napoli lipsia

IL NAPOLI PENSA SOLO AL CAMPIONATO: IL LIPSIA NE FA 3 AL SAN PAOLO – LA QUALIFICAZIONE AGLI OTTAVI DI HAMSIK E COMPAGNI DIVENTA UN MIRAGGIO - SARRI, CHE ALLA VIGILIA AVEVA DETTO "IL NOSTRO OBIETTIVO E' LO SCUDETTO", AMMETTE DI ESSERE "MOLTO DELUSO": "CI MANCA LA MENTALITA' DELLE GRANDI" - CONTINUA IL MOMENTO NO DELLA LAZIO: LA STEAUA VINCE 1-0…

Gianluca Monti per gazzetta.it

 

napoli lipsia

Che Lipsia al San Paolo, bello quasi con il Manchester City e capace, proprio come la squadra di Guardiola, di espugnare il San Paolo. Dopo il 3-1 in favore dei tedeschi nel match di andata, la qualificazione agli ottavi di Europa League per il Napoli è praticamente un miraggio. Chissà realmente quanto sarà dispiaciuto Sarri, anche se logicamente ora l'obiettivo scudetto diventa "pregnante" perché gli azzurri per adesso sono già fuori dalla Coppa Italia.

 

QUALITÀ LIPSIA — Sarri non ha risparmiato inizialmente Hamsik, reduce da un problema alla schiena, e neppure Reina portando in panchina due portieri vista l'emergenza: cinque uomini indisponibili tra infortuni e squalifiche. Davanti Callejon punta centrale con Zielinski ala sinistra. Hasenhuttl ha deciso di giocarsela senza paura con due punte vere e esterni offensivi. Ottima la prova di Keita, centrocampista tuttofare di quantità e qualità. Lui, Bruma e Werner, autore di due conclusioni pericolose nei primi due minuti, hanno messo sotto pressione la difesa azzurra. Solito Napoli per interpretazione della partita, ma senza la consueta determinazione.

 

sarri

Il Lipsia si è confermato squadra fisica ma di grande qualità che ha costretto Sarri a usare il contropiede. Il Napoli ha provato infatti a lanciare spesso Callejon in profondità, come al 20' (parata di Gulacsi), ed ha rischiato di farsi prendere di infilata da Poulsen al 18', conclusione a lato da ottima posizione. I tedeschi hanno reclamato un rigore per sospetto sgambetto in area di Rog ai danni di Laimer e comunque già nel primo tempo hanno fatto loro la partita arrivando con facilità al tiro (Bruma ha sbagliato una volée da centro area al 42').

 

SORPASSO — Ripresa al via senza cambi e con il Napoli chiamato ad alzare il ritmo ma costretto a soffrire un Lipsia capace di attaccare anche con i terzini tanto che Werner ha sprecato l'ennesima buona chance dopo un cross basso di Klostermann. Al secondo tiro in porta, però, il Napoli è passato in vantaggio: sponda di Callejon per Rog, palla ad Ounas e destro vincente dell'algerino. Non esattamente la specialità della casa, ma un gran diagonale. Sarri ha effettuato a quel punto i cambi programmati inserendo Insigne e Mario Rui ma ha continuato a rischiare grosso (miracolo di Reina su Poulsen con i piedi al 12'). Il vantaggio in pratica è stato un episodio che ha finito con lo scatenare, ancor di più, gli ospiti che al 16' hanno pareggiato con Werner dopo una palla persa in modo sanguinoso da Diawara. Diagonale facile per il bomber del Lipsia dopo la finta smarcante di Poulsen.

CALLEJON

 

Con Allan dentro per Ounas il Napoli ha provato ad alzare il pressing, così da una iniziativa del brasiliano è nata una occasione per Insigne "murato" dal portiere avversario. Meritato, comunque, il vantaggio del Lipsia al 29' con Bruma che ha solo dovuto spingere in porta il pallone recapitatogli da Poulsen scattato sul filo dell'off side e tenuto in gioco da Maggio. Gioia sfrenata per i 1500 tifosi ospiti, che si sono goduti al 93' il contropiede del 3-1 concluso in rete da Werner, doppietta personale, su assist di Forsberg. Per i sostenitori azzurri, invece, non è rimasto che battere le mani agli avversari dopo aver battuto i denti per il freddo.

 

2. LE PAROLE DI SARRI
Da gazzetta.it
Maurizio Sarri l'aveva detto nella conferenza stampa della vigilia : "Il nostro obiettivo è lo scudetto". E se da un lato questa affermazione può spiegare il deserto del San Paolo contro il Lipsia, d'altra parte non può giustificare la brutta prestazione del Napoli, battuto 3-1 in casa dove solo il Manchester City quest'anno aveva segnato così tanto (ne aveva fatti quattro). "Stasera abbiamo fatto una partita deludente. È mancato l'entusiasmo di chi gioca poco e chi ha più minuti non ha dato la giusta mano. La squadra non ha giocato con il piglio giusto e questo mi ha deluso molto".

sarri

 
DISTRAZIONE CAMPIONATO — Il tecnico toscano è arrabbiato: "Non si può prendere al 92' un gol così. Stasera abbiamo giocato senza determinazione e questo è un brutto segnale dal punto di vista della mentalità. Abbiamo fatto tutto quello che non dovevamo fare e che avevamo detto di non fare con questo tipo di avversario". La squadra, invece, si è probabilmente lasciata distrarre dall'obiettivo scudetto: "Al campionato dovevamo pensarci da domani e stasera avremmo dovuto onorare la maglia del Napoli. A livello di maturità siamo ancora indietro perché non riusciamo a fare tutte le partite con lo stesso spirito. È una sensazione che avevo dall'inizio e questa partita è la conferma".
 
MANCA LA MENTALITÀ DELLE GRANDI — Ora, però, non bisogna lasciarsi distrarre dalla sconfitta e tornare a concentrarsi sul campionato e sul testa a testa con la Juventus: "Spero non ci siano ripercussioni dal punto di vista morale. Quest'anno contro il City abbiamo fatto due grandi partite ma abbiamo poi pagato dazio in campionato con due pareggi. Ecco perché penso che questa squadra non abbia la capacità delle grandi di scaricare la tensione e ricaricarsi per il campionato". E non si pente di aver detto chiaramente che l'Europa League sia un obiettivo secondario rispetto allo scudetto: "I giocatori non vanno presi in giro. È chiaro che l'obiettivo primario sia il campionato, ma bisogna anche capire che quando si gioca in Europa bisogna fare prestazioni di livello per non fare brutte figure".

 

gnohere steaua lazio

 

 

 

 

3. STEAUA-LAZIO 1-0

 

Elmar Bergonzini per gazzetta.it

 

Continua il momento no della Lazio, che perde anche in Europa League, nell'andata dei sedicesimi, in casa della Steaua Bucarest. L'1-0 dei romeni lascia comunque aperto ogni discorso per la qualificazione. La Steaua passa al 29' del primo tempo con un contropiede ben chiuso da Gnohere. La Lazio dopo essere andata sotto ha più occasioni per pareggiare, nella ripresa fa entrare Immobile e Felipe Anderson, ma manca sempre l'ultimo passaggio o il tiro. Clamorosa l'occasione fallita da Caceres quando mancavano cinque minuti alla fine. Dovrà ribaltare il risultato fra una settimana all'Olimpico.

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…