star wars guerre stellari

GIOCHIAMO A STAR WARS? FINO AL 29 GENNAIO, AL VITTORIANO A ROMA, L’ESPOSIZIONE "STAR WARS PLAY" CON I PUPAZZETTI DELLA SAGA CREATA DA GEORGE LUCAS - CI SONO VERI E PROPRI CIMELI: DALLE PRIMISSIME ACTION FIGURES DEL 1977 FINO A UNA BAMBOLA DI CERAMICA DELLA REGINA AMIDALA E RIPRODUZIONI IN SCALA 1:1 DI DARTH VADER

Arianna Di Cori per “la Repubblica”

 

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Nell’ala Brasini del Complesso del Vittoriano sembra quasi di aggirarsi tra le sale del (vecchio) museo egizio di Torino e le sue teche tracotanti piccoli ninnoli, vasetti, pettini, orpelli. Con la differenza che in questo caso i reperti hanno meno di 40 anni e sono di plastica e vinile.

 

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Avvolti nella penombra, colonna sonora ad hoc a fare da accompagnamento, la mostra “Star Wars Play” - da oggi fino al 29 gennaio - è, oltre che un paradiso per gli appassionati della saga nata nel 1977 dalla mente di George Lucas, una riflessione sulla sottile linea di separazione tra pop art “storica”, e quella diventata tale per affinità elettiva. Protagonisti della mostra sono infatti i giocattoli di Guerre Stellari, tutto quell’universo che da visione di cineasta eccentrico si è tramutato in ebbrezza del merchandising e giubilo del collezionista. Dando vita a vere e proprie icone che sono andate ben al di là del cinema.

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Oltre mille “cimeli”, catalogati in “ordine di apparizione”. Dalle primissime action figures datate 1977 di Luke Skywalker, Principessa Leila, Chewbecca e R2-D2, fino a pezzi di pregio come una bambola di ceramica della regina Amidala e riproduzioni in scala 1:1 delle Truppe d’Assalto e di Dart Fener, e ancora armi ed elmi in dimensioni reali dalla forte presenza scenica, che trasformano gli spazi, - seppur ristretti - della mostra in una onirica wunderkammer. Inoltre nei cartelli vengono riportate le citazioni alla storia dell’arte riscontrabili nella saga, una tra tutte il palazzo di Naboo, che altro non è che la Reggia di Caserta.

 

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Ma sono i pezzi vintage a colpire di più per il loro valore nostalgico: è quasi impossibile non trovare almeno un oggetto che non abbia fatto parte del corredo ludico di ogni casa dagli anni ‘80 ad oggi. C’è chi, invece di dimenticarli in scatoloni e traslochi, dei giochi ne ha fatto un lavoro, come il curatore Fabrizio Modina, uno dei massimi collezionisti mondiali di toys.

 

«Più che giocattoli li definirei mitologia moderna - spiega il curatore mentre si aggira tra le sue creature - queste figure sono la versione contemporanea di archetipi eterni». Un’affermazione che trova ancor più completezza nella curiosa “coincidenza” che vuole, solo per due giorni, la convivenza al Vittoriano di due mostre dedicate ai giocattoli: fino al 30 ottobre infatti, proprio di fronte a Star Wars c’è la mostra di Barbie.

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La bambola più famosa del mondo e la saga di fantascienza più celebre: la donna sorella, madre, moglie, amante e l’eroe esploratore, la principessa da salvare e il padre/antagonista, che come un moderno Crono divora i propri figli. «Star Wars non è più solo una lotta tra il Bene e il Male.

 

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È una storia di persone che scelgono il loro sentiero, di amici e di mentori, di sogni perduti e tentazioni, di guerre e, alla fine, di redenzione», affermava George Lucas in un’intervista del 2002. Come dargli torto? Anzi, hanno ragione i fan di Star Trek, da sempre antagonisti di quelli di Star Wars, che accusato la saga di non essere “vera fantascienza”. «È vero, Star Wars è una favola», ammette il curatore. «Ma - aggiunge con orgoglio - è proprio per questo che piace tanto ai bambini e vanta così tanto merchandising che oggi può annoverarsi nella pura pop art».

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