CHAMPIONS DA URLO: IL CHELSEA DELLO “SPECIAL ONE” CONTRO L’ATLETICO MADRID DELLO “SPECIAL SIME-ONE”! - NELL’ALTRA SEMIFINALE IL REAL (FORSE SENZA CR7) TROVA IL BAYERN DI GUARDIOLA - BENFICA PER LA JUVE IN EUROPA LEAGUE!

1. SORTEGGI DI EUROPA LEAGUE
Da ‘repubblica.it'

Sarà il Benfica l'avversario della Juve nella semifinale di Europa League. Lo ha stabilito il sorteggio effettuato oggi a Nyon. I bianconeri giocheranno la gara di andata in trasferta il 24 aprile. Ritorno a Torino il primo maggio. L'altra semifinale vedrà di fronte due squadre spagnole, Siviglia e Valencia.

NEDVED: ''VOGLIAMO LA FINALE'' - "In semifinale saranno due sfide molto difficili, il Benfica ha perso la finale e ha dimostrato di essere la squadra favorita. Noi abbiamo una motivazione in più, visto che la finale si gioca a Torino, ma sarà molto difficile con il Benfica" le parole di Pavel Nedved, membro del cda della Juventus e ambasciatore bianconero al sorteggio. "Cercheremo di fare il nostro meglio, come sempre. A questo livello della competizione l'importante è esserci, siamo contenti e daremo il massimo per arrivare in finale", ha invece detto l'ambasciatore del Benfica, Nuno Gomes.

CHAMPIONS - Real Madrid-Bayern Monaco e Atletico Madrid-Chelsea. Queste le semifinali di Champions League sorteggiate a Nyon. Le gara di andata sono in programma il 22 e il 23 aprile, ritorno il 29 e 30 aprile.


2. LA CHAMPIONS DEI CERVELLI ITALIANI
Fabio Monti per il "Corriere della Sera"

Mezzogiorno di Champions League. Oggi a Nyon, nella sede Uefa, la mano di Luis Figo, ambasciatore della finale (Lisbona, 24 maggio) determinerà gli accoppiamenti delle due semifinali (andata 22-23 aprile; ritorno 29-30). Sono rimasti in corsa il Bayern Monaco campione d'Europa in carica; il Chelsea più Real Madrid e Atletico (quarta volta per due squadre di una stessa città).

È dal 2010 (Inter-Barcellona) che una italiana non arriva in semifinale, eppure i quattro club che sono ancora in corsa per vincere la coppa hanno allenatori che si sono formati e costruiti (anche) in Italia. Non solo Ancelotti, ma pure Mourinho (all'Inter), Simeone (Inter e Lazio da giocatore; Catania da allenatore) e Guardiola (a Brescia). Questo conferma anche la vecchia teoria di Trapattoni: «Il nostro non sarà il campionato più bello del mondo, ma è sicuramente il più difficile».

E un allenatore che se l'è cavata in Italia, con tutte le pressioni del caso, non può che far bene anche altrove. Così sta arrivando in Champions League il momento della verità. Il Bayern vuole essere il primo club a vincere per due volte consecutive la Champions League (dal 1993); il Real approda alla semifinale per la 25ª volta nella sua storia, mentre per l'Atletico (ancora imbattuto in Europa) è un ritorno atteso 40 anni. Mourinho (ottava semifinale, record) insegue una terza Champions League personale (con il Chelsea), dopo quelle vinte con Porto (2004) e Inter (2010). Al resto penserà Figo.

ANCELOTTI, BUON SENSO E GRANDI MAESTRI
A 55 anni, Carlo Ancelotti deve convivere con l'obbligo madridista di vincere la decima Champions League con il Real. Succede a tutti i tecnici dal 16 maggio 2002, il giorno dopo la vittoria della nona coppa (2-1 al Bayer Leverkusen), con Vicente Del Bosque in panchina.

Da allora il Real non è mai più andato in finale e la febbre europea è altissima. Ma Ancelotti può mettere in campo il fatto di aver giocato e allenato nel campionato più stressante del mondo. Con il senso della misura che ne fa uno dei tecnici più stimati nel mondo, ha saputo prendere il meglio dagli allenatori che ha avuto, unendolo all'esperienza, all'intelligenza calcistica, alla solidità del suo calcio.

E anche alla capacità di gestire le situazioni più complicate. Un tecnico che da allenatore del Milan riesce a vincere la Champions League 2003, passando attraverso la centrifuga di un doppio derby in semifinale con l'Inter e di una finale con la Juve non ha più nulla da temere sul piano emotivo.

Dal punto di vista tecnico-tattico, la lezione di Liedholm nella Roma della «zona» e la rivoluzione di Sacchi nei quattro anni al Milan rappresentano la pietra angolare sulla quale Ancelotti ha edificato il suo progetto: un calcio che sappia unire organizzazione, attenzione alla fase difensiva, senso dello spettacolo, possesso palla, senza mai perdere di vista la necessità di praticare un calcio verticale, sublimato dalle qualità di Cristiano Ronaldo, peraltro al momento infortunato: salterà la finale di Coppa del Re di mercoledì a Valencia (con il Barcellona) ed è in dubbio per la semifinale di andata di Champions. Ma Ancelotti sa come superare gli ostacoli senza perdere il sonno.

MOU, IL PROFESSORE CHE STUDIA I DETTAGLI
Quando José Mourinho è apparso in Italia (2 giugno 2008) era già un professore, in tutti i sensi. Per le vittorie, compresa la Champions con il Porto (2004), dopo aver eliminato il Manchester Utd; per la conoscenza dell'italiano, con battuta alla Bagnoli «Io non sono pirla».

Eppure l'esperienza italiana sulla panchina dell'Inter, interrotta per sua scelta dopo due stagioni e cinque trofei (Supercoppa e scudetto nel 2008-2009 più il triplete del 2010), ha contribuito a rendere Mourinho ancora più pragmatico, più attento ai dettagli, più furbo. In sintesi: più bravo.

In Italia, Mourinho ha studiato gli avversari con ancora maggiore attenzione, per riuscire a sapere tutto di tutti. Nella prima stagione, il suo tattico era nientemeno che Villas Boas; nella seconda, si è affidato alla sapienza di José Morais. Ma in Italia Mourinho ha capito quanto possa essere importante anche la provocazione per innervosire gli avversari, per metterli in difficoltà (non solo verbale), per vincere le partite prima ancora di scendere in campo.

SIMEONE HA IMPARATO A SOFFRIRE IN SERIE A
Ha detto Luca Marchegiani: «Simeone fa giocare le sue squadre allo stesso modo in cui giocava lui». Verissimo. Quando è arrivato per la seconda volta in Italia (all'Inter) nel 1997, dopo due anni al Pisa, il Cholo (argentino di Buenos Aires) era già un centrocampista affermato (Siviglia e Atletico Madrid), ma è stato in nerazzurro (1997-1999) e con la Lazio (1999-2003) che ha raggiunto la piena maturità.

È stato in Italia che ha imparato a soffrire per conquistare un posto in squadra (in salita gli inizi interisti) e in Italia ha alimentato la sua idea di calcio, fatta di pressing, ripartenze, gioco verticale e soprattutto organizzazione difensiva, come ha ricordato Vialli: «Nessuno in Europa sa difendere bene come l'Atletico».

Il campionato italiano ha insegnato al Cholo come interpretare il copione della partita. La gara come una battaglia, leale ma da vivere con lo spirito del guerriero. Lo stesso che metteva in campo nei derby di Milano o nei cinque mesi in cui ha allenato e salvato (con due giornate di anticipo) il Catania .

GUARDIOLA, A BRESCIA L'ESPERIENZA DECISIVA
Il 23 marzo 2011, Pep Guardiola, tecnico del Barcellona che stava per vincere tutto, era arrivato a Brescia approfittando della sosta per le partite delle nazionali. E a cena, a Gino Corioni aveva detto: «Presidente, se torno a lavorare in Italia, sarà soltanto per allenare il Brescia. E lo farò gratis».

Si vede che i tempi non sono maturi, perché, lasciato il Barça, Guardiola è andato al Bayern, dopo un anno sabbatico, e non allena gratis; resta il fatto che anche mercoledì notte, dopo aver eliminato il Manchester Utd., ha parlato di Brescia e del Brescia. Al di là dell'aspetto affettivo («siete sempre nel mio cuore»), che spiega perché quando arriva in città porta moglie e figli, Guardiola considera l'esperienza di Brescia (dal 2001 al 2003, con sei mesi di intervallo alla Roma) come «fondamentale» per il futuro.

Ancora oggi, il tecnico più invidiato d'Europa ripete: «Considero Carlo Mazzone il mio unico vero maestro. Sono orgoglioso di essere stato allenato da lui». Da Mazzone, Guardiola ha appreso la capacità di organizzare le squadre, perché il tecnico ascolano spesso ha saputo tenere testa a formazioni ben più forti delle sue proprio grazie alla sapienza tattica.

E, contrariamente a quello che si è detto tante volte, Mazzone era tutto tranne che il sostenitore di un calcio distruttivo, con poco gioco e molti falli. Non è un caso che abbia saputo esaltare le qualità di Roberto Baggio, considerato non come un lusso da sfruttare, ma come il campione calato nella realtà di squadra, per aiutare gli altri, ma anche per essere aiutato. Quello che sarebbe successo a Barcellona con Guardiola in panchina e Messi in campo.

 

MOURINHO SUPEREROEMOurinho ATLETICO MADRID MILAN SIMEONE ANCELOTTI MARTINO Carlo AncelottiGUARDIOLA RomaJuventussssssssssssGMT antonio conte foto mezzelani gmt ANDREA AGNELLI ANTONIO CONTE

Ultimi Dagoreport

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO…