alex schwazer  carolina kostner

LA MARCIA DEL DOPING - LE MAIL SOSPETTE DI SCHWAZER AL MEDICO DI ARMSTRONG: “SEI TU LA MIA DIRETTIVA” - OMBRE SULL’ORO DI PECHINO PER L’USO DELLA “TENDA” VIETATA - L’EX FIDANZATA DEL MARCIATORE CAROLINA KOSTNER RISCHIA 4 ANNI DI STOP

1. AMORI DOPATI

Massimo Gramellini per "La Stampa"

 

dolore e rammarico per il suo errore alex schwazer ha al suo fianco il conforto della fidanzata carolina kostner e la famiglia e dolore e rammarico per il suo errore alex schwazer ha al suo fianco il conforto della fidanzata carolina kostner e la famiglia e

Se il vostro compagno arrivasse a letto tutte le sere con una maschera sulla faccia collegata a un tubo rumorosissimo, prima o poi vi verrebbe lo scrupolo di chiedergli spiegazioni. Invece Carolina Kostner si limitava a mettere i tappi e augurare la buonanotte al suo Alex Schwazer, il marciatore olimpico dal motore truccato. Le dichiarazioni di Carolina ai magistrati che indagano sulle prodezze alchemiche dell’ex fidanzato spezzano il cuore per la loro ingenuità.

 

ALEX SCHWAZER ALEX SCHWAZER

Non si può che comprenderla quando i cattivi dell’antidoping bussano alla porta, Alex le intima: «Apri tu e digli che non ci sono» e lei accetta di mentire in nome dell’amore. L’attenuante sentimentale venne già riconosciuta al personaggio di Marlene Dietrich nel memorabile «Testimone d’accusa» di Billy Wilder. Riesce più difficile digerire che un’atleta della sua esperienza conviva con un collega dopato senza mai rendersi conto di tutta la farmacia che gli gira intorno. 

 

alex schwazer carolina kostner alex schwazer carolina kostner

La distrazione sta diventando una caratteristica delle nostre élite, non solo sportive. Ti regalano una casa e non te ne accorgi. Ti pagano una vacanza e non te ne accorgi. Ti vendono una partita e non te ne accorgi. D’accordo: le persone come la Kostner conducono vite complesse e ci sta che al momento di andare a letto siano così affaticate da ignorare l’armamentario da Guerre Stellari indossato dal partner. Ma ormai questa distrazione è un virus che dilaga ovunque, anche dove meno te lo aspetti. Per dire: c’è uno che sta a Palazzo Chigi per abbassare le tasse e ancora non se n’è accorto.  

 

2. CASO SCHWAZER, LE MAIL SOSPETTE AL MEDICO DI ARMSTRONG: “SEI TU LA MIA DIRETTIVA”

Andrea Arzilli e Andrea Pasqualetto per “il Corriere della Sera

 

Quel giorno, era il 17 gennaio del 2010, Alex Schwazer diceva di sentirsi molto fresco nonostante l’allenamento intenso e volle comunicarlo con soddisfazione al suo preparatore che era un po’ anche il suo mito: il dottor Michele Ferrari, il medico sportivo di Lance Armstrong, radiato per doping dopo aver vinto sette Tour de France.

ALEX SCHWAZER CAROLINA KOSTNER ALEX SCHWAZER CAROLINA KOSTNER

 

«Sei tu la mia direttiva», gli scrive sinteticamente in una mail, una delle quaranta che gli inquirenti hanno scovato nel computer del marciatore altoatesino, indagato per doping dalla procura di Bolzano. Più avanti lo ricontatta, sempre al termine di un allenamento, sempre più felice:

 

«Ieri mi sono mosso un po’ perché mi sentivo benissimo... mi sentivo come se arrivassi da una settimana di riposo...ho l’impressione di stare meglio ora che prima della 50 chilometri...». E ancora, qualche giorno dopo: «...non ero a tutta, ho l’ok per gli Europei (quelli di Barcellona del 2010, dove lui arrivò secondo, ndr) sia per la 50 che per la 20 e anche la gara del 18 aprile non sono obbligato a farla. Possiamo scegliere le gare come vogliamo noi». Noi, cioè lui e Ferrari che è stato inibito a vita dall’agenzia antidoping e del quale anche Armstrong aveva un’ottima considerazione: «È un mito». 
 

MICHELE FERRARI MICHELE FERRARI

«Si affidava a lui»
Va detto che l’inibizione è successiva alle decine di mail che i due si sono scambiati, anche se i Tour erano precedenti. «Ma emerge chiaramente il completo affidamento dell’atleta nelle mani del medico - concludono gli investigatori del Ros di Trento, in una relazione depositata dalla procura di Bolzano a conclusione delle indagini — Schwazer lascia intendere che di fatto segue solo le sue indicazioni, pur avendo uno staff tecnico e sanitario che la Fidal gli aveva messo a disposizione. Fidal che a questo punto appare solo di facciata». 
 

Tutto questo per dire che i sospetti sul doping del marciatore azzurro non si fermano al 2012, come lui ha confessato. Arrivano al 2010 e toccherebbero pure il 2008, l’anno dello strepitoso oro olimpico di Pechino. «Quel successo è pulito e guai a chi lo mette in discussione», è insorto l’avvocato Gerhard Brandstätter, difensore di Schwazer. 
 

LANCE ARMSTRONG CON SPONSOR US POSTAL SERVICE jpegLANCE ARMSTRONG CON SPONSOR US POSTAL SERVICE jpeg

La tenda e Pechino
Lì l’accusa riguarda l’uso della «tenda ipossica in grado di abbassare la percentuale di ossigeno, vietata in Italia dal ministero della Salute», scrive il pm nel capo d’accusa. Cioè, quel macchinario bianco di cui parla Carolina Kostner, ex fidanzata di Schwazer, nella testimonianza dell’ottobre scorso in cui racconta le strane notti con Alex «che usava la maschera». Non farmaci, non epo, nessuna siringa. Un doping più «leggero», dunque, sul quale si discute molto.

 

LANCE ARMSTRONG CON IL LOGO DELLE POSTE AMERICANE COME SPONSOR LANCE ARMSTRONG CON IL LOGO DELLE POSTE AMERICANE COME SPONSOR

Nel computer portatile dell’atleta è stato trovato un file che confermerebbe l’utilizzo della strumentazione prima dei Giochi di Pechino. Era il 6 luglio 2008 e Schwazer scriveva: «Fine Livigno (stanco). Periodo tenda continua», mentre il 27 luglio successivo, alla vigilia dei Giochi, annunciava: «Fine tenda». Fin qui, le carte su Schwazer.

 

Poi c’è la vicenda di Carolina Kostner, che dopo le anticipazioni del Corriere della sera è stata convocata dalla procura antidoping del Coni per venerdì prossimo. Le contestano la complicità con l’ex fidanzato, nonostante quest’ultimo abbia negato decisamente ogni coinvolgimento della campionessa: «Non sapeva, ho fatto tutto da solo». Il rischio per lei l’inibizione per 4 anni per la violazione delle Norme Sportive Antidoping che riguardano la complicità e la copertura dell’illecito e l’omessa denuncia. 
 

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Il sistema Adams
Ieri il Coni, che è parte civile nel procedimento Schwazer, ha vinto anche una lunga battaglia sul tema doping. A un anno dalla richiesta partita da Palazzo H, il Garante della Privacy ha dato il proprio nullaosta all’utilizzo del sistema informatico Adams (Anti-Doping Administration and Management System) da parte degli organismi nazionali antidoping italiani . Il Coni potrà cioè accedere alla banca dati internazionale che contiene tutti le informazioni sul sangue dei tesserati e sulla reperibilità (i «whereabouts»). Sarà possibile, insomma, attivare il sistema del passaporto biologico degli atleti. 
 

 

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