antonio riello art basel summer exhibition

LO STATO DELL’ARTE BY ANTONIO RIELLO – SE A LONDRA LA “SUMMER EXHIBITION” È STATA BOLLATA DAL “TIMES” COME UN CAOTICO BAZAR, L’EVENTO ANNUALE CHE MISURA LA TEMPERATURA DEL MERCATO DELL’ARTE È BASILEA: “QUEST’ANNO È PARTICOLARMENTE SOTTO SCRUTINIO PER CAPIRE SE CI SARÀ O MENO UN RECUPERO. PARAGONATO AL 2023 IL GIRO DI AFFARI DELLE ASTE DEL PRIMO SEMESTRE MOSTRA UN DRAMMATICO –36%. LE RAGIONI PRINCIPALI DI QUESTA CRISI SONO LA BOLLA SPECULATIVA CHE HA GONFIATO I PREZZI OLTRE LA LOGICA E IL SENSO E…”

Antonio Riello per Dagospia

 

art basel 2024 03

A Londra c’è una certa eccitazione per l’inaugurazione della tradizionale “Summer Exhibition” alla Royal Academy. Una mostra mercato, quella dell’Estate del 2024 (la 256esima edizione), che sembra particolarmente male-riuscita, ancora più incasinata e confusa del solito. Laura Freeman sulle colonne del Times la demolisce definendola come un caotico bazar, forse il peggiore visto da molti anni a questa parte. In effetti è sempre una strana e fragile cosa che oscilla tra il modesto e il sublime.

 

tracey emin at summer exhibition 2024

Tom Phillips nel 1900 la definì brillantemente, facendo diretto riferimento ad un racconto di Lewis Carroll (“Alice dentro lo Specchio”), come un misto di “Cavoli e Re”. Basta una leggera brezza per spostarla da una direzione all’altra (come nel film Mary Poppins). Quest’anno butta maluccio e stavolta la zoppicante politica britannica e la famigerata Brexit non c’entrano. Uscendo ci si ricorda di poche cose (e non necessariamente per la loro qualità). Una di queste è l’opera di Emily Allchurch, “Mirrored City”, un incubo di Kitsch universale dove uno scontatissimo panorama veneziano flirta goffamente con quello di Shanghai. Per risollevare gli animi ci sono, in verità, delle magnifiche opere di Tracey Emin.

 

exploriello

La gente che conta è comunque tutta a Basilea, infatti il “Circo” dell’Arte Contemporanea in questi giorni è in Svizzera per Art Basel e le relative “fierine” satelliti: Liste e Volta. E’ l’evento annuale che misura la temperatura del mercato dell’Arte, assieme alle grandi Aste stagionali di Sotheby’s e Christie’s. Per restare nel lessico meteorologico è qui che si capisce davvero dove sta soffiando il vento.

Art Basel è sempre suntuosa e importante. Si avverte subito chi comanda. Infuria sui media di settore la piccola e futile polemica (che si ripete regolarmente ogni due anni): come sia possibile che la fiera sia già predisposta - evidentemente in anticipo - sugli artisti in mostra alla Biennale di Venezia (che apre sempre solo qualche settimana prima).

 

summer exhibition ra london 03

Ma soprattutto c’è chi si chiede se questo - ipotetico - sfruttamento della rassegna veneziana accada per davvero. O meglio se sia un fatto di qualche rilievo. Nel senso che qui non si fa “Cultura” (come molti operatori insistono a dire, forse vergognandosi del proprio mestiere), qui semplicemente (e assai onorevolmente) si propongono in vendita delle opere d’Arte. Qualcuno offre cosette più “trendy”, qualcun’altro punta sui cosiddetti “valori sicuri” (traducibile molto spesso in “artisti pacificamente già deceduti”). Tutto qua. Le ambiguità, soprattutto quelle culturali, sono di solito un materiale pericoloso da maneggiare e non è mai una buona idea far finta di essere quello che non si è.

 

emily allchurch summer exhibition 2024

Basilea quest’anno è particolarmente sotto scrutinio per capire se ci sarà - o meno - un recupero del mercato. Paragonato al 2023 il giro di affari ufficiale delle aste del primo semestre mostra un drammatico –36%. Molte opere di autori importanti hanno deluso le aspettative.

 

Poche le eccezioni: Renè Magritte, Francis Bacon e Laurence Stephen Lowry. Funzionano ancora bene gli Impressionisti e i Post Impressionisti (ci sarebbe davvero da preoccuparsi se non fosse così). In Marzo la grande fiera di Maastricht, TEFAF, ha lasciato molti operatori perplessi (nel senso degli affari, non della qualità e della varietà delle proposte). Per cercare si limitare i danni alcuni paesi (Francia e Germania) porteranno l’IVA sulle opere d’Arte dal 19% al 7% (ai politici del “Bel Paese”, che tanto sbandiera di essere votato alle Arti, sembra non importare molto della faccenda…..).

art basel 2024 01

Le ragioni principali di questa crisi sono principalmente due

1)Si sconta, in termini generali, una bolla speculativa che aveva in anni recenti gonfiato i prezzi oltre la logica e il senso.

2)Le ripercussioni/incertezze causate dalle elezioni europee, da quelle britanniche e naturalmente da quelle americane di Novembre (con l’elefantone nel negozio di cristalli, Trump).

 

Ma va aggiunta una altra influenza negativa (in particolare per il mercato statunitense): l’ondata globale di antisemitismo legata al conflitto scoppiato a Gaza dopo l’attacco di Hamas del 7 Ottobre 2023 ha indotto parecchi collezionisti di religione israelita a rivedere le proprie priorità. In altre parole, la comprensibile ansia li ha inevitabilmente portati ad investire verso opzioni più “strategiche” (ovvero di sopravvivenza) rispetto all’Arte Contemporanea.

l s lowry

 

Si parla di persone che per ragioni culturali prima avevano una particolare affinità e famigliarità per l’acquisto di opere d’Arte. Un inatteso contrappasso per il folto schieramento di artisti-attivisti e curatori-attivisti che, da subito, hanno unilateralmente iniziato una intensa campagna anti-sionista che purtroppo spesso è tracimata in forme di antisemitismo vero e proprio.

art basel 2024 04

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?