berlin art week-13

BERLINO, UNA CITTÀ FATTA AD ARTE - DODICIMILA ARTISTI, OLTRE 350 GALLERIE: ARTE COME FENOMENO POP, UNA FOLLA OCEANICA PER LA BERLIN ART WEEK – MA I SOLDI SONO ANCORA A LONDRA E NEW YORK

Tonia Mastrobuoni per “la Stampa

 

berlin art week 9berlin art week 9

Ognuno è un artista, sosteneva Joseph Beuys. E a giudicare da alcuni quartieri berlinesi ma anche dalla folla oceanica che ha costretto martedì sera gli organizzatori della Berlin Art Week a improvvisare tre buttafuori per l’inaugurazione, molti continuano a prendere quella frase terribilmente sul serio. Berlino ospita ormai dodicimila artisti e oltre 350 gallerie e ambisce chiaramente a diventare un punto di riferimento mondiale per la scena contemporanea. 

Uno sviluppo - quello verso una «capitale dell’arte» ma anche verso un «polo d’attrazione economico», come ama chiamarlo il sindaco uscente Klaus Wowereit - che però non funziona del tutto, come spiegano sia gli artisti, sia i curatori e i galleristi. Che intanto, però, ha creato un risultato incredibile, quello dell’arte come fenomeno pop. Sintetizza uno dei personaggi chiave della manifestazione, Kristian Jarmuschek, gallerista quarantenne e già animatore di un altro appuntamento imperdibile a Berlino, la Gallery Weekend: l’arte contemporanea nella capitale «è un gigantesco successo culturale e sociale, ma è ancora lungi dall’essere un successo economico». 

berlin art week 8berlin art week 8


Il fatto è che agli artisti e ai galleristi che si sono trasferiti qui in massa, attratti dagli affitti bassi e dal costo della vita abbordabile rispetto a New York o Londra, manca un dettaglio non irrilevante: i compratori. In sostanza, la città tedesca soffre del fenomeno opposto rispetto alle capitali classiche dell’arte contemporanea, che pullulano di miliardari e collezionisti ma dove la vita per gli artisti è infernale, dal punto di vista economico.

 

berlin art week 7berlin art week 7

Anche se uno dei sintomi dell’interesse crescente per Berlino fu proprio, a partire dalla fine degli Anni 90, l’arrivo di alcuni grandissimi collezionisti che provenivano dalla Ruhr, come Erika e Rolf Hoffmann, Christian Boros o Axel Haubrock. Rilevavano vecchie fabbriche in disuso o edifici fatiscenti della ex Ddr, li ripulivano e creavano strepitosi spazi espositivi. 

Ma la proporzione tra artisti e collezionisti - e anche tra pubblico entusiasta e compratori veri e propri - è «ancora totalmente squilibrata a favore dei primi», insiste Jarmuschek. Ecco perché, nonostante il notevole impegno delle istituzioni cittadine e dei musei coinvolti nella Art Week, «l’impegno finanziario è ancora troppo timido, da parte del settore pubblico».

berlin art week 6berlin art week 6

 

La settimana che si è appena aperta e che coinvolge centinaia di gallerie e di artisti è importante proprio «perché attira qui un pubblico internazionale di compratori», osserva, «ma non basta». Jarmuschek stesso è riuscito a far arrivare cinquanta galleristi da tutto il mondo: «Se non mi pagano, io fallisco».

berlin art week 5berlin art week 5


A conferma della popolarità del fenomeno, in settemila si sono precipitati martedì sera no martedì sera alla Akademie der Künste per l’inaugurazione della Berlin Art Week, la più attesa di questa assolatissima fine estate, condita da «discopunk con incidenti musicali», bevande a pagamento, würstel e bouletten, le tradizionali polpette berlinesi. Più che da vernissage, un atmosfera da concerto. 

 

berlin art week 4berlin art week 4

Una delle sorprese maggiori, mentre si facevano file da quaranta minuti per vedere opere di Michelangelo Pistoletto, Marina Abramovic, Alexander Bruce o Bruce Naumann, era il pubblico, prevalentemente giovanissimo, sintomo della popolarità di un genere non sempre accessibile o comprensibile come l’arte contemporanea.

 

Luca Vitone ha esposto l’anno scorso alla Biennale di Venezia e vive a Berlino da ormai quattro anni: in uno dei numerosi spazi della Art Week, il Neues Berliner Kunstverein, c’è anche una sua opera, Imperium. Dopo la caduta del Muro, spiega, «moltissimi artisti sono venuti qui, ma negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione ed è ormai chiaro che Berlino sta diventando com’era negli Anni 20, un punto di riferimento mondiale per l’arte, come lo era New York negli Anni 70 e 80. Prima dell’89 era già un’isola culturale in mezzo al nulla, ma ora è un luogo di sperimentazione enorme».

berlin art week 3berlin art week 3

 

berlin art week 2berlin art week 2

Anche se «le cose stanno cambiando», aggiunge l’artista italiano che ha deciso di trasferirsi qui «per la qualità della vita: vivere qui costa poco, l’aria è pulita, è tutto più facile». La bolla immobiliare e la rapida gentrificazione stanno rendendo la città meno attraente per molti artisti: «Stanno crescendo molto altre città: Bruxelles, ad esempio». 

Anche questo un monito, secondo Vitone, per le istituzioni cittadine che devono cercare di preservare l’unicità di Berlino come luogo deputato per l’arte. Ma l’attenzione c’è, come hanno dimostrato i due ultimi assessori alla cultura, che hanno speso un notevole impegno per evitare le derive più dannose della bolla speculativa che da anni si è abbattuta sul settore immobiliare. Certo, è una corsa contro il tempo. Meglio preservare l’illusione, intanto, che ognuno sia un artista. Almeno, rende la città più bella.

 

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…