA UN AUMENTO DELLO 0,5% SU BASE MENSILE E DELL’11,8% SU BASE ANNUA: “DOPO LA BRUSCA ACCELERAZIONE DI OTTOBRE, A NOVEMBRE L’INFLAZIONE, CHE RIMANE A LIVELLI RECORD DEL MARZO 1984 È STABILE” – I PREZZI DEL COSIDDETTO “CARRELLO DELLA SPESA” ACCELERANO A NOVEMBRE, “MA DI POCO”: SE NEI PROSSIMI MESI CONTINUASSE LA DISCESA IN CORSO DEI PREZZI ALL’INGROSSO DEL GAS E DI ALTRE MATERIE PRIME, IL FUOCO DELL’INFLAZIONE POTREBBE INIZIARE A RITIRARSI…