carlo ancelotti

COME MAI CARLO ANCELOTTI, CONDANNATO A UN ANNO DI CARCERE A MADRID PER FRODE FISCALE, NON ANDRA’ IN CARCERE? LA LEGGE SPAGNOLA PREVEDE CHE NON SI FINISCA DIETRO LE SBARRE PER UNA PENA INFERIORE A DUE ANNI PER UN REATO NON VIOLENTO E PER UN INCENSURATO - IL CT DEL BRASILE SI ERA DICHIARATO INNOCENTE CHIAMANDO IN CAUSA IL CLUB - ALL’ORIGINE DEL CASO UNA "SCAPPATOIA" ECONOMICA USATA IN QUEGLI ANNI DAL REAL CON I PROPRI DIPENDENTI, CHE HA COSTRETTO ANCHE CRISTIANO RONALDO, MOURINHO E BALE A PAGARE MULTE SALATE…

carlo davide ancelotti

Andrea Sereni per repubblica.it - Estratti

 

Carlo Ancelotti è stato condannato dal Tribunale provinciale di Madrid a un anno di carcere con la condizionale e al pagamento di una multa di 386.361,93 euro come risarcimento per frode fiscale, per non aver pagato le tasse sui ricavi derivanti dai diritti d’immagine per il 2014, ai tempi della sua prima esperienza da allenatore del Real Madrid.

 

Non potrà inoltre ottenere aiuti pubblici e godere di benefici o incentivi fiscali o previdenziali per tre anni. Non andrà dietro le sbarre, come previsto dalla legge spagnola per qualsiasi pena inferiore a due anni per un reato non violento e per un incensurato.

 

 È stato invece assolto da un’accusa simile per fatti del 2015: non è stato dimostrato che l’attuale ct del Brasile abbia trascorso in quell’anno almeno 183 giorni in Spagna, necessari per essere considerato residente. Carlo fu esonerato a maggio (ma il trasferimento fiscale avvenne a ottobre) e passò i mesi successivi tra Londra, l’Italia e il Canada. La Corte, non convinta del tutto, ha applicato in questa circostanza il principio «in dubio pro reo».

carlo ancelotti 3

 

Cosa è successo

All’origine del caso la struttura economica usata in quegli anni dal Madrid con i propri dipendenti, che ha costretto tra gli altri Cristiano Ronaldo, Mourinho e Bale a pagare multe salate. Nel processo celebrato il 2 e 3 aprile, in cui Ancelotti ha rifiutato il patteggiamento, la Procura spagnola aveva accusato il tecnico italiano di aver frodato le casse pubbliche per 1.062.079 euro negli anni fiscali 2014 (386.361 euro) e 2015 (675.718 euro), chiedendo per lui quattro anni e nove mesi di carcere, oltre a una multa di 3,1 milioni.

 

carlo ancelotti 1

I giudici hanno accolto la tesi dell’accusa, secondo cui Ancelotti aveva messo in piedi «un complesso e confuso schema di fideiussioni e società interposte» per nascondere parte del suo stipendio al fisco, una struttura societaria «priva di giustificazione economica per la gestione e il trasferimento dei diritti d’immagine». Nello specifico, le società Vapia Limited e Vapia LLP (con sede fuori dalla Spagna) erano prive di «rischio d’impresa» o di «locali, dipendenti e uffici». Si dedicavano solo a «incanalare la gestione e la riscossione dei diritti d’immagine di Ancelotti, senza fornire servizi a terzi». Da qui la condanna.

 

 

La difesa di Ancelotti

carlo ancelotti

Carletto aveva testimoniato in aula raccontando la sua verità: «Non ho mai avuto alcuna intenzione di frodare il fisco spagnolo, mai», le sue parole ad aprile. E ancora: «Quando firmai con il Real chiesi sei milioni di stipendio. Per il pagamento il club mi propose una struttura 85-15, ovvero il versamento del 15 per cento dei miei emolumenti come diritti d’immagine, una modalità all’epoca utilizzata per tanti giocatori e anche per Mourinho. Accettai, mettendo in contatto i miei commercialisti con quelli del club. Poi non ho saputo più nulla fino al 2018, quando mi hanno detto che c’era un problema. Volevo solo incassare i 6 milioni, mi sono fidato». Il tribunale ha applicato la pena minima.

carlo ancelotti 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…