kaye donachie miart

MILANO DA COLORARE – 175 GALLERIE CON OPERE DA 2 MILA € A UN MILIONE: TORNA “MIART”, LA FIERA DELL’ARTE, QUEST’ANNO DIRETTA DA ALESSANDRO RABOTTINI - NON E' FINITA: DAL 4 APRILE TORNA IL SALONE DEL MOBILE, LA FESTA CHE OSCURA LA MODA

MIART 2017MIART 2017

Paolo Manazza per L’Economia – Corriere della Sera

 

Dalla Milano da bere stile anni Ottanta a quella da colorare di oggi. La metropoli lombarda è sempre più una fucina creativa. Da giovedì prossimo sino a domenica 9 aprile un fiume di appassionati d' arte, arredi e design inonderà le vie della città. Prima con il Miart (dal 31 marzo al 2 aprile). Poi con il Salone del Mobile (dal 4 al 9 aprile).

 

Il mercato dell' arte prosegue il suo Grand Tour spostandosi dall' Olanda della fiera «Tefaß alla Francia del «Salon du Dessin», approdando a Milano.

 

Giovedì 30 (entrata ad inviti) inaugura la ventiduesima edizione di «Miart», la fiera dell' arte moderna e contemporanea meneghina quest' anno sotto la direzione di Alessandro Rabottini. La sua nomina è arrivata in una ricerca di continuità rispetto al lavoro svolto nelle ultime quattro edizioni dirette da Vincenzo de Bellis, di cui Rabottini è stato collaboratore fin dal 2013.

 

ALESSANDRO RABOTTINIALESSANDRO RABOTTINI

Attese internazionali Le 175 gallerie internazionali sono chiamate a raccolta nel padiglione di Fieramilanocity (www.miart.it). Interessante la crescita del 13% degli espositori esteri che saranno 71, il 41% del totale, con una spiccata presenza di partecipanti da Stati Uniti e Gran Bretagna. L' edizione 2016 aveva visto 45 mila visitatori, con un incremento dell' 11% degli ingressi e soprattutto con un programma di eventi in città che aveva registrato il tutto esaurito.

 

Anche quest' anno il capoluogo lombardo si animerà per la cosiddetta «Artweek». Sette giorni di inaugurazioni, aperture straordinarie, visite guidate, contenuti speciali ed eventi che, come ha dichiarato l' assessore alla Cultura Filippo del Corno metteranno «in luce l' energia e la vitalità di Milano, riaffermandone il ruolo di capi tale della creatività contemporanea».

 

Il Miart si articola in 5 sezioni principali, Established, Emergent, Decades, Object e la nuova sezione Generations, che raccoglie l' eredità della precedente ThenNow.

KAYE DONACHIEKAYE DONACHIE

 

La fiera milanese è alla costante ricerca di dialogo tra arte moderna, contemporanea e design, tra sperimentazione e maestri del dopoguerra. Una delle novità dell' edizione 2017 è la sezione On Demand, dove vengono presentate opere site -specific come installazioni, wall paintings e performance, il cui filo conduttore è la necessità di essere «attivate» da chi le possiede. Il Miart è un' occasione per arricchire o iniziare la propria collezione d' arte moderna o contemporanea.

 

Le opere esposte partono dai 2 mila euro per alcuni artisti emergenti sino ai capolavori di maestri storici quotati da 100 mila a oltre 1 milione. Anche le case d' aste italiane fanno le loro proposte in questa settimana. Nel week end il Castello Mackenzie a Genova ospita le vendite di Cambi dedicate ai dipinti del XIX e XX secolo e all' antiquariato.

 

Da Meeting Art, a Vercelli, andranno all' incanto gioielli moderni e d' epoca.

Mentre la fiorentina Maison Bibelot offre valutazioni gratuite di orologi e gioielli oggi a Bologna (Grand Hotel Majestic, via dell' Indipendenza, 8), nelle sede di Firenze (Corso Italia 6) il 27 e 29 marzo e in quella milanese (via Albricci 9) il 4 aprile. Insomma la primavera italiana dell' arte is coming, sta per fiorire. Vedremo quanti e quali fiori sbocceranno.

PIERO DORAZIOPIERO DORAZIO

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…