CHI VUOLE UN DE ROSSI A 15 MILIONI? UN AFFARE “VINTAGE”, MA PER CHI?

Ugo Trani per IlMessaggero.it

Non si può ancora sapere se Daniele De Rossi abbia giocato il suo ultimo derby, ma solo perché potrebbe esserci anche il terzo stagionale, quello di Coppa Italia. Di certo la sfida con la Lazio, lunedì sera, ha offerto qualche indicazione sul futuro del centrocampista della Roma che ora è chiaramente in bilico. Si è fatto male alla caviglia, al diciottesimo minuto, per respingere il pallone del possibile due a zero, tiro sempre di Hernanes.

E' rimasto in campo fino all'ottavo della ripresa. Soffrendo e a tratti zoppicando. Stringere i denti non è bastato: è finito nel mirino della gente per la prestazione, come tante altre volte in quest'annata e anche dopo l'addio di Zeman con il quale il feeling non è mai sbocciato. Lo stesso Andreazzoli è stato criticato per averlo lasciato in campo. Gli strascichi insomma sono sotto gli occhi di tutti. È in dubbio per Torino e in assoluto non è più certo che giocherà qui anche l'anno prossimo.

L'ipotesi di una possibile cessione sta prendendo corpo a Trigoria, magari con un'intesa tra il vicecapitano e il management, anche ascoltando quanto l'eventuale partenza sia diventata d'attualità nel tam tam cittadino. Perché stavolta diventerebbe la soluzione migliore per il calciatore, ormai costretto a confrontarsi con una realtà quasi insopportabile, e per la società, forte di un contratto da 6 milioni netti a stagione che rende appetibile il suo tesserato solo per grandi club. Il prezzo non sarà più da top player: 15 milioni o poco di più, considerati i 30 anni da compiere a luglio.

DIPENDE DA MOU
Il forte legame con Josè Mourinho può condizionare la scelta di De Rossi. Proprio ieri dalla Spagna è nuovamente arrivata la notizia di un concreto interessamento del Real per il mediano della Roma. Ma non è certo che il tecnico portoghese resti a Madrid. Se andasse via, tra i candidati alla successione sulla panchina più prestigiosa di Spagna c'è Carlo Ancelotti che avrebbe voluto Daniele a gennaio al Psg. Quindi la destinazione è da tenere in considerazione a prescindere dalla presenza o meno di Mourinho che ha la possibilità di trasferirsi proprio a Parigi.

Il Psg, dunque, è l'altra società che ha chance di assicurarsi il centrocampista giallorosso. Mou o Carletto, fa lo stesso. La piazza è gradita, come del resto Madrid. Daniele, al momento di fare una scelta del genere, dà grande importanza alla città e non solo alla storia del club. Su Manchester (il City e Mancini lo hanno chiamato in più occasioni) è sempre stato tiepido, se non freddo.

LE ALTRE IPOTESI
Bisogna invece aspettarsi il tentativo del Chelsea. Abramovic è tra gli estimatori di Mourinho: da tempo, e soprattutto dopo il no di Guardiola, sta pensando di riportare il portoghese a Londra. Lì De Rossi andrebbe volentieri, perché l'avventura in Premier lo affascina. Daniele è più tentato da un esperienza all'estero, ma in passato ha fatto capire che con lui, nel periodo dell'estenuante negoziazione con la Roma per il rinnovo del contratto (e anche prima), alcuni club italiani si sono fatti vivi direttamente con lui. Il Milan è favorito sulla Juventus, anche se l'ingaggio può essere un ostacolo: Galliani non concede pluriennali di un certo livello ai trentenni.

L'INFORTUNIO
De Rossi ieri mattina è stato sottoposto ad esami strumentali che non hanno evidenziato lesioni ossee e capsulo-legamentose alla caviglia destra. Confermato il trauma distorsivo-contusivo: prognosi di quattro giorni. Fisioterapia e palestra. Sembra difficile il recupero per la gara di Torino, pure per non rischiarlo: mercoledì sera a San Siro è in programma la semifinale di ritorno di Coppa Italia.

 

DANIELE DE ROSSI jpegJAMES PALLOTTAROMAN ABRAMOVICH PEP GUARDIOLA jpegRoberto Mancini

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...