cerri audero sturaro

IL NUOVO DOPING DEL CALCIO SI CHIAMA PLUSVALENZA – NELLA STAGIONE 2016-2017 I CLUB AVEVANO UN BUCO DI 711 MILIONI MA GRAZIE ALLA DROGA DEI RICAVI FITTIZI IL RISULTATO DIVENTA POSITIVO PER 38 MILIONI - GLI STRANI SCAMBI DELLA JUVE CON GENOA E SAMP: DA STURARO (18 MLN) A AUDERO (20 MLN) DA CERRI (9 MLN) A MANDRAGORA (20 MLN) - L’ALLARME DEL NUMERO 1 DELLA FIGC GRAVINA: "È NOSTRO COMPITO ATTENZIONARE PLUSVALENZE E SCAMBI SOSPETTI”

1.IL MISTERO DEI PRESIDENTI CHE REGALANO SOLDI ALLA JUVENTUS - PAOLO ZILIANI: “PREZIOSI HA COMPRATO STURARO DALLA JUVE PER 18 MILIONI. LA COSA E' STRANA: PERCHÉ È UN GIOCATORE MEDIOCRE - AVEVA UN DEBITO DI RICONOSCENZA NEL CONFRONTI DEL CLUB DI AGNELLI OPPURE CERCA DI INGRAZIARSELO, PERCHÉ NELLA VITA NON SI SA MAI? ANCHE FERRERO HA PRESO IL PORTIERE AUDERO PER 20 MILIONI; GIULINI, PRESIDENTE DEL CAGLIARI, HA ACQUISTATO DALLA JUVE CERRI PER 9 MILIONI E POZZO DELL'UDINESE, HA PRESO MANDRAGORA PER 20 MILIONI...”

http://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/mistero-presidenti-che-regalano-soldi-juventus-paolo-ziliani-195299.htm

 

 

 

 

2 - PLUSVALENZE E DEBITI: PERCHÉ IL CALCIO HA PAURA DEL CRAC

gravina foto mezzelani gmt 029

Giorgio Meletti per “il Fatto quotidiano”

 

La sirena d' allarme è suonata la sera di domenica 10 marzo, durante la Domenica Sportiva. Nel bel mezzo dell' appuntamento tv nazional-popolare per eccellenza, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina si è messo a parlare di "plusvalenze".

Il messaggio è stato chiaro: "È nostro compito attenzionare plusvalenze e scambi sospetti. Tutti gli scambi senza finanza vanno segnalati alla Procura e segnaleremo alle società di revisione se alcuni elementi danno sospetti, facendole intervenire. E obbligheranno una svalutazione della plusvalenza fittizia". Il tifoso medio ha capito quanto basta: se il presidente della Figc ne parla alla Domenica Sportiva, vuol dire che il problema è grosso.

 

I bilanci delle società di calcio rischiano di esplodere. Il fenomeno delle plusvalenze è il sintomo della crisi. Sembrano ricavi fittizi per nascondere le perdite e rinviare l' appuntamento con la realtà. È un mondo dove la Juventus vale in Borsa 18 volte la Lazio, azienda che pure fa esattamente lo stesso business. E la Roma vale un quinto della Juventus, ma quattro volte la Lazio. Un mondo dove la matematica è un' opinione.

 

Il meccanismo delle plusvalenze è semplice. Se un calciatore l' ho pagato un milione e lo cedo a 20 milioni, aggiungerò ai proventi da abbonamenti, biglietti e diritti tv pagati da Sky una plusvalenza di 19 milioni: nel bilancio andrà ad aumentare i ricavi e ad abbattere le perdite. Ci sono due modi di ingannare la realtà. Se i 20 milioni mi vengono pagati in tre anni, ugualmente segno subito nel conto economico la plusvalenza intera, cioè soldi non ancora arrivati.

sturaro

 

Ma soprattutto, se, dopo aver venduto a 20 milioni un ragazzo pagato un milione, vado a comprarne per 20 milioni un altro, e se tutti si scambiano i calciatori in una girandola di contratti a prezzi crescenti, ecco fatta la fabbrica dei ricavi falsi.

 

I dati sui bilanci del calcio professionistico pubblicati nei report della Figc sono chiarissimi. Nella stagione 2016-2017, l' ultima di cui si hanno tutti i bilanci approvati, le società nel loro complesso hanno fatto incassi effettivi per 2,6 miliardi a fronte di spese per 3,3 miliardi, con uno sbilancio tra costi e ricavi, cioè un buco, di 711 milioni. Ma ecco le plusvalenze: le società calcistiche ne hanno realizzate per 749 milioni, cosicché il risultato a livello di margine operativo lordo (Ebitda) diventa positivo per 38 milioni. Anche nel campionato precedente, 2015-2016, la differenza tra costi e ricavi era stata di circa 700 milioni, ma le plusvalenze si erano fermate a 437 milioni, così il rosso si era avvicinato ai 300 milioni.

 

Gravina deve intervenire perché le plusvalenze sono come una droga iniettata nei bilanci. E prima o poi la paghi. Se segni tra i ricavi una cifra alla quale non corrisponde un effettivo incasso, da qualche parte il buco verrà fuori. Le spese, per esempio gli stipendi pagati ai calciatori (la Serie A è in Europa il campionato con il maggior impatto del costo dei calciatori sul fatturato), sono soldi veri che escono tutti i mesi dalla cassa, mentre le plusvalenze non sempre si appalesano nella loro volgare materialità.

audero

A ben guardare i bilanci, si nota che il debito totale della Serie A è passato dai 3 miliardi del 2016 ai 3,6 del 2017.

 

Ecco che cosa diventano le plusvalenze: debiti. Nel 2017 le società italiane hanno segnato nei loro bilanci 749 milioni di plusvalenze e i debiti sono cresciuti di 600 milioni. Numeri che suggeriscono quante possano essere le plusvalenze fittizie. Altro indicatore sospetto è che in due anni le plusvalenze sono raddoppiate, da 381 a 749 milioni, fenomeno spiegabile solo con il tentativo del sistema di tappare le falle in qualche modo.

 

Il patron del Genoa Enrico Preziosi ha depositato una preziosa testimonianza nel bilancio 2017, dove si legge: "Successivamente alla data di chiusura dell' esercizio 2017, nel corso della sessione invernale di calciomercato, sono state realizzate importanti plusvalenze che hanno consentito alla società, come meglio precisato all' interno della relazione sulla gestione, di superare la situazione di cui all' art. 2447 c.c. e ripristinare l' integrità patrimoniale della stessa". Il Genoa, nonostante avesse segnato all' attivo 30,4 milioni di plusvalenze (più di un terzo dei ricavi), aveva chiuso il bilancio con 12 milioni di perdita, il che aveva provocato la scomparsa del patrimonio netto, che avrebbe dovuto essere ricostituito con costosi aumenti di capitale.

gaetano micciche

 

Invece è bastata qualche plusvalenza. Finché dura: il Genoa ha 173 milioni di debiti, tre volte il fatturato senza plusvalenze; l' Inter ha 668 milioni di debiti, quattro volte il fatturato senza plusvalenze. Il Milan, che fa relativamente meno plusvalenze e ha chiuso l' ultimo bilancio in rosso di 135 milioni, ha debiti per 537 milioni; la Sampdoria ha 164 milioni di debiti, più del doppio del fatturato senza plusvalenze. Dicono gli esperti che le banche non hanno paura di questa bolla, perché si sentono garantite dai contratti dei diritti tv, 1,1 miliardi all' anno già garantiti per questo campionato e per ciascuno dei prossimi due. Però a presiedere la Lega Calcio è stato mandato l' ex numero due di Intesa Sanpaolo, Gaetano Micciché. Che dovrà discutere seriamente con Gravina per trovare una via d' uscita.

andres tello

 

3 - IL CASO TELLO E GLI STRANI AFFARI TRA JUVE E GENOVESI

Carlo Tecce per il “Fatto quotidiano”

 

Andres Felipe Tello Munoz, per semplificare Andres Tello, è un ragazzo colombiano di 22 anni di Medellin, un viso fanciullesco che poteva ispirare un reportage di Gabriel Garcia Marquez, terzino destro in patria, esterno o mezzala in Italia. Andres viene scovato appena maggiorenne a Envigado, una cittadina a 1.600 metri di altitudine, dagli osservatori della Juventus, pare la controfigura smaccata del connazionale Juan Cuadrado.

Col tempo ne assume le sembianze, la chioma folta e piena di riccioli.

cerri

I bianconeri lo sottopongono a un rigido svezzamento professionale: Cagliari, Empoli, Bari. Finché Tello, dopo tre discrete stagioni, l' ultima eccellente in Puglia, lo scorso giugno diventa una plusvalenza (differenza tra il prezzo di acquisto e vendita), una merce di scambio, una cessione che genera profitto nei bilanci. Andres va al Benevento, retrocesso in Serie B, per 2,5 milioni di euro.

 

Oggi è oggetto di una controversia regolamentare tra la Juve, la Lega Calcio e, di riflesso, la Figc. È diventato un caso di scuola, suo malgrado.

Il cartellino di Andres, cioè la carriera, le ambizioni, la sua stessa vita, è di proprietà dei sanniti, ma il contratto firmato in giugno prevede un' opzione: il "diritto di recompra", mutuato dai costumi spagnoli, così viene importato in Italia, neppure tradotto.

 

ROLANDO MANDRAGORA

Vuol dire che i bianconeri possono riacquistare Tello per 8 milioni in futuro, riflettere a lungo e poi scegliere dopo il torneo 2018/19, come sostiene l' ultima relazione finanziaria dei bianconeri. Quando la vendita di un calciatore è incompleta, non esistono effetti sul bilancio. In gennaio, però, la Juve rastrella affari per rimpinguare le casse e decide di rinunciare all' opzione per la recompra di Tello e così iscrive la plusvalenza in bilancio per 1,89 milioni di euro. Insorge la Lega di B, spalleggiata dai fratelli maggiori di A, perché l' accordo ufficiale e depositato col Benevento fissa l' opzione al termine dei campionati 2019/20 o 2020/21 e non 2018/19, e poi rammenta che le norme federali (articolo 1, comma 4, delibera n. 59 del 2018) vietano "modifiche del contratto tranne per indennizzi o premi". Per aggirare il diniego, la Juve spedisce una lettera in Figc, un gesto che nei casi del genere viene definito "irrituale", per informare la federazione dell' operazione su Tello. Contattati dal Fatto, la Figc fa sapere che ha solo preso atto della comunicazione e la Juve spiega che la rinuncia era una "mera facoltà", non una alterazione del patto col Benevento. Per la Lega il precedente è assai pericoloso, perché crea un lassismo sui contratti con il diritto di recompra, usati per raccattare plusvalenze all' uopo, e suggerisce ai presidenti di rivolgersi alla Federcalcio per scavalcare le leghe di appartenenza.

gravina foto mezzelani gmt 051

Una babele innescata da un episodio, dal giovane Tello.

 

Pure la Vecchia Signora degli Agnelli, che ha celebrato l' impresa con l' Atletico Madrid in Champions League col titolo ieri in Borsa a +17,4 per cento e una sospensione per eccesso di rialzo, ha bisogno di plusvalenze per limare le perdite. I circa 200 milioni di euro investiti per Cristiano Ronaldo hanno un impatto ancora negativo sui conti della Juve, che nell' ultima semestrale registra 384,3 milioni di euro di debiti e perciò ha emesso un prestito obbligazionario da 175 milioni. Il CR7 bond. Tra la sessione estiva e invernale, la Juve ha riportato in bilancio oltre 80 milioni di euro di plusvalenze: 43,7 tra giugno e agosto, 36,7 in gennaio. Il resoconto estivo: 21,5 milioni per Mattia Caldara; 13,6 per Rolando Mandragora; 8 più 1 di prestito per Alberto Cerri; mezzo milione per Tena Garcia e Alberto Brignoli. Il momento di Tello cade nel mercato invernale di riparazione, ma è un dettaglio rispetto ai 18,9 milioni di plusvalenza apportati da Emil Audero (Sampdoria) e ai 13,6 di Stefano Sturaro (Genoa).

gravina

 

Il 24 gennaio 2019, la Juventus annuncia il rientro di Sturaro, era in prestito allo Sporting Lisbona. Non era mai sceso in campo in Portogallo. Il Genoa di Preziosi lo accoglie volentieri per sei mesi, sempre in prestito, per 1,5 milioni di euro e s' impegna al riscatto, all' acquisto totale del cartellino, per altri 16,5 milioni. Sturaro non riesce a esordire con i rossoblu, ma il 6 febbraio "scatta il riscatto".

 

Cos' è successo? Il Genoa ha pareggiato col Sassuolo: il punto, da contratto, ratifica la vendita. Preziosi non è un pivello, l' operazione Sturaro rafforza l' asse con Torino. Il 10 febbraio, la Juventus Under 23 batte l' Arzachena e "scatta il riscatto" di Luca Zanimacchia. I bianconeri prelevano il calciatore dal Genoa per 4 milioni di euro più 2 "al maturare di determinate condizioni". Non male per un classe '98 che milita in una società di metà classifica in C. La Juve ha spalmato al Genoa i 16,5 milioni di euro di Sturaro in 4 anni, la prima rata corrisponde al costo di Zanimacchia. La Samp di Ferrero, che s' è svenata per Audero, incassa 4 milioni dai bianconeri per Daouda Peeters ('99, mediano), origini guineane, passaporto belga, arruolato nella Primavera. Agnelli, Preziosi e Ferrero esultano assieme. Una plusvalenza ciascuno.

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