singer pallotta

ALTA FINANZA NEL PALLONE – I FONDI DI INVESTIMENTO ALL'ASSALTO DEL CALCIO EUROPEO PER DIVIDERSI UNA TORTA DA 25 MILIARDI – L' INGRESSO DI ELLIOTT NEL MILAN, L'ESEMPIO DEI FONDI CHE HANNO INVESTITO NELLE SQUADRE QUOTATE IN BORSA E I CASI LIVERPOOL E ROMA – “IL CALCIO E’ UN PRODOTTO CHE NON È PIÙ SOLO SPORT, MA È DIVENTATO ENTERTAINMENT. E DAL QUALE SI POSSONO RICAVARE DIVIDENDI”

Luca Pagni per “Affari & Finanza - la Repubblica”

singer

 

Al quartier generale di Elliott a New York sono convinti che aver preso il controllo del Milan si rivelerà un grande affare: hanno comprato il secondo club di calcio più titolato al mondo per soli 303 milioni di euro. E, per quanto il suo prestigio si sia un po' impolverato negli ultimi anni, sono certi di rivenderlo per una cifra tra 5 e 600 milioni nel giro di un paio d' anni.

 

Una plusvalenza di tutto rispetto anche per un hedge fund che vanta rendimenti medi all' anno superiori al 12 per cento. Ma quella che a prima vista potrebbe sembrare un' operazione estemporanea, nonché figlia delle vicende che hanno portato Elliott a intrecciarsi con il mondo Fininvest , rivela una realtà più complessa.

 

Il passaggio di proprietà del club rossonero, dopo la misteriosa uscita di scena dell' uomo d' affari cinese Yonghong Li, può essere infatti ricondotto a un fenomeno di cui si parlerà molto nei prossimi anni: il crescente interesse del mondo della grande finanza per il calcio europeo, con ricadute che potrebbero essere decisive per il rilancio della Serie A.

pallotta

 

A lezione dalla Premier Ora non si parla più di Berlusconi& Moratti, di magnati russi o di principi arabi che spendono milioni come noccioline per comprare campioni o presunti tali, nella speranza di alzare la Champions League e senza guardare al conto economico.

Quello che sta accadendo è il suo esatto contrario: «Non è più sperpero di denaro, ma la gestione rigorosa di un prodotto che non è più solo sport, ma è diventato entertainment. E dal quale si possono ricavare dividendi, soprattutto quando di parla dei top club europei», come suggerisce un banchiere milanese che ha fatto da consulente per un fondo che ha esaminato il dossier del Milan messo in vendita da Yonghong Li. Alla fine non ne ha fatto nulla, ma si è convinto che il calcio è una opportunità di guadagno.

 

paul singer

Lo dicono i numeri: il giro d' affari dei club europei delle massime serie è in costante crescita negli ultimi dieci anni e ha accelerato negli ultimi cinque. Lo rivelano i dati di uno studio Deloitte, riferiti alla stagione 2016-17: nel complesso l' industria del pallone continentale ha generato un giro d' affari pari a 25,5 miliardi di euro, con una crescita del 9 per cento rispetto all' anno precedente. Anche se va detto che di questi oltre la metà (14,7 miliardi) arrivano dalle "magnifiche cinque": Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1. E tra queste, protagonista assoluta è la Premier, con 5,3 miliardi di giro d' affari.

 

 

allianz stadium torino

Una supremazia incontrastata: basti dire che i ricavi complessivi dei club inglesi superano dell' 86 per cento quelli della Spagna seconda classificata, con un divario che negli ultimi dodici mesi è cresciuto ancora, visto che la Premier rispetto alla stagione 2015-2016 ha incrementato il fatturato di un altro 25 per cento. Un successo ottenuto proprio con il cambio di paradigma economico: puntando tutto sullo spettacolo, il marketing, i ricavi da stadio e i diritti tv, facendo diventare la Premier il campionato più visto nel mondo. Solo dieci anni fa, 2 club inglesi su 3 avevano i conti in rosso mentre nella stagione scorsa tutte le venti partecipanti alla massima divisione hanno chiuso in attivo. Ecco spiegato l' interesse della finanza per la proprietà dei club. Mentre fino a qualche anno fa, i fondi di investimento si erano specializzati nella compravendita dei cartellini dei giocatori, pratica poi messa al bando da Fifa e Uefa, ora si punta direttamente al club.

paul singer

 

La speranza di Pallotta O si investe con altri soci in cordata, come ha fatto James Pallotta con la Roma, con la logica di un fondo hedge: si prende una squadra in un' ottica di investimento medio-lungo, si sviluppa il business (con una gestione attenta del parco giocatori), si costruisce lo stadio di proprietà, lo si porta ai vertici europei e si vende. I fondi sono presenti già in un buon numero di club: Crystal Palace e Bournemouth in Inghilterra, Herta Berlino in Germania, Atletico Madrid in Spagna. Poi c' è il caso del Liverpool, che ricorda molto quello del Milan, visto che già nel 2010 venne rilevato dal New England Sport Ventures di John Henry - lo stesso dei Boston Red Sox (uno dei più prestigiosi club di baseball professionistici) per la cifra di 335 milioni di euro, rilevando di fatto i debiti del precedente proprietario che non era riuscito a rimborsare Royal Bank of Scotland.

juventus stadium

 

Ultimo treno per la A Ma l' interesse della finanza non riguarda solo la proprietà dei club. Ci sono altre attività collaterali da cui si può guadagnare.

 

paul singer

Come spiega Piergiorgio Mancone, fondatore e managing partner di LegisLAB, uno studio legale specializzato in operazioni legate alle società sportive e calcistiche in particolare: «L' interesse degli investitori internazionali verso il calcio europeo è una tendenza in crescita. E riguarda tutto quanto si muove attorno a un club: possono finanziare la costruzione di uno stadio, così come cartolarizzare i diritti televisivi o gli introiti garantiti dalla partecipazione a una competizione internazionale. Così come possono lavorare per la ristrutturazione del debito. Il mondo del calcio ha avuto una grande trasformazione, i conti economici di queste società sono in evoluzione e avranno bisogno di essere accompagnati adeguatamente da finanza strutturata: in passato, si scontavano al massimo le fatture in banca, ora occorre progettare strutture finanziarie di medio periodo che tengano conto dei flussi di cassa costanti delle squadre ed è bene non improvvisare».

diritti tv

 

L' ingresso in forze delle istituzioni finanziarie nel calcio europeo può essere la chiave di volta per il rilancio anche della Serie A, la nobile decaduta tra le grande leghe, sempre più distante da Premier, Liga e Bundesliga per il volume d' affari complessivo. Una sorta di ultimo treno da prendere in corsa per non essere superati anche da leghe che finora sono state dietro l' Italia come giro d' affari, dalla Francia alla Russia. Come spiega Luca Petrone, partner di Deloitte Italia: «Negli ultimi anni, la Serie A è cresciuta poco nei ricavi complessivi, aumentando il distacco dalle tre leghe che dominano il mercato. Persino dalla Germania, che ha un campionato tecnicamente meno interessante del nostro».

 

paul singer fondo elliott

Ronaldo e lo Stoxx Continua Petrone: «Questa può essere un' opportunità, perché c' è un ampio spazio per aumentare i ricavi là dove ora siamo più deboli. Mi riferisco agli introiti del match day, dove siamo carenti anche per la storica mancanza di stadi di proprietà: i ricavi medi per spettatore in Italia sono la metà rispetto alla Premier. Non solo: rispetto a spagnoli e inglesi, siamo poi indietro sulle vendite dei diritti tv sul mercato internazionale. Ma ripeto: siccome i brand di squadre come Juventus, Milan e Inter sono ancora molto attrattivi a livello internazionale, i fondi di investimento e le società finanziare sarebbero molto interessati a investire di fronte a progetti credibili».

mister li fassone

 

Il fatto che le istituzioni finanziarie guardino già da tempo al calcio europeo per averne un ritorno è dimostrato anche dalla performance dello Stoxx Europe Football, un indice attivo dal 2002 che unisce le performance di 22 squadre di calcio quotate in Borsa che partecipano a sette campionati diversi (Italia, Francia, Germania, Portogallo, Danimarca, Olanda e Turchia).

DIRITTI TV SERIE A

 

Ebbene, negli ultimi cinque anni, l' indice è cresciuto del 25 per cento, in linea con l' Eurostoxx 50: questo significa che i club sono stati comunque gestiti con criteri economici e non affidandosi per la crescita del giro d' affari soltanto alle prestazioni sportive. Lo dimostra l' operazione Cristiano Ronaldo: per i tifosi significherà anche avvicinarsi ancora di più alla possibilità di vincere la Champions League a 20 anni dall' ultima, ma per la famiglia Agnelli l' investimento ha anche un' altra giustificazione.

 

Con il cinque volte Pallone d' Oro, la Juventus si è assicurata una maggiore penetrazione del marchio in Asia, dove il club non ha grande seguito ma che conta di conquistarlo grazie a CR7. L' operazione ha già avuto una ricaduto finanziaria positiva: da quando hanno iniziato a circolare le voci, il valore delle azioni della Juve a Piazza Affari è cresciuto del 30 per cento.

 

paul singer

Il caso Borussia Perché contrariamente a quanto si possa pensare, il calcio è visto dai fondi come una sorta di investimento alternativo, per differenziare il rischio. In media si tratta di piccole quote possedute, ma non mancano le eccezioni. Nella stessa Juventus - secondo i dati Morningstar - il fondo che detiene la partecipazione più alta è Blue Sustainable Lifestyle Brand (con una quota dell' 1,8%). Ma ci sono casi più significativi: nel Manchester dei fratelli Glazer, due fondi (Baron Focused Growth e Baron Partners) hanno ciascono più del 5%, mentre nel Borussia Dortmund troviamo Haig Max Global e Haig Max Value che detengono rispettivamente il 3,8 e il 3,5%. In ogni caso, per gli investitori è stato un buon affare: negli ultimi cinque anni, i titoli della Juventus hanno visto triplicare il loro valore, quelli del Borussia sono cresciuti dell' 85% mentre il Manchester ha visto salire la capitalizzazione del 50%. Rendimenti di tutto rispetto, alla faccia di chi sostiene che con il calcio si perdono solo soldi.

cristiano ronaldocristiano ronaldocristiano ronaldoPaul Singerlega a diritti tvdiritti tv

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