luca zaia matteo salvini

SALVINI PROVA AD AZZOPPARE ZAIA – IL LEADER LEGHISTA OFFRE AL “DOGE” LA POLTRONA ALLA CAMERA, CHE LASCERÀ LIBERA ALBERTO STEFANI QUANDO SARÀ ELETTO ALLA GUIDA DEL VENETO: “CI SARANNO LE SUPPLETIVE, I VENETI POTRANNO SCEGLIERE LUCA PER FARLO VENIRE IN PARLAMENTO” – MA L’USCITA DEL FU "TRUCE DEL PAPEETE" NON E' STATA CONCORDATA CON ZAIA, CHE NON L’HA PRESA BENE: “LE SUPPLETIVE PER IL PARLAMENTO? QUESTE SONO DISCUSSIONI DI FANTASIA, È BENE CHE MI DEDICHI ALLE REGIONALI” – IPOTIZZARE UN INCARICO A ROMA PER IL GOVERNATORE USCENTE, CANDIDATO COME CAPOLISTA IN VENETO, È UN MODO PER DEPOTENZIARLO E FARGLI PERDERE PREFERENZE, E SALVINI LO SA BENE – DAGOREPORT: ZAIA MINACCIAVA DI DIVENTARE UN SERIO “PROBLEMA” PER IL LEADER LEGHISTA…

DAGOREPORT - LUCA ZAIA MINACCIAVA DI DIVENTARE UN SERIO “PROBLEMA” PER MATTEO SALVINI E FORSE LO SARÀ: NON POTENDO IL “DOGE”, PER ORDINE DI SALVINI IN COMBUTTA CON MELONI, GUIDARE UNA LISTA A SUO NOME, UNA VOLTA SBATTUTO A CAPOLISTA IL SUO ENTUSIASMO POTREBBE SCEMARE E LA LEGA IN VENETO CORRE IL RISCHIO DI UN SORPASSO DI FRATELLI D'ITALIA - EVENTUALITA' CHE METTEREBBE DI NUOVO IN DISCUSSIONE LA LEADERSHIP DEL "CAPITONE" - I RAS LOCALI HANNO CRITICATO PER ANNI SALVINI, SENZA MAI AVERE IL CORAGGIO DI SFIDUCIARLO. QUESTA VOLTA, TRA UN VANNACCI CHE SI PRENDE I PIENI POTERI NEL PARTITO E I MALUMORI PER LA "CESSIONE" DELLA LOMBARDIA A FDI, UN FLOP IN VENETO POTREBBE ESSERE LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO...

 

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-luca-zaia-minacciava-diventare-problema-per-matteo-salvini-451382

 

ZAIA, IO IN PARLAMENTO? E' BENE CHE MI DEDICHI ALLE REGIONALI

LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI

(ANSA) - "Le suppletive per il Parlamento? Queste sono discussioni di fantasia che poi rischiano di fare i titoloni nei giornali. In questo momento sarà bene che mi dedichi anche in questa ultima settimana a una campagna importante, che è quella anche della difesa e della divulgazione di tutto quello che abbiamo fatto".

 

Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, a Rtl 102,5, rispondendo all'ipotesi, lanciata ieri da Matteo Salvini, di una candidatura alle elezioni suppletive dopo le regionali.

 

"Io - ha ricordato Zaia - sono sempre candidato a tutto quello che passa il convento, a tutte le cariche. Nelle ultime settimane sono passato dalla Presidenza dell'Eni alla Presidenza del Consiglio regionale, a parlamentare piuttosto che a sindaco di Venezia e altre attività. Direi che adesso sono concentrato assolutamente su questa campagna elettorale, e a dare comunque il mio contributo. Voglio sempre essere a disposizione della mia terra, questo l'ho sempre detto. E quindi vedrò cosa fare", ha concluso.

 

“ZAIA IN PARLAMENTO” LO SGAMBETTO DI SALVINI AGITA IL VOTO IN VENETO

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per "La Stampa"

 

MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE

Comincia a essere un vizio. Da un anno a questa parte, quando Matteo Salvini vede una poltrona libera, tende a lanciare la candidatura di Luca Zaia. Con un piccolo problema ricorrente: prima di farlo, non consulta quasi mai il diretto interessato. Prima voleva il Doge europarlamentare a Bruxelles, poi ministro, sindaco di Venezia, «lo vedrei bene ovunque», diceva.

 

Stavolta, visto che il candidato del centrodestra alle Regionali venete, Alberto Stefani, «lascia libero un posto da parlamentare, i veneti potranno scegliere Luca per farlo venire in Parlamento, se lui lo vorrà». Altrimenti, aggiunge Salvini, «c'è anche la bellissima competizione di Venezia del prossimo anno».

 

luca zaia salvini

La proposta, così formulata e per il tempismo con cui arriva, viene letta da Zaia come uno sgambetto, più che una lusinga. Il Doge non era stato avvertito della volontà di Salvini di fare il suo nome pubblicamente. Se lo avesse saputo, lo avrebbe fermato.

 

[…]  «Prima voglio vedere come vanno le Regionali», ripete a chi gli è vicino. Desidera pesarsi nelle urne, da capolista della Lega. È per questo che, a una settimana dal voto, ritiene un «errore» parlare di una sua possibile corsa in direzione Roma.

 

Gli elettori potrebbero infastidirsi, pensare che non vale la pena scrivere il nome di Zaia sulla scheda se poi non farà neanche un giorno in Consiglio regionale. Insomma, questo è il modo più facile per perdere preferenze.

 

Alberto Stefani matteo salvini luca zaia - festa per l autnomia a montecchio maggiore

E nessuno tra i leghisti veneti pensa davvero che un politico esperto come Salvini possa aver commesso uno sbaglio del genere in buona fede. Sono convinti, piuttosto, che abbia a che fare con la sfida tra i due che si è aperta nella Lega.

 

Alle Regionali venete il leader corre il rischio concreto di incassare meno voti di Fratelli d'Italia e cedere lo scettro di prima forza del centrodestra in Regione dopo 15 anni. Ha quindi bisogno di vincere almeno la competizione interna al partito, per evitare di andare incontro a una «vittoria mutilata».

 

Matteo Salvini e Luca Zaia

Zaia è sempre stato il suo contraltare, mai iscritto al salvinismo, in grado di prendere quasi un milione di voti con la sua lista personale alle Regionali del 2020, sempre contrario alla deriva a destra della Lega.[...]

 

È fondamentale, dunque, che non sia Zaia l'unico a trainare la lista del Carroccio. Non deve concretizzarsi, per Salvini, l'incubo che il governatore uscente ha ben rappresentato con lo slogan della sua campagna elettorale: «Dopo Zaia, scrivi Zaia». Come se nessuno potesse prendere davvero il potere in Regione senza passare da lui. Questa sfida si gioca tutta, quindi, sul numero di preferenze. [...]

LUCA ZAIA - MATTEO SALVINI - GUIDO CROSETTO - ADUNATA DEGLI ALPINI VICENZALUCA ZAIA MATTEO SALVINI

 

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…