tavecchio conte lotito

AZZURRO PALLIDO - MAI COSI’ BASSO L’APPEAL DELLA NAZIONALE: A FIRENZE STADIO DESERTO (IN TRIBUNA CI SARA’ RENZI) - PERCHE’ SPENDERE SOLDI PER VEDERE UNA SQUADRA IMBOTTITA DI CALCIATORI (ZAZA, ABATE, MONTOLIVO, CERCI, DARMIAN) CHE NEI LORO CLUB NON GIOCANO?

1. SOLO 9.500 BIGLIETTI, LO STADIO SARÀ DESERTO

Guglielmo Buccheri per “la Stampa”

CONTECONTE

 

C’è un’Italia che prova a mettersi addosso l’abito da sera e una città che la serata azzurra sembra ignorare. Firenze e la Nazionale non è mai stato il racconto di un rapporto banale, o troppo acceso, o così così. Ieri sera il botteghino ha emesso il suo verdetto ed i conti parlano di 9500 biglietti staccati. 

 

Ci sarà Renzi  

Come mai la Nazionale giocherà davanti a tribune praticamente deserte? Il passato juventino del ct Antonio Conte non c’entra, o meglio, c’entra solo in parte e per pochi («Se fosse così la Figc potrebbe chiedermi i danni...», sorride il tecnico ex bianconero). Come c’entra solo marginalmente il poco amore per una maglia che, da queste parti, per qualcuno rappresenta un palazzo del calcio lontano.

 

Il tifo per l’Italia sarà al minimo sindacale (in tribuna ci sarà il premier Renzi) perché, in questa fase della stagione, se l’azzurro si allontana da piazze di provincia per affrontare avversari non appartenenti alla nobiltà del calcio, il pallone si sgonfia. L’anno scorso a Bari fu una festa di popolo: era la prima di Conte sulla panchina azzurra, nella città dove aveva conquistato la A e contro l’Olanda, semifinalista in Brasile. Dodici mesi dopo, la passione ha lasciato spazio all’indifferenza. 

 

Appelli vani  

conteconte

Italia e Malta, in campo in uno scenario da pochi intimi. Conte ha chiesto di «venire allo stadio e di starci vicino». Buffon, il capitano, si è rivolto «a un popolo di tifosi di cui abbiamo bisogno per raggiungere certi obiettivi. Popolo che noi - così il numero uno - cercheremo di rappresentare sempre al meglio, sperando di riuscirci». Firenze ascolta e si mette alla finestra, la Federcalcio incrocia le dita dopo aver messo in campo un’opera di sensibilizzazione come mai in passato. Sullo sfondo rimane l’interrogativo sul perché sia stata scelta una sede che ha dato dei riscontri in parte prevedibili. 

 

Appena 9 stadi a norma  

La risposta parte da lontano e riaccende i riflettori su un problema che sta prendendo in ostaggio il nostro calcio da decenni. In Italia sono soltanto nove gli stadi a cui l’Uefa ha dato il via libera per ospitare partite di qualificazioni agli Europei come quella in agenda oggi: lo Juventus Stadium, San Siro, l’Olimpico di Roma, quello di Torino, il San Paolo di Napoli, il Barbera di Palermo, lo stadio di Reggio Emilia, quelli di Modena e Firenze. Per il resto, cartellino rosso.

bonuccibonucci

 

Tradotto: Italia-Malta non poteva trovare dimora in un impianto, magari più piccolo, ma in una provincia pronta ad accogliere con calore gli azzurri perché fuori dal giro autorizzato dall’Uefa. Fra le sedi possibili, Firenze era quella che permetteva a Conte di evitare un doppio, ravvicinato, viaggio.  

 

2. IL CT RISCHIA DI AVERE UNA SQUADRA DI PANCHINARI

Franco Ordine per “il Giornale”

 

Non giochi? Non parti. Per l'europeo, naturalmente. È questo, in estrema e brutale sintesi, l'ultimo editto firmato da Antonio Conte ct dell'Italia alle prese con la qualificazione per l'Europeo 2016.

 

CONTE EL SHAARAWYCONTE EL SHAARAWY

Il monito, abbinato alla domanda dei cronisti sul futuro di Simone Zaza, ha finito col rappresentare una sorta di ultimatum per il centravanti lucano che, accogliendo la sfida di tornare alla casa madre Juventus, ha accettato contestualmente il rischio di giocare poco, a causa della concorrenza di Mandzukic, Morata e Dybala. Per sua fortuna è uscito di scena Coman ed è entrato a Vinovo Cuadrado che non può certo pensare di sostituirsi a un puntero come Zaza. 
 

zazazaza

Ma attenti perché l'avviso ai naviganti di Conte non è rivolto soltanto a Zaza ma deve rappresentare un monito anche per altri componenti del club Italia che a vario titolo, rischiano di restare fuori dalle scelte principali dei rispettivi club. Il gruppetto più consistente è costituito da tre milanisti che nel passato in Nazionale hanno giocato, da titolari, o hanno partecipato alle spedizioni più prestigiose.

 

È il caso di Ignazio Abate, Riccardo Montolivo e Alessio Cerci. Il primo è scomparso dalla scena (scelta di Mihajlovic che gli ha preferito sul binario di destra De Sciglio), il secondo, con la scusa del recente infortunio e della sua ridotta condizione fisica, è rimasto ai margini di un centrocampo che ha nella ridotta cifra tecnica il difetto più vistoso, il terzo che ha già giocato poco con Inzaghi, si appresta a un'altra stagione di spezzoni e di stenti.
 

zaza 1zaza 1

Nell'Inter è rimasto a guardare la rivoluzione manciniana Ranocchia, già capitano e adesso destinato alla panchina nella migliore delle ipotesi. A Firenze identica sorte è toccata a Pasqual. Se poi diamo un'occhiata distratta all'estero possiamo completare l'elenco con El Shaarawy e Darmian. E allora più che la qualificazione, vicina, Conte è interessato a controllare chi perderà il posto da titolare perché potrebbe ritrovarsi a maggio prossimo con un bel po' di nomi eccellenti in fuorigioco e non per scelta sua.

CerciCerciCONTECONTE

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…